Rapporto OCHA del periodo 28 marzo – 18 aprile 2023

https://www.ochaopt.org/poc/28-march-17-april-2023

1). In Cisgiordania le forze israeliane hanno ucciso sei palestinesi, tra cui un minore, durante operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni delle forze israeliane, alcune delle quali, secondo quanto riferito, hanno comportato uno scontro a fuoco con palestinesi; un altro palestinese è morto per le ferite riportate (seguono dettagli).

Il 28 marzo, un palestinese è morto per le ferite riportate il 22 febbraio quando è stato colpito, con proiettili veri, dalle forze israeliane che operavano nella città di Nablus. Ciò porta a 12 il numero di vittime di quell’episodio; il numero più alto di vittime palestinesi in un singolo caso occorso in Cisgiordania, da quando, nel 2005, l’OCHA ha iniziato a registrare le vittime.

Il 3 aprile, forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Nablus per arrestare i palestinesi coinvolti nella sparatoria, avvenuta a Huwwara il 25 marzo, in cui furono feriti due soldati israeliani. Durante l’operazione, le forze israeliane hanno avuto uno scontro a fuoco con palestinesi, uccidendone due. Successivamente, le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre contro di loro; 56 palestinesi sono rimasti feriti e due sono stati arrestati. Durante l’operazione, le forze israeliane hanno ostacolato il lavoro dei paramedici e un’ambulanza è stata colpita da lacrimogeni.

Il 10 aprile, durante un’operazione di ricerca-arresto condotta nel Campo profughi di Aqbat Jaber (Gerico), le forze israeliane hanno ucciso un ragazzo palestinese di 15 anni e ne hanno ferito altri due con munizioni vere; durante tale operazione i palestinesi hanno lanciato pietre e le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni. Ad oggi, nel 2023, in Cisgiordania, il numero totale di minori palestinesi uccisi dalle forze israeliane è 17; nel 2022, in un periodo equivalente, erano state 8.

L’11 aprile, vicino a Deir al Hatab villaggio (Nablus), le forze israeliane hanno ucciso due palestinesi e ne hanno ferito un altro. Secondo l’esercito israeliano, prima che le forze israeliane di stanza nelle vicinanze sparassero al loro veicolo, i palestinesi avevano aperto il fuoco contro una postazione militare all’ingresso dell’insediamento colonico di Elon Moreh.

L’8 aprile, all’ingresso del villaggio di Azzun (Qalqiliya), le forze israeliane hanno sparato e ucciso con proiettili veri un palestinese; le prime informazioni provenienti da Organizzazioni per i diritti umani indicano che l’uomo fosse tra i palestinesi che lanciavano petardi contro le forze israeliane posizionate a un checkpoint all’ingresso del villaggio.

Durante il primo trimestre del 2023, il numero di palestinesi uccisi dalle forze israeliane (84) è stato quasi quattro volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2022 (22).

2). Un palestinese è stato ucciso e quattro soldati israeliani sono rimasti feriti in due episodi avvenuti a Hebron e a Gerusalemme (seguono dettagli).

Il 1° aprile, a un checkpoint militare israeliano posizionato all’ingresso di Beit Ummar (Hebron), un palestinese ha speronato con un veicolo tre soldati israeliani, ferendoli; successivamente l’uomo è stato colpito e ucciso dalle forze israeliane. Ad oggi, in Cisgiordania, nel 2022, nove palestinesi sono stati colpiti e uccisi dalle forze israeliane mentre attaccavano o presumibilmente tentavano di attaccare forze israeliane.

Il 1° aprile, nei pressi di uno dei cancelli che conducono alla moschea di Al Aqsa, nella Città Vecchia di Gerusalemme, un agente di polizia israeliano ha ucciso un cittadino palestinese di Israele. Secondo la polizia israeliana, l’uomo aveva afferrato l’arma di un agente di polizia e gli aveva sparato due volte. Testimoni oculari contestano questo racconto; inoltre non è stato reso disponibile alcun filmato della telecamera di sorveglianza. Le autorità israeliane hanno aperto un’inchiesta sulla sparatoria. Inoltre, lo stesso giorno, vicino a Jaba’ Junction, a nord-est di Gerusalemme, un uomo armato, ritenuto palestinese, ha aperto il fuoco contro forze israeliane ed è fuggito. Secondo i media israeliani un soldato israeliano è rimasto ferito.

