1

La polizia israeliana ha bloccato la via a centinaia di persone che marciavano verso il quartiere musulmano di Gerusalemme

Jonathan Lis, Jack Khoury, Nir Hasson 

 20 aprile 2022  Haaretz

Hamas dice che Israele dovrebbe assumersi la piena responsabilità delle conseguenze della marcia

Il parlamentare di estrema destra Ben-Gvir si unisce ai manifestanti, e in 20 sfondano le barriere per raggiungere la Porta di Damasco

Mercoledì la polizia israeliana ha bloccato la strada per la Porta di Damasco a Gerusalemme mentre centinaia di attivisti di destra hanno sfidato gli ordini della polizia e hanno iniziato a marciare verso il quartiere musulmano della Città Vecchia.

Con l’aumentare della tensione, circa 20 persone sono riuscite a sfondare le barriere della polizia e a raggiungere la Porta, ma sono state respinte dagli agenti.

La polizia ha arrestato due palestinesi nell’area della Porta di Damasco, uno con l’accusa di aver lanciato una bottiglia [molotov] e l’altro con l’accusa di aver lanciato pietre contro le forze di sicurezza.

Gli organizzatori di destra hanno accusato il governo del divieto di esporre la bandiera della marcia, contestando l’affermazione della polizia secondo cui avrebbero inizialmente accettato di marciare lungo un percorso alternativo per poi tornare sull’accordo.

“Seguiremo il percorso pianificato attraverso la Città Vecchia e speriamo che la polizia abbia coraggio e accompagni la marcia”, hanno detto. “In ogni caso, la polizia non può impedire alle persone di camminare con una bandiera fino al Muro Occidentale nei territori dello Stato di Israele. Non esiste un ordine del genere”.

Sebbene gli organizzatori abbiano inizialmente affermato che non avrebbero marciato in violazione agli ordini della polizia, in seguito hanno invitato il pubblico a recarsi in piazza Safra davanti al municipio di Gerusalemme alle 17:00 per l’inizio della marcia, dicendo: “Riporteremo la sensazione di sicurezza per le strade di Gerusalemme”.

Mercoledì scorso Hamas ha reagito con un comunicato stampa in cui si lanciava un avvertimento all’occupazione e ai manifestanti che si avvicinassero ai luoghi santi, aggiungendo che la “leadership dell’occupazione” si sarebbe dovuta assumere la piena responsabilità delle conseguenze di quelle definite mosse pericolose e provocatorie.

“Sappiamo cosa è successo l’anno scorso durante la marcia e il lancio dei razzi da Gaza che ha portato all’operazione Guardian of the Walls [Guardiano delle Mura: 11 giorni di bombardamenti su Gaza da parte di Israele nel maggio 2021, ndtr.], e non vogliamo un Guardian of the Walls 2, quindi la polizia non approverà la marcia e in questo caso lo farà secondo la legge”, ha detto ad Haaretz un alto ufficiale di polizia.

Il ministro degli Esteri Yair Lapid ha criticato la marcia programmata definendola “una provocazione che ci danneggia”. Ha aggiunto che “si tratta di estremisti interessati a lanciare provocazioni. Quello che vogliono è che ci sia violenza e una escalation che faccia saltare Gerusalemme. Non permetteremo loro di far saltare Gerusalemme per la loro politica”.

Il legislatore di estrema destra Itamar Ben-Gvir era presente alla marcia, nonostante mercoledì il primo ministro Naftali Bennett gli avesse proibito di recarsi alla Porta di Damasco nella Città Vecchia. “Non c’è motivo al mondo per un ebreo di non poter marciare lungo le mura di Gerusalemme”, ha detto Ben-Gvir. “Il nostro problema è Naftali Bennett, che ha lasciato spazio alla polizia”.

Ben-Gvir ha anche annunciato che avrebbe insediato un ufficio volante in piazza Tzahal, il luogo in cui la polizia aveva eretto delle barricate sulla strada per la Porta di Damasco.

La marcia si svolge nel pieno di crescenti tensioni a Gerusalemme, con scontri tra forze di sicurezza e palestinesi culminati venerdì con l’ingresso delle forze israeliane nella moschea di Al-Aqsa.

Altri scontri si sono verificati mercoledì mattina tra i palestinesi e la polizia nel complesso del Monte del Tempio a Gerusalemme, un luogo che è stato a lungo un punto focale della violenza israelo-palestinese.

Una bottiglia molotov lanciata da un palestinese ha appiccato un piccolo incendio nella moschea di Al-Aqsa, che è stato rapidamente spento, mentre i palestinesi hanno anche lanciato pietre contro la polizia presente per proteggere gli ebrei che visitavano il luogo sacro durante le festività pasquali.

(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)