La prima ricerca indipendente sul numero di morti a Gaza denuncia più di 80.000 vittime
Rachel Fieldhouse
27 giugno 2025 – Nature
I risultati sono in linea con altri tentativi di conteggiare il numero di persone uccise nel conflitto in corso.
La prima ricerca indipendente sul numero dei morti stima che in seguito alla guerra tra Hamas e Israele dall’ottobre 2023 all’inizio del gennaio 2025 a Gaza siano decedute circa 84.000 persone. Lo studio, postato la scorsa settimana sul sito di studi preliminari non ancora pubblicati medRxiv [specializzato in pubblicazioni mediche, ndt.], riporta che più di metà delle persone uccise erano donne di età tra i 18 e i 64 anni, minori o persone con più di 65 anni
Dall’inizio della guerra il ministero della Sanità palestinese a Gaza è stato la principale istituzione ad aver contato le vittime nella regione: ha regolarmente pubblicato elenchi dettagliati di persone decedute. La cifra più recente, del 25 giugno, riportava 56.200 morti . Ma alcuni hanno messo in dubbio l’affidabilità dei dati del ministero, e studi basati su di essi, in particolare con il prosieguo del conflitto e man mano che i centri medici, su cui si basa il ministero per i suoi dati sulla mortalità, hanno subito attacchi.
Gli ultimi dati non si basano sulle cifre del ministero, ma potrebbero non essere precisi a causa delle difficoltà di conteggiare le vittime in zone di conflitto. Ma i numeri sono simili a quelli riportati da un altro gruppo di ricerca che all’inizio di quest’anno ha utilizzato un diverso metodo di conteggio, dice Patrick Ball, statistico e direttore di ricerca dell’ong Human Rights Data Analysis Group [Gruppo di Analisi dei Dati dei Diritti Umani] di San Francisco, California. Ciò accresce la fiducia di Ball in quest’ultimo lavoro.
Studio indipendente
Per condurre uno studio indipendente sulle vittime i ricercatori hanno lavorato con l’ong Palestinian Center for Policy and Survey Research [Centro Palestinese per la Politica e le Indagini Demoscopiche], con sede a Ramallah, per rilevare nuclei familiari selezionati a caso e rappresentativi della popolazione in tutta la Striscia di Gaza. Ciò ha incluso persone che vivono in rifugi di fortuna e tende. A causa del conflitto in atto e degli ordini di evacuazione il gruppo di ricerca non ha potuto entrare nel nord di Gaza, a Gaza city o a Rafah, ma molte persone che vivono in quell’area sono scappate nelle zone in cui lo studio è stato effettuato.
Per una settimana, a partire dal 30 dicembre 2024, coppie di ricercatori hanno visitato 2.000 nuclei familiari e intervistato gli adulti. A quelli che hanno risposto e con la garanzia dell’anonimato è stato chiesto di elencare quante persone facevano parte del nucleo familiare il 6 ottobre 2023 e quanti figli sono nati da allora, e poi di riferire il destino di tutti i membri della famiglia da allora: vivi, morti o dispersi. Riguardo ai deceduti è stato chiesto a chi ha risposto di chiarire se erano morti in modo violento o meno.
“La solidità di questo [studio] deriva dal lavoro sul campo,” afferma Ball, che trova straordinario che il gruppo sia stato in grado di fare un’indagine così dettagliata durante il conflitto.
Morti violente e non dovute direttamente alla violenza
I ricercatori ritengono che nei 15 mesi fino al 5 gennaio a Gaza ci siano state circa 75.200 morti violente e altre 8.540 persone siano morte per cause non dovute alla violenza in conseguenza della guerra.
Ma da quando il sondaggio è stato realizzato ci potrebbero essere state ulteriori morti non violente, afferma il co-autore Michael Spagat, ricercatore di economia presso il [college] Royal Holloway, università di Londra, a Egham. Prima della guerra le condizioni di salute dei palestinesi e il loro accesso alle cure mediche erano buoni, ma ciò è probabilmente cambiato mano a mano che il conflitto è andato avanti, afferma la co-autrice Debarati Guha-Sapir, epidemiologa specializzata in conflitti civili presso l’università di Lovanio a Louvain-la-Neuve, in Belgio, e residente a Bruxelles.
Da quando la ricerca è stata condotta sono passati sei mesi, ma ciò non riduce la sua rilevanza, afferma Laith Jamal Abu-Raddad, epidemiologo nel campo delle malattie infettive presso la facoltà di medicina dell’università Weill Cornell-Qatar a Doha: “Al contrario essa rimane attuale in quanto la crisi continua e presumibilmente si è intensificata nel corso degli ultimi tre mesi.
Un cessate il fuoco di tre mesi tra Hamas e Israele è finito il 18 marzo. Da allora nella Striscia di Gaza sono state gravemente danneggiate infrastrutture fondamentali, compresi gli ospedali; decine di migliaia di persone sono state cacciate dalle proprie case; l’aiuto umanitario è stato ridotto.
Metodi diversi
L’ultimo conteggio è in linea con una stima, riportata all’inizio di quest’anno da un altro gruppo di ricerca, di 64.260 morti violente fino alla fine di giugno 2024.
Quel lavoro, guidato da Zeina Jamaluddine, epidemiologa della London School of Hydiene & Tropical Medicine, ha fatto ricorso a un metodo noto come analisi cattura e ricattura, in cui per calcolare la mortalità viene utilizzata la sovrapposizione tra molteplici elenchi di vittime. Jamaluddine e i suoi colleghi hanno utilizzato i dati del ministero della Sanità e di altre fonti.
(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)