Una bancarella di libri tra le macerie nutre le menti affamate
Esraa Abo Qamar
15 luglio 2025- The Electronic Intifada
Nella devastazione di Gaza segni di vita riappaiono nei luoghi più inaspettati.
Eqraa Ketabak (Leggi il tuo libro) è una piccola bancarella di libri aperta a fine aprile proprio nel mezzo della distruzione del campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale.
File di romanzi, poesie, libri di filosofia, religione e self-help in arabo e in inglese sono disposti ordinatamente su assi di legno improvvisate sul marciapiede, le loro copertine colorate sfidano la polvere grigia della distruzione circostante.
Circondati da edifici parzialmente o completamente crollati e da detriti di vecchi e recenti attacchi aerei, i libri e i loro argomenti sembrano fuori posto. Con titoli che parlano di speranza, amore, perdita e resistenza come a riflettere le emozioni impresse sui volti dei passanti, la bancarella li invita a fermarsi, leggere e riconnettersi con una parte di vita che il genocidio ha cercato di cancellare.
“I libri prendono il loro posto tra le rovine”, ha scritto sui suoi social media Hassan al-Qatrawi, romanziere palestinese, accademico e cliente abituale della bancarella. “Loro [gli israeliani] ci distruggono dall’esterno, e noi ci costruiamo dall’interno. La fame di cibo è temporanea. Ma la fame di lettura è eterna”.
Dietro la modesta bancarella di libri ci sono due giovani fratelli del campo di Nuseirat. Salah e Abdullah Sarsour hanno perso la casa durante il genocidio e sono stati sfollati in una scuola vicina dove ancora oggi trovano rifugio.
Hanno sviluppato una passione per i libri fin da giovani e durante la guerra di sterminio israeliana a Gaza che dura ormai da 21 mesi nonostante tutte le difficoltà non hanno mai smesso di leggere. Sebbene reperire libri sia difficile Abdullah ha continuato fare lunghi e faticosi viaggi nel nord di Gaza, rischiando la propria incolumità e spendendo molti soldi in trasporti, per trovare un buon libro in librerie come l’iconica libreria Samir Mansour a Gaza City.
Condividere una passione
Ma anche altri, pur se meno determinati, desideravano i libri. “Non si trattava solo di noi”, ha detto Abdullah a The Electronic Intifada. “Conoscevamo altri nel nostro campo che amavano leggere, ma non tutti potevano permettersi il viaggio”.
Così invece di fare avanti e indietro i fratelli hanno deciso di portare i libri alla loro comunità. Se le persone non possono più accedere ai libri allora devono essere i libri a venire da loro
Hanno messo insieme i loro risparmi e hanno acquistato un primo grande lotto di libri dal nord per avviare la loro modesta bancarella. Il loro obiettivo non era fare soldi, affermano, ma consentire l’accesso per rendere la lettura più facile e comune.
“Si tratta di condividere la nostra passione con le persone, non solo di avviare un’attività”, ha detto Salah. “Volevamo incoraggiare le persone a leggere di nuovo”.
Secondo l’Ufficio Centrale Palestinese di Statistica, il tasso di analfabetismo in Palestina è uno dei più bassi al mondo.
A Gaza è di poco inferiore al 2%.
La maggior parte dei palestinesi di Gaza è orgogliosa del proprio profondo amore per la lettura. Nonostante siano stati privati dell’istruzione per quasi due anni a causa del genocidio in corso, non hanno mai smesso di leggere, scrivere o imparare, nemmeno in queste circostanze catastrofiche.
Eqraa Ketabak è rapidamente diventato più di un semplice luogo dove acquistare libri. È diventato uno spazio di conversazione, dove i bambini possono sfogliare storie e compensare gli anni di studio persi, dove gli anziani possono riscoprire poesie dimenticate che un tempo imparavano a memoria e dove gli scrittori possono trovare ispirazione per scrivere le proprie storie e libri.
Conforto
Amal Abu Saif è una scrittrice palestinese che trova conforto nei libri.
“Ogni volta che mi sento sopraffatta corro da questo mondo ad un altro attraverso i libri”, ha detto Amal a The Electronic Intifada. “Questa bancarella di libri è diventata la mia destinazione principale e l’unico posto che mi fa sentire di nuovo me stessa”.
Amal crede che leggere e scrivere siano il suo unico modo per resistere. Seguendo l’esempio del defunto e celebre poeta Mahmoud Darwish – che credeva che scrivere per gli oppressi fosse una forma di resistenza – Amal ha recentemente pubblicato il suo primo romanzo, Atheer Gaza: Amata Gaza.
“Eravamo sfollati in una piccola tenda. Non c’era niente da fare, niente università, niente lezioni, solo infinite giornate a cercare cibo e acqua e a cucinare sulla legna da ardere”, racconta Amal. “Un giorno, mi sono detta: per quanto tempo resterò ad aspettare in questo modo? No, voglio raggiungere qualcosa. Voglio fare la differenza”.
Nel gennaio 2024 ha iniziato a documentare le sue esperienze quotidiane e le sue sofferenze usando l’app per gli appunti del suo telefono. La carta è rara ed estremamente costosa. All’inizio scriveva solo un po’ alla volta. Ma mesi dopo è tornata su quegli appunti, li ha ampliati e li ha trasformati in un romanzo completo.
A luglio è stato pubblicato. Oggi il suo libro è disponibile in tutto il mondo arabo.
“Era un sogno che coltivavo da molto tempo”, ha detto Amal. “E non vedo l’ora che la guerra finisca per poter stampare e pubblicare il mio romanzo qui a Gaza.”
Già nell’aprile 2024, secondo le Nazioni Unite i bombardamenti su larga scala di Israele a Gaza avevano danneggiato o completamente distrutto 13 biblioteche pubbliche. Questo si aggiunge alla distruzione di massa di istituti scolastici lungo tutta la striscia.
Prendere di mira università e scuole insieme a insegnanti e accademici è una chiara indicazione che Israele non sta prendendo di mira solo edifici e infrastrutture. È un tentativo di cancellare la nostra storia, mettere a tacere le nostre voci e distruggere la cultura del nostro popolo.
Eppure le idee non muoiono.
E finché ci saranno idee ci sarà bisogno di libri, come testimoniano i fratelli Sarsour.
Esraa Abo Qamar è una scrittrice a Gaza.
(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)