Quante volte Israele ha violato il cessate il fuoco a Gaza? Ecco i numeri.
AJLabs
11 novembre 2025 – Al Jazeera
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, un mese fa, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 242 palestinesi e ne hanno feriti 622.
A un mese dalla dichiarazione del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza Israele ha violato l’accordo con attacchi quasi quotidiani uccidendo centinaia di persone.
Dal 10 ottobre al 10 novembre l’Ufficio Stampa del Governo di Gaza afferma che Israele ha violato l’accordo di cessate il fuoco almeno 282 volte con la prosecuzione di attacchi aerei, di artiglieria e sparatorie dirette.
L’ufficio ha affermato che Israele ha sparato contro i civili 88 volte, ha fatto irruzione in aree residenziali oltre la “linea gialla” 12 volte, ha bombardato Gaza 124 volte e ha demolito proprietà private in 52 occasioni. Ha aggiunto che Israele nell’ultimo mese ha anche arrestato 23 palestinesi di Gaza.
Israele ha inoltre continuato a bloccare gli aiuti umanitari vitali e a distruggere case e infrastrutture in tutta la Striscia.
Al Jazeera monitora le violazioni del cessate il fuoco fino ad oggi/fin dal loro inizio.
Quali sono i termini del cessate il fuoco?
Il 29 settembre gli Stati Uniti hanno presentato una proposta in 20 punti, senza alcun contributo palestinese, per porre fine alla guerra di Israele a Gaza, liberare i prigionieri rimasti nell’enclave, consentire il pieno ingresso degli aiuti umanitari nel territorio assediato e delineare un ritiro delle forze israeliane in tre fasi.
Alcune delle principali condizioni della prima fase, attualmente in corso, includono:
La fine delle ostilità a Gaza da parte di Israele e Hamas
La revoca del blocco di tutti gli aiuti a Gaza da parte di Israele e la cessazione delle sue interferenze nella distribuzione degli aiuti
Il rilascio di tutti i prigionieri detenuti a Gaza, vivi o morti, da Hamas
Il rilascio di circa 2.000 prigionieri palestinesi e persone scomparse dalle carceri israeliane
Il ritiro delle forze israeliane sulla “linea gialla”
A seguito della mediazione di partner come Egitto, Qatar e Turchia i rappresentanti di circa 30 paesi si sono riuniti il 13 ottobre per una cerimonia, guidata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, di firma dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza.
Tuttavia si notava l’assenza di Israele e Hamas e ciò sollevava dubbi sulla capacità del vertice di ottenere progressi tangibili verso la fine della guerra e la risoluzione delle questioni fondamentali dell’occupazione israeliana e dell’assedio di Gaza durato 18 anni. Israele si è impegnato a non consentire la nascita di uno Stato palestinese e gli Stati Uniti hanno continuato a trasferire armi su larga scala e a fornire sostegno diplomatico a Israele durante la sua guerra genocida contro Gaza, pur rilasciando solo vaghe dichiarazioni sul futuro di Gaza.
Israele attacca Gaza quasi ogni giorno
Secondo un’analisi di Al Jazeera Israele ha attaccato Gaza in 25 degli ultimi 31 giorni di cessate il fuoco, il che significa che sono solo sei i giorni in cui non sono stati segnalati attacchi violenti, morti o feriti.
Nonostante i continui attacchi gli Stati Uniti insistono sul fatto che il “cessate il fuoco” sta ancora tenendo.
Israele continua a uccidere palestinesi
Secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute palestinese dall’entrata in vigore del cessate il fuoco a mezzogiorno del 10 ottobre Israele ha ucciso almeno 242 palestinesi e ne ha feriti 622.
Il 19 e il 29 ottobre – due dei giorni più sanguinosi dall’ultimo cessate il fuoco – Israele ha ucciso un totale di 154 persone.
Il 19 ottobre, accusando Hamas di aver violato il cessate il fuoco in seguito all’uccisione di due soldati israeliani a Rafah, le forze israeliane hanno ucciso 45 persone in una massiccia ondata di raid aerei su tutta la Striscia di Gaza.
Il braccio armato di Hamas, le Brigate Qassam, ha sottolineato che Israele controlla l’area di Rafah e di non aver avuto contatti con alcun combattente palestinese in quella zona.