3). Il 7 aprile, tre coloni israeliani, una madre e le due figlie, una delle quali minorenne, mentre percorrevano la Strada 57 nella Valle del Giordano (Tubas), sono state uccise da un uomo armato, ritenuto palestinese. Le due sorelle sono state uccise sul colpo mentre la madre è deceduta tre giorni dopo per le ferite riportate. L’aggressore è fuggito. Le forze israeliane hanno avviato una caccia all’uomo, bloccando le strade principali nella Valle del Giordano. Ciò porta a diciotto il numero di israeliani uccisi, finora, nel 2023, in Cisgiordania, Gerusalemme est e Israele; oltre a un cittadino straniero e un soldato. Nel 2022, in un periodo equivalente, furono sei.

4). In Cisgiordania, sono stati feriti dalle forze israeliane 567 palestinesi (tra cui almeno 91 minori), 25 dei quali sono stati colpiti da proiettili veri (seguono dettagli). Ventisette palestinesi sono rimasti feriti durante 18 operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni condotte dalle forze israeliane in più località, oltre ai 56 palestinesi feriti a Nablus e Gerico (vedi sopra).

Altri 43 feriti sono stati segnalati nelle vicinanze della Moschea di Al Aqsa, nella Città Vecchia di Gerusalemme (vedi sotto). In sei episodi, registrati nelle Comunità palestinesi di Qaryut (Nablus), Deir Ballut (Salfit) e Surif ( Hebron), le forze israeliane hanno ferito 41 palestinesi, a seguito dell’ingresso (all’interno delle Comunità) di coloni israeliani, accompagnati dalle forze israeliane; la maggior parte dei feriti sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeno.

In altri quattro episodi, le forze israeliane hanno sparato proiettili veri e lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre contro i soldati israeliani posizionati presso torrette di osservazione militare e checkpoints volanti; altri 19 palestinesi sono stati feriti agli ingressi di Azzun (Qalqiliya), Beit Ummar (Hebron), Husan e Al Khadr (entrambi a Betlemme).

In un episodio separato, le forze israeliane hanno aggredito fisicamente e ferito un palestinese che cercava di raggiungere il suo posto di lavoro in Israele attraverso un’apertura non autorizzata nella Barriera vicino a At Tayba (Jenin). Altri 380 palestinesi sono rimasti feriti nei pressi di Beit Dajan, Beita e Huwwara (tutti a Nablus) e Kafr Qaddum (Qalqiliya) durante manifestazioni in occasione della “Giornata della Terra” e contro le restrizioni di accesso e l’espansione degli insediamenti. In una di queste manifestazioni, 216 palestinesi sono rimasti feriti dopo che le forze israeliane hanno sparato proiettili di gomma, lacrimogeni e granate assordanti; i palestinesi hanno iniziato a lanciare pietre, dopo la chiusura dell’ingresso principale del villaggio di Beita (Nablus) da parte delle forze israeliane. Ciò è avvenuto durante una marcia di coloni a sostegno della legalizzazione dell’insediamento di Evyatar, costruito su terra palestinese. Complessivamente, 448 palestinesi sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeni, 25 sono stati colpiti da proiettili veri, 53 sono stati feriti con proiettili di gomma, 35 sono stati aggrediti fisicamente, cinque sono stati colpiti da granate sonore o lacrimogeni e uno è stato colpito da un veicolo militare.

5). All’inizio del mese musulmano del Ramadan, il 24 marzo, le forze israeliane hanno intensificato la loro presenza dentro e intorno alla Città Vecchia di Gerusalemme. Durante il periodo di riferimento, in sei occasioni, la polizia israeliana ha effettuato operazioni in prossimità della Moschea di Al Aqsa nella Città Vecchia di Gerusalemme. In una di queste occasioni, nelle prime ore del 5 aprile 2023, un gran numero di forze israeliane ha fatto irruzione nella moschea Al Qibli e ha usato la forza per evacuare i palestinesi che si rifiutavano di lasciare la sala della preghiera; per la mattina seguente era previsto l’arrivo al Complesso di coloni e altri israeliani. Le forze israeliane hanno fatto irruzione nella moschea Al Qibli attraverso l’adiacente clinica sanitaria, danneggiando e distruggendo attrezzature, rifornimenti e il muro che separava la clinica dalla moschea. Le forze israeliane hanno sparato granate assordanti, proiettili con la punta gommata e bombolette di gas lacrimogeni; inoltre hanno colpito i palestinesi con manganelli, compresi minori e donne. Secondo le autorità israeliane, i palestinesi hanno lanciato pietre e petardi contro le forze israeliane che avevano fatto irruzione nella Moschea. Complessivamente, le forze israeliane hanno ferito 43 palestinesi, inclusi 12 minori, e ne hanno arrestati altri 440, inclusi 65 minori. La maggior parte dei detenuti è stata rilasciata più tardi, quello stesso giorno, ma hanno ricevuto ordini che impedivano loro di accedere alla moschea di Al Aqsa fino alla fine del Ramadan.

