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Israele rilascia un prigioniero palestinese dopo 131 giorni di sciopero della fame

Sally Ibrahim

5 dicembre 2021 – The New Arab

Cisgiordania – Fonti hanno riferito che domenica Israele ha rilasciato un prigioniero palestinese che ha condotto uno sciopero della fame di 131 giorni per protesta contro la propria detenzione senza accuse né processo.

Il 23 novembre Kayed al-Fasfous, di 32 anni, ha interrotto il suo sciopero della fame dopo aver raggiunto un accordo con le autorità israeliane per porre fine alla sua detenzione amministrativa.

Al-Fasfous è Stato liberato a un posto di blocco a sud di Hebron nella Cisgiordania occupata ed è stato accolto da politici e funzionari della sicurezza palestinesi oltre che da esponenti di alcune fazioni.

L’occupazione israeliana non è stata in grado di spezzarmi. Ma io l’ho sconfitta con la mia pancia vuota ed ho ottenuto una vittoria su di essa.”, ha detto al-Fasfous a The New Arab.

Le autorità israeliane avrebbero dovuto rilasciare al-Fasfous a metà dicembre, ma lo hanno liberato prima in seguito alle pressioni da parte della leadership palestinese perché potesse ricevere le cure in ospedale a causa del deterioramento della sua salute.

Al-Fasfous ha trascorso complessivamente 5 anni nelle carceri israeliane senza accuse né processo e durante il suo sciopero della fame avrebbe perso 45 kg di peso.

Al-Fasfous verrà trasferito nell’ospedale arabo Istishari a Ramallah per monitorare le sue” condizioni di salute ed eseguire gli esami necessari”, ha riferito a TNA l’Associazione dei Prigionieri Palestinesi in una conferenza stampa

In seguito alle sue condizioni e per eseguire gli esami necessari Al-Fasfous verrà trasferito all’ospedale arabo di Istishari a Ramallah,” ha affermato in un comunicato stampa inviato a TNA il Palestinian Prisoners Club [Centro dei Prigionieri Palestinesi, ong palestinese che si occupa dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, ndtr.].

L’Associazione ha affermato che ci sono 4.600 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, di cui circa 500 in detenzione amministrativa, senza accuse nè processo

Il PPC ha spiegato che ci sono 4.600 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, di cui circa 500 stanno scontando ordini di detenzione amministrativa, senza imputazioni né processo.

(Traduzione dall’inglese di Cristiana Cavagna)




Evasione dal carcere israeliano: i sei prigionieri palestinesi fuggiti dalla prigione di Gilboa

Redazione MEE

6 settembre 2021 – Middle East Eye

La fuga è stata descritta come “un grave fallimento della sicurezza e dell’intelligence” dalla polizia israeliana.

La fuga di sei prigionieri palestinesi dalla prigione israeliana di massima sicurezza di Gilboa è stata descritta come “un grave fallimento della sicurezza e dell’intelligence” dalla polizia israeliana.

Lunedì l’agenzia di intelligence israeliana Shin Bet ha affermato che i sei palestinesi si sono coordinati con persone fuori dalla prigione usando un telefono cellulare introdotto di nascosto e sono fuggiti con successo dalla prigione attraverso un tunnel. Avevano un’auto che li aspettava pronta per la fuga.

Arik Yaacov, comandante del settore nord dell’Israel Prison Service (IPS) [Servizio Penitenziario Israeliano, ndtr.], ha detto che pare che i fuggitivi abbiano aperto un buco nel pavimento del bagno della cella per accedere ai passaggi scavati durante la costruzione della prigione.

Il portavoce nazionale della polizia, Eli Levy, ha affermato a Radio Kan che la ricerca dei fuggitivi è in corso, si ritiene che stiano tendando di raggiungere la vicina Cisgiordania, il territorio occupato dove l’Autorità Nazionale Palestinese esercita una forma limitata di autogoverno, o il confine con la Giordania.

Il servizio penitenziario israeliano ha affermato che i sei prigionieri stavano scontando la pena insieme nella cella n. 5, sezione 2, della prigione di Gilboa, sottolineando che tre di loro avevano cercato di fuggire in passato.

A seguito delle notizie sull’evasione, la Commissione per gli affari dei prigionieri e degli ex detenuti dell’Autorità Nazionale Palestinese ha invitato i gruppi per i diritti umani e le ONG internazionali, in particolare il Comitato internazionale della Croce Rossa, a visitare immediatamente la prigione di Gilboa e rendere pubblico il destino di oltre 400 prigionieri che, secondo quanto appreso, sono stati trasferiti in luoghi sconosciuti dopo l’evasione di lunedì.

La Commissione ha avvertito che qualsiasi ritorsione contro i sei evasi, se catturati dalle autorità israeliane, “potrebbe portare a una vera esplosione dentro e fuori le carceri”.

“La fuga deriva dall’ingiustizia israeliana imposta ai nostri prigionieri maschi e femmine nelle carceri dell’occupante”, ha aggiunto, sottolineando che i prigionieri sono regolarmente sottoposti a condizioni di detenzione che ne mettono in pericolo la vita.

L’Associazione dei Prigionieri Palestinesi ha reso note le informazioni sui sei prigionieri evasi, come riportate di seguito:

Zakaria Zubeidi

Zubeidi, 46 anni, originario del campo di Jenin, è una nota figura della resistenza palestinese. È l’ex comandante delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, un apparato militare affiliato al movimento Fatah. Era in carcere dal 2019 con l’accusa di aver svolto attività armate contro Israele, anni dopo aver accettato di deporre le armi nel 2007.

Mahmoud Abdullah Ardah

Ardah, 46 anni, è di Jenin. Secondo il gruppo armato palestinese Brigate al-Quds è stato il leader del piano di fuga dalla prigione di Gilboa. Era detenuto dal 1996 e condannato all’ergastolo con l’accusa di essere un membro delle Brigate al-Quds e di coinvolgimento nell’uccisione di soldati israeliani. Secondo quanto appreso, cercò di fuggire nel 2014 dalla prigione di Shata scavando un tunnel, ma il suo piano non ebbe successo.

Mohamed Qassem Ardah

Ardah, 39 anni, è di Jenin. Era detenuto dal 2002 e condannato all’ergastolo con l’accusa di appartenenza alle brigate al-Quds e di coinvolgimento nell’uccisione di soldati israeliani.

Yaqoub Mahmoud Qadri

Qadri, 49 anni, viene da Bir al-Basha, Jenin. Era detenuto dal 2003 e condannato all’ergastolo con l’accusa di appartenere alle Brigate al-Quds e di aver ucciso un colono israeliano. Nel 2014, lui e un certo numero di altri prigionieri, tra cui Mahmoud Abdullah Ardah, cercarono di fuggire dalla prigione di Shata attraverso un tunnel, ma il tentativo non ebbe successo

Ayham Nayef Kamamji

Kamamji, 35 anni, è di Kafr Dan. Era detenuto dal 2006 e condannato all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso un colono israeliano e di aver partecipato ad altre attività armate contro obiettivi israeliani.

Munadil Yaqoub Nfeiat

Nfeiat, 26 anni, viene da Ya’bad, a sud-ovest di Jenin, ed era in prigione senza accuse dal 2019.

(Traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)