Il 29 ottobre Israele ha ucciso 109 persone, tra cui 52 bambini, dopo uno scontro a fuoco a Rafah in cui è rimasto ucciso un soldato israeliano.
Israele ha anche affermato che un corpo trasferito da Gaza da Hamas tramite la Croce Rossa non apparteneva a uno dei prigionieri che avrebbero dovuto essere restituiti in base al cessate il fuoco.
“Gli israeliani hanno reagito, e dovevano farlo”, ha detto Trump ai giornalisti, definendo gli attacchi israeliani una “rappresaglia” per la morte del soldato.
Ecco gli ultimi dati del Ministero della Salute palestinese a Gaza che tracciano le vittime dal 7 ottobre 2023 al 10 novembre 2025:
Uccisi confermati: almeno 69.179 persone, inclusi 20.179 bambini.
Feriti: almeno 170.693 persone.
Israele continua a soffocare gli aiuti
Il cessate il fuoco prevedeva che “tutti gli aiuti sarebbero stati immediatamente inviati nella Striscia di Gaza”. Tuttavia, la realtà sul campo rimane molto diversa.
Secondo il Programma Alimentare Mondiale (WFP) solo la metà degli aiuti alimentari richiesti sta attualmente raggiungendo Gaza, mentre una coalizione di agenzie umanitarie palestinesi afferma che le consegne totali di aiuti ammontano a solo un quarto di quanto concordato nell’ambito del cessate il fuoco.
Dal 10 ottobre al 9 novembre solo 3.451 camion hanno raggiunto le destinazioni previste all’interno di Gaza, secondo la commissione delle Nazioni Unite di controllo e tracciamento UN2720 che monitora gli aiuti umanitari a Gaza.
Secondo gli autisti dei camion le consegne di aiuti stanno subendo ritardi significativi a causa delle ispezioni israeliane che richiedono molto più tempo del previsto.
Secondo l’Ufficio Stampa del Governo al 6 novembre solo 4.453 camion erano entrati a Gaza dall’inizio del cessate il fuoco su un totale previsto di 15.600.
Ciò costituisce una media di circa 171 camion al giorno, ben al di sotto dei 600 camion al giorno previsti.
Tuttavia la Casa Bianca afferma che quasi 15.000 camion carichi di merci commerciali e aiuti umanitari sono entrati a Gaza dal 10 ottobre, una cifra fortemente contestata dai palestinesi e dalle organizzazioni umanitarie.
Inoltre Israele ha bloccato più di 350 prodotti alimentari fondamentali per la nutrizione, tra cui carne, latticini e verdure essenziali per una dieta equilibrata. Sono stati invece consentiti alimenti non di base, come snack, cioccolato, patatine e bibite analcoliche.
Hamas ha rilasciato i prigionieri che avrebbe dovuto restituire?
Il 13 ottobre, in base all’accordo di cessate il fuoco, Hamas ha rilasciato tutti i 20 prigionieri israeliani ancora in vita in cambio di 250 palestinesi che scontano lunghe pene detentive e di 1.700 palestinesi scomparsi da Israele dal 7 ottobre 2023.
Come parte dell’accordo, Hamas dovrebbe anche restituire i corpi di 28 prigionieri israeliani in cambio di 360 corpi palestinesi detenuti da Israele.
Al 10 novembre Hamas aveva restituito i corpi di 24 prigionieri israeliani, mentre quattro rimanevano a Gaza. Il l’organizzazione ha affermato di aver bisogno di mezzi di scavo pesanti per recuperare i corpi rimanenti sepolti sotto le macerie dei bombardamenti israeliani.
Israele ha finora restituito 300 corpi palestinesi, molti dei quali mutilati e con segni di tortura. Molti rimangono non identificati.
Cosa dice il diritto internazionale sui cessate il fuoco?
Secondo il Lieber Institute un cessate il fuoco è concepito per interrompere i combattimenti attivi, o “congelare un conflitto sul posto”, ma per quanto concerne il diritto internazionale può presentare aspetti ambigui.
La sospensione delle ostilità è meglio intesa come cessazione delle operazioni militari ostili attive.
La ripresa delle ostilità violerebbe gli accordi politici, ma potrebbe non costituire una violazione del diritto internazionale, a meno che il cessate il fuoco non faccia parte di un trattato vincolante o di una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)