6). In Cisgiordania, coloni israeliani hanno ferito 17 palestinesi, tra cui tre minori, e persone conosciute o ritenute coloni hanno danneggiato proprietà palestinesi in altri 44 casi. Ciò si aggiunge al ferimento di 41 palestinesi da parte delle forze israeliane in sei episodi che hanno coinvolto coloni (seguono dettagli).

Il 29 marzo, il 2 aprile e il 12 aprile, coloni israeliani hanno aggredito fisicamente e ferito cinque palestinesi che coltivavano o pascolavano bestiame vicino a Kisan (Betlemme), Surif (Hebron) e nella Comunità di Ein al Hilwa nella valle del Giordano (Tubas); tra i feriti c’era un uomo anziano.

Altri quattro attacchi si sono verificati ad Al Khadr (Betlemme), Surif (Hebron) e Kifl Haris e Deir Ballut (entrambi a Salfit); questi hanno coinvolto coloni israeliani che hanno fatto irruzione in strutture di sostentamento, lanciando pietre, aggredendo fisicamente e ferendo cinque palestinesi, tra cui un minore, e causando danni ad almeno 18 case palestinesi e quattro veicoli.

Nella Città Vecchia di Gerusalemme, il 6 aprile, un colono israeliano ha aperto il fuoco, ferendo un palestinese di 14 anni.

Il 7 aprile, un altro colono ha aggredito fisicamente un palestinese e ha lanciato pietre contro negozi palestinesi, causando danni ad almeno cinque negozi.

In altri cinque episodi, cinque palestinesi, tra cui un bambino di nove anni, sono rimasti feriti quando coloni israeliani hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi che viaggiavano sulle strade vicino a Nablus, Ramallah, Gerusalemme, Hebron e Salfit.

Secondo fonti della Comunità, durante il periodo di riferimento, più di 1.200 ulivi sono stati vandalizzati su terreni palestinesi vicino agli insediamenti israeliani, anche dove l’accesso palestinese richiede l’approvazione dell’esercito israeliano; tali danni sono relativi a 14 casi, segnalati in Cisgiordania. Altre proprietà palestinesi sono state danneggiate e il bestiame ferito in 12 episodi accaduti a Ramallah, Salfit, Tubas, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Qalqiliya. Secondo testimoni oculari e fonti delle Comunità locali, le proprietà danneggiate includevano strutture residenziali e agricole, trattori, raccolti e una rete idrica. Nei restanti 20 casi segnalati in Cisgiordania, coloni israeliani hanno lanciato pietre, danneggiando 36 veicoli palestinesi.

7). Nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion (Hebron), una donna palestinese ha accoltellato e ferito un colono israeliano prima di essere colpita, ferita e arrestata dalle forze israeliane. Un altro colono israeliano è stato ferito e quattro veicoli israeliani sono stati danneggiati in quattro episodi, quando persone conosciute come palestinesi, o ritenute tali, hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania.

8). Secondo dati ufficiali israeliani, il secondo, terzo e quarto venerdì di Ramadan (31 marzo, 7 aprile e 14 aprile), attraverso i tre checkpoints designati lungo la Barriera, sono entrati a Gerusalemme Est circa 240.000 palestinesi in possesso di documenti di identità della Cisgiordania. Le autorità israeliane hanno permesso agli uomini di età superiore ai 55 anni, alle donne di tutte le età e ai minori di età inferiore ai 12 anni di entrare a Gerusalemme Est senza permesso. Circa 1.130 persone su 2,2 milioni di residenti a Gaza sono riuscite a recarsi a Gerusalemme per il Ramadan e la Pasqua.

