Rubio dichiara che gli Stati Uniti smantelleranno la Corte Penale Internazionale “mattone dopo mattone”.
Redazione MEE
13 luglio 2026 – Middle East Eye
Il Segretario di Stato attacca duramente la Corte che nel 2024 ha emesso un mandato di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che l’amministrazione Trump sta lavorando per “smantellare la Corte Penale Internazionale mattone dopo mattone”, lanciando una sfida pubblica alla Corte che nel 2024 ha emesso un mandato di arresto nei confronti del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
“L’interferenza della CPI nelle operazioni militari e di polizia americane non è solo un grave abuso dei suoi presunti poteri. Significherebbe la morte degli Stati Uniti come nazione sovrana e indipendente”, ha scritto Rubio in un articolo di opinione pubblicato lunedì dal Wall Street Journal.
“Utilizzando tutti gli strumenti a disposizione del nostro governo, lavorando a fianco di ogni alleato disposto a collaborare, smantelleremo la CPI, mattone dopo mattone, se necessario”, ha affermato.
Rubio ha anche registrato una dichiarazione su questo tema, pubblicata lunedì su X, in cui accusa la Corte di voler privare gli americani del diritto di rispettare le proprie leggi e di essere giudicati da una giuria di propri pari quando accusati di aver commesso un crimine.
“Ma oggi persone potenti in luoghi distanti vogliono portarcelo via. Credono di dover essere loro a decidere sulle vostre leggi, sul vostro paese, la vostra vita, e non gli importa se siate d’accordo o meno”, ha affermato nel video.
Ha detto che gli americani probabilmente non conoscono i nomi dei giudici, dei procuratori o dei presidenti della Corte Penale Internazionale e che “non dovrebbero essere costretti a conoscerli”, accusando al contempo la CPI di condurre una guerra contro gli Stati Uniti.
Le critiche di Rubio hanno evidenziato l’opposizione “bipartisan” alla Corte, fondata nel 2002 in risposta ai genocidi e alle atrocità commesse in zone di guerra come il Ruanda e l’ex Jugoslavia.
In particolare Rubio non ha fatto alcun riferimento diretto al mandato di arresto emesso nei confronti di Netanyahu e del suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, per i presunti crimini contro l’umanità commessi a Gaza, dove dall’ottobre 2023 sono stati uccisi oltre 73.000 palestinesi.
La Corte aveva emesso mandati di arresto anche nei confronti dei leader di Hamas per i presunti crimini di guerra commessi durante l’attacco del 7 ottobre 2023 contro il sud di Israele. Leader successivamente assassinati da Israele.
“Globalisti arroganti”
Rubio ha presentato la decisione della Casa Bianca contro la Corte con toni nazionalistici affermando: “Gli Stati Uniti stanno lanciando una campagna diplomatica con un messaggio semplice: gli Stati sovrani prima del globalismo.”
“I nostri progenitori hanno combattuto una rivoluzione contro una potenza straniera che ci deportava oltreoceano per perseguirci per crimini pretestuosi”, ha affermato Rubio, ricordando una politica coloniale britannica vecchia di 200 anni.
“L’indipendenza è un nostro diritto innato. Non intendiamo barattarla con il dominio da parte di un’autoproclamata casta sacerdotale del ‘diritto internazionale’ “.
Rubio ha citato l’indagine del 2020 della Corte Penale Internazionale (CPI) sui soldati statunitensi per presunti crimini di guerra in Afghanistan. Ha aggiunto che la Corte potrebbe eventualmente indagare anche sugli agenti della polizia di frontiera e sui marines statunitensi.
“La CPI è sostenuta e gestita da una potente rete di organizzazioni non governative di sinistra, globalisti arroganti e governi ostili del Terzo Mondo, uniti dalla loro inimicizia verso gli Stati Uniti”, ha concluso.
Nel suo video su X ha affermato che, sebbene la Corte fosse stata ufficialmente creata per perseguire i crimini più gravi nei Paesi in cui i tribunali nazionali non potevano farlo, “la verità è che si trattava di qualcosa di molto più radicale ed estremo: un tribunale globale composto da burocrati globalisti non eletti che rivendicano un potere pressoché illimitato”.
In realtà la Corte conta 125 Paesi membri, compresi tutti quelli dell’Unione Europea.
I Paesi più ostili alla Corte sono da tempo le principali potenze mondiali, che non vogliono sottomettersi alla sua giurisdizione. I principali avversari geopolitici degli Stati Uniti, cioé Russia e Cina, non sono membri della CPI.
Nel 2002 il presidente George W. Bush ha formalmente ritirato gli Stati Uniti dalla Corte Penale Internazionale e ha promulgato l’American Service members’ Protection Act (ASPA, Legge di protezione degli agenti al servizio degli Stati Uniti), che limitava la cooperazione degli Stati Uniti con la CPI. L’ASPA autorizza persino l’uso della forza per liberare il personale militare statunitense detenuto, guadagnandosi il soprannome di “Legge di invasione dell’Aia”.
Washington ha inoltre esercitato pressioni sui Paesi affinché firmassero accordi bilaterali di immunità per impedire loro di consegnare cittadini statunitensi alla CPI.
Guerra diplomatica
L’attacco sferrato da Rubio contro la Corte conferma la tesi secondo cui gli Stati Uniti e i loro partner più stretti stanno conducendo una guerra diplomatica contro tale istituzione a causa dei suoi sforzi volti a chiamare Israele a rispondere dei crimini di guerra commessi a Gaza, che sono stati definiti un genocidio dalle Nazioni Unite, dagli organismi per i diritti umani e dagli studiosi di genocidio.
Lo scorso anno il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sanziona i giudici della CPI per le indagini su alti funzionari israeliani.
Come riportato in passato da MEE, tali misure hanno inciso sulla libertà di movimento dei giudici, sulla loro sicurezza fisica, sulle loro famiglie e sulla loro possibilità di svolgere le normali attività quotidiane.
MEE ha inoltre pubblicato in esclusiva un articolo sulla campagna condotta contro la Corte dall’ex ministro degli Esteri britannico David Cameron.
MEE ha rivelato che nell’aprile del 2024 Cameron minacciò privatamente Karim Khan, il procuratore capo britannico presso la Corte Penale Internazionale, di tagliare i fondi e ritirare la Gran Bretagna dalla CPI se questa avesse emesso mandati di arresto nei confronti dei leader israeliani.
Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo nella fase iniziale di sviluppo della CPI e hanno firmato lo Statuto di Roma nel 2000, sotto la presidenza di Bill Clinton. Tuttavia il documento non è mai stato sottoposto al Senato per la ratifica, per timore che la CPI potesse perseguire militari e funzionari statunitensi per presunti crimini di guerra, soprattutto in conflitti come quelli in Afghanistan e Iraq.
La CPI ha anche emesso un mandato di arresto nei confronti del presidente russo Vladimir Putin per presunti crimini di guerra in Ucraina.
Al termine della sua dichiarazione in video Rubio ha lanciato un duro avvertimento.
“Questa amministrazione non resterà a guardare mentre la CPI e i suoi alleati cercano di minacciare il nostro popolo. Se credono di poterci privare della nostra sovranità insegneremo loro il vero significato della determinazione americana.”
(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)