Smotrich annuncia il trasferimento dei poteri di pianificazione urbanistica nel contesto di una offensiva verso l’annessione
Redazione di Palestine Chronicle
17 giugno 2026 – Palestine Chronicle
Il ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato il trasferimento di competenze fondamentali in materia di pianificazione e costruzione a Hebron (Al-Khalil [nome della città in arabo, ndt.]) dalle autorità municipali palestinesi al controllo israeliano, un’iniziativa che potrebbe modificare in modo significativo le disposizioni di carattere amministrativo stabilite in base all’accordo del 1997 su Hebron.
Sviluppi principali
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Martedì il ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato il trasferimento delle competenze in materia di pianificazione urbanistica ed edificazione dal Comune di Hebron alle autorità israeliane.
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L’Autorità Palestinese ha definito la decisione come una violazione degli accordi firmati e delle leggi internazionali.
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In seguito il ministero degli Esteri israeliano ha contestato le affermazioni secondo cui l’intero accordo su Hebron del 1997 sia stato abrogato.
Smotrich ha annunciato il trasferimento delle competenze
Martedì il ministro israeliano delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato che le competenze in materia di pianificazione e costruzione in precedenza esercitate dal Comune di Hebron in parti della città saranno trasferite alle autorità israeliane.
Parlando durante l’inaugurazione della colonia di Doron, sulle colline di Hebron, Smotrich ha descritto l’iniziativa come una “correzione storica” e parte dei tentativi di rafforzare quella che ha definito la sovranità israeliana nella Cisgiordania occupata.
Secondo la rete televisiva israeliana Channel 12 Smotrich ha affermato che sono state completate le procedure per eliminare le competenze in materia di pianificazione civile ed edificazione concesse al Comune di Hebron in base alle misure stabilite in seguito all’accordo per Hebron del 1997.
L’iniziativa modificherebbe l’autorità relativa alla pianificazione in zone che includono luoghi molto importati di Hebron, tra cui la moschea di Ibrahim [Tomba dei Patriarchi per gli ebrei, luogo in cui pregano in momenti diversi sia musulmani che ebrei, ndt.].
Funzionari palestinesi condannano la decisione
L’Autorità Palestinese ha denunciato la misura come un attacco diretto allo status politico e giuridico di Hebron.
Secondo la WAFA [agenzia di stampa dell’Autorità Palestinese, ndt.] funzionari palestinesi hanno affermato che la decisione viola gli accordi firmati, la legittimità e le leggi internazionali, che vietano a una potenza occupante di modificare unilateralmente lo status di un territorio occupato.
Da parte sua Hamas ha avvertito che le misure rappresentano un’escalation politica e sul campo intesa a consolidare il controllo israeliano su Hebron e sulla Cisgiordania occupata.
In una dichiarazione il movimento della resistenza palestinese ha affermato che il trasferimento dei poteri di pianificazione dall’amministrazione comunale di Hebron fa parte di un progetto più complessivo di colonizzazione e annessione inteso ad imporre la sovranità israeliana, espandere le colonie e accelerare le politiche di espulsione.
Hamas ha segnalato anche le azioni di Israele a sud di Hebron, tra cui la creazione di avamposti coloniali e l’esproprio di terra palestinese come prova dei tentativi di alterare la situazione sul terreno.
Il movimento ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire e fermare quelle che ha descritto come politiche che minacciano di destabilizzare ulteriormente la Cisgiordania occupata.
Il sindaco di Hebron mette in guardia da una “grave violazione”
Il sindaco di Hebron Yusuf al-Jabari ha affermato che l’iniziativa fa parte di un più complessivo tentativo israeliano di minare gli accordi esistenti che governano la città.
Parlando con l’agenzia di stampa [turca] Anadolu al-Jabari ha sottolineato che il Protocollo di Hebron e i relativi accordi vennero raggiunti in base al sostegno internazionale e rimangono il quadro che regola le misure amministrative, di sicurezza e relative ai servizi in città.
Ha avvertito che ogni modifica unilaterale di questi accordi costituisce una “grave violazione” con conseguenze potenzialmente di ampia portata.
Al-Jabari ha anche sottolineato che l’amministrazione comunale di Hebron non può essere ignorata e ha insistito che le competenze comunali non devono essere modificate in nessuna parte della città, comprese l’area H2” [sotto controllo civile palestinese e militare israeliano, ndt.], la Città Vecchia e la zona della moschea di Ibrahim.
Il governo israeliano smentisce le affermazioni riguardo alla cancellazione degli accordi
Facendo seguito all’annuncio di Smotrich il ministero degli Esteri israeliano ha affermato che l’accordo su Hebron del 1997 in sé non è stato cancellato.
Secondo il Jerusalem Post [giornale israeliano in lingua inglese, ndt.] il ministero ha affermato che l’unica modifica riguarda la competenza riguardante la pianificazione e la costruzione relativa ai luoghi storici ebraici e alla comunità di coloni israeliani a Hebron.
Il ministero evidenzia che i poteri di pianificazione che riguardano il complesso della moschea di Ibrahim erano già stati trasferiti mesi fa dopo polemiche che hanno coinvolto l’amministrazione comunale di Hebron e il Waqf [ente benefico incaricato della gestione dei luoghi santi, ndt.] islamico.
Funzionari israeliani hanno sostenuto che le modifiche riguardano un ambito ridotto, mentre Smotrich le ha definite come parte di un tentativo più complessivo di estendere l’autorità israeliana nella Cisgiordania occupata.
Aumentano le preoccupazioni di un’annessione
L’ultima mossa giunge nel contesto di una serie di misure israeliane intese a ridefinire il contesto giuridico e amministrativo nella Cisgiordania occupata.
Funzionari palestinesi e sostenitori dei diritti umani affermano che tali passi fanno progredire l’annessione di fatto trasferendo progressivamente poteri dalle istituzioni palestinesi alle autorità israeliane.
La questione ha attirato ulteriore attenzione nei confronti dello status unico di Hebron in base al contesto degli accordi di Oslo, che hanno diviso la città tra settori amministrati dai palestinesi e altri controllati da Israele conservando certi poteri dell’amministrazione comunale in entrambe le zone.
(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)