9). Le forze israeliane hanno limitato il movimento dei palestinesi in diverse altre località della Cisgiordania, interrompendo l’accesso di migliaia di persone a mezzi di sussistenza e servizi (seguono dettagli). In seguito alla sparatoria e all’uccisione di tre israeliani avvenuta il 7 aprile (vedi sopra), mentre lanciavano una caccia all’uomo per trovare l’autore, le forze israeliane hanno intensificato le restrizioni di movimento intorno alle aree nord-orientali della Valle del Giordano. Diverse strade sono state chiuse con cumuli di terra, oltre a intensi controlli di sicurezza ai checkpoints, che hanno comportato lunghi tempi di attesa per i pendolari.

Inoltre, il 9 aprile, le forze israeliane hanno installato un cancello di metallo, blocchi di cemento e un checkpoint stradale sulla strada principale che collega le Comunità di Khirbet ar Ras al Ahmar e Khirbet ‘Atuf, a sud-est di Tubas nella Valle del Giordano, ostacolando il movimento di circa 500 palestinesi.

Il 6 e il 9 aprile, le forze israeliane hanno limitato il movimento di oltre 6.000 palestinesi collocando cumuli di terra a uno degli ingressi di Qusra (Nablus) e chiudendo il cancello stradale all’ingresso di Ras Karkar (Ramallah), presumibilmente in risposta al lancio di pietre da parte di palestinesi contro veicoli israeliani. Le intensificate restrizioni di movimento erano ancora in vigore alla fine del periodo di riferimento.

10). Nell’Area C della Cisgiordania, adducendo la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele, che sono quasi impossibili da ottenere per i palestinesi, le autorità israeliane hanno demolito dieci strutture palestinesi; inoltre sono stati colpiti i mezzi di sussistenza di circa 60 persone. Ciò riflette un calo significativo, dall’inizio dell’anno, del numero di strutture demolite o sequestrate(19), rispetto alla media settimanale. In coerenza con una tipica riduzione delle demolizioni israeliane durante il mese di Ramadan.

11). Nella Striscia di Gaza, tra il 5 e il 7 aprile, gruppi armati palestinesi hanno lanciato contro Israele 52 razzi e altri proiettili; 16 razzi sono stati intercettati dal sistema israeliano Iron Dome, 32 sono caduti in aree aperte nel sud di Israele e a Gaza, e due sono caduti nella città di Sderot in Israele, causando danni a una fabbrica. Secondo fonti mediche israeliane, un israeliano è rimasto ferito mentre correva verso i rifugi. Le forze israeliane hanno lanciato molteplici attacchi aerei sparando 59 missili e 7 proiettili contro siti militari appartenenti a gruppi armati della Striscia di Gaza. Non sono stati segnalati feriti palestinesi, ma i siti presi di mira sono stati danneggiati, insieme a proprietà civili, tra cui un ospedale pediatrico, una clinica, una fattoria e quattro case.

12). Sempre nella Striscia di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, in almeno 25 occasioni, le forze israeliane hanno aperto il “fuoco di avvertimento”, presumibilmente per far rispettare le restrizioni all’accesso; quattro pescatori sono stati arrestati, di cui uno anche ferito, e due pescherecci sono stati sequestrati. In due circostanza, i palestinesi hanno tenuto manifestazioni vicino alla recinzione perimetrale israeliana in commemorazione della “Giornata della terra” e in solidarietà con i fedeli recatisi a Gerusalemme. I manifestanti hanno bruciato pneumatici, hanno lanciato pietre e si sono avvicinati alla recinzione; le forze israeliane hanno sparato proiettili veri e lacrimogeni. Di conseguenza, sette palestinesi, tra cui due minori, sono rimasti feriti, di cui quattro colpiti da proiettili veri.

Questo rapporto riflette le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. I dati più aggiornati e ulteriori analisi sono disponibili su ochaopt.org/data.

Ultimi sviluppi

Questa sezione si basa su informazioni iniziali provenienti da diverse fonti. Ulteriori dettagli confermati saranno forniti nel prossimo rapporto.

Il 18 aprile, nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme est, due israeliani sono stati colpiti e feriti; si ritiene che l’autore sia palestinese.

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Note a piè di pagina

1 Vengono conteggiati separatamente i palestinesi uccisi o feriti da persone che non fanno parte delle forze israeliane (ad esempio feriti da civili israeliani o colpiti da razzi palestinesi ricaduti); così come quelli la cui causa immediata di morte o l’identità dell’autore rimangono controverse, poco chiare o sconosciute.

