Medici da tutto il mondo chiedono a Israele di rilasciare il direttore dell’ospedale Kamal Adwan
Firdevs Bulut
31 dicembre 2024 – Middle East Eye
Professionisti sanitari e utenti dei social media si mobilitano per il dottor Hussam Abu Safiya di Gaza e fanno appello alla comunità internazionale
Operatori sanitari e utenti dei social media di tutto il mondo chiedono il rilascio immediato del dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, attualmente detenuto dall’esercito israeliano.
Questa settimana medici, professionisti sanitari e comuni civili si sono rivolti ai social media per condividere il loro sostegno ad Abu Safiya, utilizzando l’hashtag “Free Dr Hussam Abu Safiyeh”, oltre a moltiplicare le richieste che Israele smetta di attaccare gli ospedali di Gaza nella sua guerra contro l’enclave assediata iniziata nell’ottobre 2023.
Oltre all’hashtag virale è stata avviata una petizione sulla piattaforma Change.org.
La petizione è indirizzata al presidente degli Stati Uniti Joe Biden e alla vicepresidente Kamala Harris e invita “la comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti, a usare la propria influenza e autorità per costringere Israele a rilasciare immediatamente il dottor Abu Safiya e il resto del personale medico e i pazienti presi in arresto al Kamal Adwan”.
“L’assistenza sanitaria non è un crimine. Attaccare deliberatamente gli ospedali, il personale medico e i pazienti lo è”, si legge nel testo della petizione.
Quasi 2.000 persone hanno firmato la petizione, citando le leggi internazionali che proibiscono attacchi deliberati o intenzionali alle strutture e al personale medico, così come ai feriti e ai malati.
Anche la famiglia di Abu Safiya ha fatto appello alla comunità internazionale affinché agisca per il rilascio del medico.
Per attirare maggiore attenzione sulla causa professionisti della sanità hanno condiviso immagini online con messaggi scritti a mano con l’hashtag #FreeDrHussamAbuSafiya.
Le forze israeliane hanno arrestato Abu Safiya venerdì, dopo aver preso d’assalto l’ospedale Kamal Adwan. Durante l’assalto diversi reparti hanno preso fuoco e sono stati uccisi e feriti operatori sanitari e pazienti palestinesi, secondo Munir al-Bursh, direttore generale del ministero della Salute palestinese a Gaza.
Nel raid le forze israeliane hanno affermato di aver ucciso almeno 20 palestinesi.
Secondo i resoconti di lunedì Abu Safiya è attualmente detenuto nella famigerata prigione israeliana di Sde Teiman, dove abusi, tra cui torture, omicidi e stupri, sono all’ordine del giorno, hanno affermato dei prigionieri recentemente rilasciati.
Bursh ha riferito che le forze israeliane hanno picchiato violentemente Abu Safiya prima di arrestarlo.
Dopo la notizia della detenzione di Abu Safiya a Sde Teiman molte persone hanno chiesto online alle autorità israeliane di assumersi le proprie responsabilità e di fornire spiegazioni.
L’ospedale Kamal Adwan, che era l’ultimo ospedale funzionante nel nord di Gaza, è stato ora reso fuori servizio a causa dei continui attacchi israeliani.
Abu Safiya ha guadagnato notorietà durante la guerra israeliana a Gaza grazie ai suoi appelli per una migliore assistenza sanitaria per tutti i palestinesi e i suoi aggiornamenti regolari dall’enclave devastata dalla guerra.
È stato anche elogiato per essersi rifiutato di abbandonare i pazienti dell’ospedale Kamal Adwan, anche se Israele lo ha preso d’assalto e ha portato via con la forza i sanitari.
L’ultima fotografia scattata prima che fosse arrestato mostra Abu Safiya con il suo camice che cammina da solo verso due carri armati israeliani completamente circondato dalle macerie. Da allora quell’immagine è diventata virale.
Venerdì il resto del personale medico, i pazienti e i loro parenti sono stati portati fuori dall’ospedale sotto la minaccia delle armi, costretti a restare solo con la biancheria intima e trasferiti in un luogo sconosciuto.
Secondo l’Ufficio Governativo dell’Informazione con sede a Gaza al momento del raid nell’ospedale c’erano 350 persone, tra cui 180 operatori sanitari e 75 feriti.
A giugno un rapporto del ministero della Salute palestinese ha affermato che dall’inizio della guerra erano stati uccisi oltre 500 componenti del personale medico.
(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)