Non ci si può fidare che il capo della Corte Penale Internazionale metta sotto processo i criminali di guerra israeliani
David Cronin
2 ottobre 2023 – Electronic Intifada
La Corte Penale Internazionale smetterà mai di fare giochetti?
Lo scorso dicembre Karim Khan – il procuratore capo – ha dichiarato che aveva l’ “obiettivo” di visitare la Palestina quest’anno.
Ora siamo a ottobre e Khan non ha ancora intrapreso un viaggio del genere.
Quando ho contattato la corte chiedendo se ne fosse stato programmato uno, l’ufficio di Khan ha risposto che starebbe “facendo ogni sforzo per raggiungere questo obiettivo”.
Il rifiuto della Corte Penale Internazionale di rispondere a una semplice domanda con un “sì” o un “no” è sintomatico di un problema più grande. Anche se a volte Khan può gettare qualche briciola ai palestinesi, non ha nessuna fretta di concedere qualcosa che somigli alla giustizia.
Un esame delle circostanze in cui Khan ha ottenuto il suo attuale incarico potrebbe spiegare il suo disinteresse.
Formalmente proposto per la carica dalla Gran Bretagna, Khan ha ottenuto la promozione in seguito ad una votazione tenutasi presso la sede delle Nazioni Unite a New York il 12 febbraio 2021.
Esattamente una settimana prima i giudici della CPI avevano dato il via libera a un’indagine sui crimini di guerra commessi nella Cisgiordania occupata (compresa Gerusalemme Est) e a Gaza.
Boris Johnson era primo ministro britannico quando il suo governo nominò Khan.
Nell’aprile 2021 Johnson rispose alle lamentele sulla CPI espresse dal gruppo di pressione Conservative Friends of Israel.
Johnson scrisse che la Gran Bretagna desiderava “apportare cambiamenti positivi” alla CPI, sostenendo che la nomina di Khan a procuratore capo “contribuirà a realizzare la riforma”. Johnson dichiarò in seguito: “Ci opponiamo alle indagini della CPI sui crimini di guerra in Palestina”.
Ho presentato una richiesta sulla base della libertà di informazione al Foreign Office di Londra, chiedendo se la Gran Bretagna avesse qualche accordo particolare con Khan. “Il governo britannico non ha concluso un accordo con il signor Khan prima della sua nomina”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri.
Forse il Ministero degli Esteri dice la verità.
Forse non si è ritenuto necessario specificare per iscritto cosa la Gran Bretagna si aspettasse da Khan.
“Antenne politiche”
Khan, avvocato britannico a cui era stato conferito il titolo formale di avvocato esperto del “consiglio della regina”, fa parte integrante dell’establishment. Quindi era improbabile che avrebbe agito contro gli interessi sensibili della Gran Bretagna.
E indipendentemente dal fatto che avesse un accordo formale con Khan la Gran Bretagna ha espresso la sua fiducia in lui. Il comunicato ufficiale britannico di nomina elogia le “antenne politiche” di Khan.
Il principale rivale di Khan per la carica di procuratore capo della CPI era Fergal Gaynor, un avvocato irlandese.
Nella sua domanda di promozione Gaynor ha fatto menzione di essere stato “primo avvocato di un gruppo di vittime palestinesi” durante dei procedimenti presso la Corte Penale Internazionale nel 2020. Tali procedimenti hanno aperto la strada all’annuncio, l’anno successivo, che la corte avrebbe aperto un’indagine sulla Palestina.
Gaynor avrebbe portato avanti l’indagine se la sua candidatura alla carica di procuratore capo avesse avuto esito positivo? È impossibile dirlo.
Tuttavia è significativo il fatto che la Gran Bretagna – con un governo ostile alla semplice ipotesi di ritenere Israele responsabile dei suoi crimini – abbia appoggiato Khan, sapendo che il suo principale rivale (Gaynor) era stato determinante nel garantire un’indagine su quei crimini.
Quello che sappiamo per certo è che Khan da quando ha assunto l’incarico di procuratore capo della CPI ha generalmente evitato di dire qualsiasi cosa in pubblico sulla Palestina.
“Mi dispiace, sono occupato”
Nel maggio di quest’anno Kristen Saloomey di Al Jazeera si è rivolta a Khan chiedendogli se la CPI avrebbe preso in esame l’uccisione della sua collega Shireen Abu Akleh da parte di Israele 12 mesi prima.
La risposta di Khan? “Mi dispiace, sono occupato.”
La sua reticenza sull’aggressione israeliana contrasta con il duro approccio adottato nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina.
Non solo la CPI ha aperto [un procedimento] poche settimane dopo l’invasione del febbraio 2022, ma ha anche emesso un mandato di arresto nei confronti di Vladimir Putin, il presidente russo.
E’ successo con una rapidità fulminea considerando che ci sono voluti anni perché il tribunale decidesse finalmente di aprire formalmente un’indagine sulla situazione in Palestina, un’indagine che non ha prodotto un solo atto d’accusa e sembra nel suo complesso in una fase di stallo.
Sebbene gli Stati Uniti abbiano respinto il documento costitutivo della CPI, lo Statuto di Roma, stanno collaborando all’indagine della Corte sull’Ucraina.
L’indagine è guidata da Brenda Hollis, un colonnello in pensione dell’aeronautica americana.
Il fatto di detenere il grado di colonnello in un esercito noto per condurre guerre non provocate dovrebbe automaticamente escludere quella persona dall’incarico di investigatore su crimini di guerra.
Perché la CPI tarda a indagare su Israele e agisce invece rapidamente quando la Russia attacca l’Ucraina?
Quando ho chiesto spiegazioni alla Corte l’ufficio di Khan ha dichiarato che dopo aver assunto il suo incarico di procuratore egli “ha messo in piedi una squadra specifica che portasse avanti le indagini sulla Palestina”.
Nel 2022 l’ufficio di Khan aveva richiesto “risorse aggiuntive” ai governi che sostengono la CPI. L’ufficio ha aggiunto che starebbe “ancora alla ricerca di un aumento significativo delle risorse nel suo bilancio per il 2024 per una serie di pratiche, inclusa quella riguardante lo Stato palestinese.”
Sembra poco incoraggiante.
Lungi dall’essere un procuratore davvero indipendente, Khan è alla mercé dei donatori.
La Gran Bretagna, uno Stato che vuole proteggere Israele da indagini e agisce costantemente come un cagnolino per gli Stati Uniti, è tra i quattro principali finanziatori della Corte.
Nelle indagini della CPI sull’Afghanistan Khan ha condotto un intervento palesemente di parte citando dei vincoli finanziari.
Il risultato è che l’indagine si concentrerà solo sui nemici dell’Occidente: i talebani e lo Stato islamico. Gli Stati Uniti la faranno franca riguardo la violenza inflitta nell’arco di due decenni ai civili afghani.
Cosa intendeva esattamente il governo britannico quando elogiava le “antenne politiche” di Khan? Stava dicendo che ci si poteva fidare di lui perché non mettesse in imbarazzo l’Occidente, verso cui Israele rivendica un forte legame?
Se Karim Khan fatica a raggiungere un obiettivo talmente fondamentale come una visita in Palestina, sembra estremamente improbabile che porrà sotto processo i criminali di guerra israeliani.
(Traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)