2 In questi bollettini le vittime israeliane includono persone che sono state ferite mentre correvano ai rifugi durante gli attacchi missilistici palestinesi. I cittadini stranieri uccisi in attacchi palestinesi e le persone la cui causa immediata di morte, o l’identità dell’autore, rimangono controverse, poco chiare o sconosciute, vengono conteggiate separatamente.

La selezione dei dati dei civili da parte dell’OCHA include episodi avvenuti al di fuori dei Territori Palestinesi Occupati (TPO) solo se hanno coinvolto residenti dei Territori Palestinesi Occupati come vittime o responsabili. Durante questo periodo di riferimento, un cittadino straniero che è stato ucciso, nel Centro di Israele, da un cittadino palestinese di Israele non è stato incluso in questo rapporto, e nemmeno il cittadino palestinese di Israele, che è stato colpito e ucciso dalla polizia.

Associazione per la pace – Via S. Allende, 5 – 10098 Rivoli TO; e-mail: assopacerivoli@yahoo.it




Dispaccio dalla Cisgiordania: lo stato di guerra dei coloni sionisti

Mondoweiss Ufficio Palestina

10 aprile 2023, Mondoweiss

I recenti attacchi ad Al-Aqsa, i continui arresti e omicidi di combattenti della resistenza e la marcia dei coloni sul monte Sbeih indicano un rinnovato impegno all’etica sionista delle origini. Ciò porterà inevitabilmente a uno scontro di ampia portata.

Principali sviluppi (7–10 aprile)

All’alba di lunedì mattina 10 aprile le forze israeliane hanno invaso il campo profughi di Aqbat Jabr e ucciso il diciottenne Mohammad Fayez Mohammad Oweidat. Durante l’invasione militare sono stati anche arrestati Yasin Omar Izzat Hunaifa e Mohammad Eid Abu Dahouk. Il mese scorso, le forze israeliane hanno invaso Aqbat Jabr e ucciso sei palestinesi.

Lunedì mattina 10 aprile a dir poco sette ministri israeliani hanno guidato migliaia di coloni in una manifestazione sul monte Sbeih nella città di Beita, 13 chilometri a sud-est di Nablus. Almeno un giornalista palestinese è rimasto ferito secondo i giornalisti locali presenti sulla scena, mentre secondo la Mezzaluna Rossa nelle prime due ore più di 121 palestinesi sono stati feriti. Dal 2021 i coloni israeliani hanno cercato di impossessarsi con la forza delle terre nell’area, ma sono stati ostacolati dall’opposizione organizzata dei palestinesi.

Durante il fine settimana l’aviazione israeliana ha lanciato attacchi aerei sulla Siria sostenendo di mirare ad agenti militari iraniani e ad un gruppo armato palestinese assadista [corrente politica del Partito Ba’th che sostiene le politiche di Àsad, ndt.] 

Nonostante gli accordi del comunicato congiunto mediato il mese scorso da Giordania ed Egitto, Israele ha approvato sei nuovi insediamenti in Cisgiordania.

Centinaia di coloni israeliani continuano nel quinto giorno della pasqua ebraica le incursioni armate nel sacro spazio di culto musulmano, il complesso di Al-Aqsa.

A seguito dello speronamento di un’auto venerdì che ha provocato la morte di un italiano e il ferimento di almeno altre quattro persone, la famiglia del palestinese ucciso ha negato la versione della polizia che si sia trattato di un attacco e afferma che si è trattato di un incidente automobilistico.

Approfondimento

La scorsa settimana l’assalto israeliano ai luoghi del Ramadan in Gerusalemme ha minacciato di trasformarsi nel corso della settimana in una guerra a tutto campo, con razzi lanciati dal Libano sulle zone settentrionali ai confini dello Stato israeliano in risposta alle provocazioni israeliane ad Al-Aqsa. Molti avrebbero potuto definire prevedibile questo sviluppo, poiché offre a Netanyahu una comoda scusa per sfuggire alla crisi interna sulla revisione giudiziaria proposta dal suo governo, forzando Israele all’unità di fronte a una minaccia esterna. La gente di Gaza lo prevedeva già da settimane, temendo che la striscia assediata sarebbe stata usata ancora una volta come pedina nelle battaglie interne del regime israeliano. Questo è ciò che ha portato alcuni a credere che la brutale repressione dei fedeli ad Al-Aqsa la scorsa settimana sia stata una deliberata provocazione israeliana per spingere Gaza a rispondere con il lancio di razzi. Quello che nessuno si aspettava era che i razzi provenissero dal Libano.

