Le vittime invisibili di Gaza: un’impennata di nati morti e malformazioni congenite
Ibrahim al-Khalili
22 aprile 2026 – AlJazeera
Mentre gli effetti della guerra persistono Gaza sta assistendo a un aumento senza precedenti di anomalie congenite e a un incremento del 140% dei nati morti.
Gaza – Nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Nasser, nel sud di Gaza, i neonati lottano per la vita contro gravi malformazioni congenite legate alle dure condizioni della guerra genocida israeliana.
Osama, di due mesi, è nato con un buco nel cuore [Forame Ovale Pervio, con comunicazione tra i due atri, ndt.] e dilatazione dei ventricoli cerebrali. La madre, Najia Zurub, non ha lasciato l’ospedale dalla sua nascita.
«Sono rimasta incinta durante la guerra e la gravidanza è stata estenuante a causa della mancanza di cibo», racconta Zurub, aggiungendo di aver vissuto in tende senza accesso all’acqua potabile. La forte tensione e lo stress l’hanno costretta a partorire prematuramente. I medici hanno confermato che la condizione di Osama non è genetica, sottolineando che è il suo primogenito e che non ci sono precedenti familiari di questo tipo di malattie.
Osama condivide il reparto con Ahmed, di due settimane, che presenta segni di idrocefalo – un eccesso di liquido nei ventricoli cerebrali che causa pressione sui tessuti cerebrali – e con Suheir, di due mesi, nata con malformazioni multiple a carico di bocca e orecchie. In precedenza il reparto ospitava cinque neonati con anomalie congenite, ma la piccola Fatama è stata trasferita d’urgenza in terapia intensiva, dove lotta per sopravvivere, mentre un altro neonato, Iyal, è deceduto.
Un’impennata senza precedenti
Sebbene sia spesso difficile individuare la causa esatta di specifiche anomalie congenite, i funzionari sanitari di Gaza affermano che l’enorme numero di casi che stanno attualmente riscontrando non ha precedenti.
Secondo il Ministero della Salute nel 2025 i casi di anomalie congenite sono raddoppiati rispetto al 2022. Nello stesso periodo anche il tasso di nati morti è aumentato del 140%. Solo l’anno scorso si sono registrati 457 decessi neonatali, con un incremento del 50% rispetto al periodo prebellico.
Zaher al-Wahidi, direttore dell’Unità di Informazione Sanitaria del Ministero della Salute, ha attribuito queste cifre impressionanti a cinque fattori principali: fame diffusa, grave deterioramento dei servizi sanitari, sovraffollamento estremo, esposizione ad acqua potabile contaminata e altri effetti persistenti dei raid aerei israeliani.
Asaad al-Nawajha, pediatra e specialista in neonatologia presso l’Ospedale Nasser, ha espresso profonda preoccupazione per le anomalie interne che colpiscono gli organi vitali. Ha spiegato che queste condizioni si sviluppano tipicamente quando un feto è esposto a fattori ambientali avversi durante il primo trimestre di gestazione, un periodo critico per la formazione degli organi. Dato il grave impoverimento delle risorse mediche secondo i sanitari alcuni di questi bambini colpiti non possono essere curati.
Un collasso sistemico
La guerra genocida di Israele contro Gaza ha ucciso almeno 20.000 minorenni. Il conflitto ha anche impedito fisicamente a molte donne palestinesi di portare a termine la gravidanza. Al culmine dei bombardamenti israeliani le nascite nella Striscia sono crollate di oltre il 30%. Sebbene i numeri si siano leggermente ripresi l’anno scorso, rimangono ben al di sotto dei livelli prebellici.
Nonostante il “cessate il fuoco” entrato in vigore lo scorso ottobre il bilancio delle vittime continua a salire e i palestinesi sottolineano che gli attacchi quotidiani di Israele su Gaza proseguono.
Per i neonati dell’ospedale Nasser la riduzione dei bombardamenti offre ben poco sollievo immediato. Questi bambini possono essere sopravvissuti agli attacchi aerei ma ora devono affrontare una diversa e prolungata lotta contro le conseguenze di una guerra che ha devastato i loro fragili corpi.
(Traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)