Il ministro delle Finanze israeliano afferma che la Corte Penale Internazionale ha emesso un mandato d’arresto contro di lui
Redazione di MEMO
19 maggio 2026 – Middle East Monitor
Il ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich ha affermato che martedì è stato informato di un mandato internazionale d’arresto contro di lui emesso dalla Corte Penale Internazionale (CPI).
“Ieri sera sono stato informato che una richiesta per un mandato d’arresto internazionale segreto è stata depositata dal procuratore della Corte antisemita dell’Aja,” ha detto Smotrich ad una conferenza stampa, come riportato dal quotidiano Yedioth Ahronoth.
Smotrich ha descritto l’azione come un tentativo di “imporci una politica di sicurezza suicida attraverso sanzioni e mandati d’arresto.”
“Noi non accetteremo imposizioni ipocrite da enti faziosi che si sono posti ripetutamente contro lo Stato di Israele,” ha aggiunto, dicendo che “una larga parte delle Nazioni europee non ha mai eccelso nell’amore per Sion. Ipocrisia e doppi standard sono diventati il tratto distintivo di molti Stati.”
Domenica il quotidiano Haaretz, citando una fonte diplomatica anonima, ha detto che il procuratore capo del CPI ha chiesto mandati d’arresto secretati per “un non specificato numero di funzionari israeliani.”
I mandati riguarderebbero tre ufficiali dell’esercito israeliano e due politici, ha affermato la fonte, aggiungendo che la tempistica della richiesta rimane sconosciuta.
Dopo aver appreso della richiesta del mandato, Smotrich ha anche detto che avrebbe firmato un ordine di deportazione per il villaggio beduino palestinese di Khan al-Ahmar, nella Cisgiordania occupata.
Tuttavia ha osservato che “la firma di un ordine di evacuazione non è tra i poteri di un ministro delle Finanze.”
Circa 200 palestinesi vivono nella comunità di beduini in case di latta e tende e hanno resistito per anni ai tentativi di deportazione legati al progetto di una colonia israeliana illegale conosciuto come “E1.”
Khan al-Ahmar è circondato da colonie israeliane illegali e si trova in un’area obiettivo di Israele per la realizzazione del progetto.
Il piano include la costruzione di più di 3.500 unità abitative illegali che hanno l’obiettivo di collegare la colonia di Maale Adumim con Gerusalemme Est, isolando la città dai dintorni palestinesi e dividendo di fatto la Cisgiordania occupata in due parti.
Il progetto ha incontrato un’ampia opposizione internazionale perché la sua realizzazione è vista come un modo per compromettere la soluzione a due Stati e la fondazione di uno Stato palestinese a fianco di Israele.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)