La direzione della sicurezza israeliana ha insistito sul fatto che non sia stato Hezbollah a lanciare i razzi, ma che ne fossero invece responsabili gli agenti di Hamas – qualsiasi cosa pur di evitare uno scontro diretto con il gruppo politico libanese dominante da cui Israele aveva subito una sconfitta militare durante l’invasione del Libano nel 2006. Gli analisti della sicurezza israeliani hanno fatto eco a questa opinione cauta anche se venata di isteria, ritenendo che l’incidente rappresenti la “situazione più pericolosa e complessa della sicurezza che Israele abbia dovuto affrontare sul suo confine settentrionale dalla seconda guerra del Libano nell’agosto 2006”.

L’esercito israeliano ha bombardato le aree circoscritte da cui erano stati lanciati i razzi; giorni dopo, l’8 e il 9 aprile, altri razzi sono stati lanciati dalla Siria sulle alture del Golan da un gruppo palestinese assadista. Come prima Israele ha risposto in modo insolitamente moderato sparando contro il punto da cui erano stati lanciati i razzi. Gaza, d’altra parte, è stata colpita più duramente poiché un fuoco di fila israeliano ha squarciato i siti di resistenza in diverse parti della Striscia di Gaza e ha alimentato i timori dello scoppio di un’altra guerra su Gaza – che rimane il paravento più conveniente per Israele, il deus ex machina delle crisi politiche israeliane.

Nonostante i disordini nella regione sono continuati gli assalti congiunti dell’esercito israeliano e del movimento dei coloni di destra contro le comunità palestinesi. L’esercito israeliano ha invaso il campo profughi di Aqbat Jabr a Gerico e il campo profughi di al-Ain a Nablus, uccidendo un combattente della resistenza e arrestandone molti, mentre nel villaggio di Beita migliaia di coloni israeliani guidati da Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich hanno marciato verso l’insediamento illegale di Evyatar evacuato (per rioccuparlo), e l’esercito israeliano ha ferito centinaia di contro-manifestanti palestinesi abitanti di Beita.

Il fatto che questo assalto di coloni e militari sia ostinatamente continuato senza badare alla minaccia di guerra dimostra due cose: in primo luogo che la presa da parte dei coloni sul governo israeliano ha reso il regime sionista più audace e più fedele all’ethos liberale sionista delle origini (“massimo di terra con un minimo di arabi”) rispetto a qualsiasi governo lo abbia preceduto, e in secondo luogo che questo impegno preventivo all’espansione coloniale a tutti i costi, privo della razionalità pragmatica della generazione sionista fondatrice – che, in certi momenti, si accontentò di limitare temporaneamente i progetti territoriali a favore del mantenimento della “purezza demografica” anche come tacita concessione alla resistenza armata palestinese – lancerà inevitabilmente e inesorabilmente Israele in uno scontro diretto non solo con i palestinesi ma con chiunque altro tenti di difenderli.

Questa eccezionale circostanza ha solo reso più reale la probabilità di uno scontro militare più ampio. Anche se né il governo israeliano né Hezbollah vogliono veramente tale conflitto, le forze sociali in gioco all’interno di Israele continueranno a creare le condizioni che lo rendono sempre più verosimile.

Tutto ciò è stato reso possibile da un unico filo rosso che passa dalla repressione ad al-Aqsa agli attacchi alla resistenza armata e alle marce dei coloni sul monte Sbeih: il sionismo ha raddoppiato il proprio sforzo verso il suo originale imperativo coloniale, e questo rinnovato impegno significa che l’imminente confronto, indipendentemente dalla forma che prenderà, è più vicino che mai.

Dati importanti

• Dall’inizio dell’anno, nel corso di 100 giorni, più di 98 palestinesi sono stati uccisi dalle forze armate e dai coloni israeliani. A marzo sono stati uccisi 14 israeliani.

• Nel primo trimestre del 2023 Israele ha rinnovato circa 800 ordini di detenzione amministrativa (AD – senza imputazione né processo, ndt.), raggiungendo il record più alto di arresti arbitrari da parte di Israele dal 2003.

• Dal 2021 più di 32.089 palestinesi sono stati feriti dalle forze e dai coloni israeliani, il 92% dei quali in Cisgiordania.

Da gennaio e fino al 30 marzo più di 413 palestinesi sono stati sfollati a seguito delle demolizioni israeliane in Cisgiordania e a Gerusalemme est.

• Dall’inizio dell’anno circa 100 palestinesi sono stati arrestati nella sola Gerico, la maggior parte degli arresti concentrati nel campo profughi di Aqbat Jabr – inclusa l’incarcerazione di parenti stretti dei palestinesi uccisi durante gli omicidi extragiudiziali israeliani.

(Traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)




Due israeliane uccise e una ferita gravemente in una sparatoria nella valle del Giordano

Redazione di MEE

7 aprile 2023 – Middle East Eye

L’esercito israeliano afferma che sta cercando il sospetto che ha aperto il fuoco vicino alla colonia illegale di Hamra.

Due donne israeliane sono state uccise e un’altra gravemente ferita in una sparatoria nella valle del Giordano nella Cisgiordania occupata.

Secondo il Times of Israel, il servizio di emergenza Zaka e funzionari locali hanno affermato che l’incidente ha avuto luogo vicino colonia israeliana illegale di Hamra.

Il servizio di ambulanze Magen David Adom ha affermato che i medici hanno portato con l’elicottero una donna quarantacinquenne ferita all’ospedale Hadassah di Gerusalemme a Ein Kerem.

Fonti militari israeliane hanno detto ai media locali che delle truppe stanno cercando i sospettati, di aver aperto il fuoco sull’auto delle vittime causando l’incidente.

Sebbene non ci siano rivendicazioni dell’aggressione, esso arriva sulla scia di una serie di attacchi con razzi lanciati dal Libano e da Gaza e di successivi bombardamenti di Israele in risposta.

I razzi a loro volta sono arrivati come ritorsione per le violente incursioni israeliane alla moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est occupata, che hanno visto le forze israeliane picchiare ed arrestare i fedeli durante il Ramadan.

Dall’inizio del 2023 le forze israeliane hanno ucciso almeno 92 palestinesi in quello che il ministro della Sanità palestinese ha descritto come i primi mesi dell’anno più letali dal 2000.

Nello stesso periodo i palestinesi hanno ucciso 16 israeliani.

In seguito alla sparatoria di venerdì, il capo della polizia israeliana Kobi Shabtai ha sollecitato chi possiede un’arma con licenza a cominciare a portarla con sé.

Questo è un attacco omicida che ci ricorda quanto importante sia la minaccia di attività ostili” ha detto.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)




Rapporto OCHA del periodo 14 – 27 marzo 2023

1). A Jenin e Tulkarm, in due operazioni che hanno comportato uno scontro a fuoco con palestinesi, le forze israeliane hanno ucciso cinque palestinesi, tra cui un minore, e ne hanno feriti altri 23; tutti, tranne uno, colpiti con proiettili veri (seguono dettagli).

Il 16 marzo, durante un’operazione diurna, le forze israeliane sotto copertura sono entrate nella città di Jenin: hanno sparato a due palestinesi, uccidendoli. Secondo i resoconti di testimoni oculari e secondo registrazioni video, a uno degli uomini le forze israeliane hanno sparato a bruciapelo, mentre sembrava giacere a terra inoffensivo. Ne è seguito uno scontro a fuoco tra le forze israeliane e i palestinesi. In seguito la Brigata dei martiri di Al Aqsa ha confermato che i due erano propri affiliati, mentre una dichiarazione israeliana indicava che si trattava di persone sospettate di attacchi armati contro israeliani e che erano l’obiettivo dell’operazione. Durante la stessa operazione, le forze israeliane hanno anche sparato e ucciso un ragazzo palestinese di 16 anni che passava in bicicletta. Secondo i referti medici è stato colpito alla schiena con proiettili veri. Ciò ha portato a 16 il numero totale di minori palestinesi uccisi, ad oggi, in Cisgiordania nel 2023, rispetto ai due registrati nello stesso periodo del 2022. Successivamente, le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre contro di loro: 23 palestinesi sono rimasti feriti, di cui 22 da proiettili veri. Un quarto palestinese è stato colpito e ucciso dalle forze israeliane: secondo l’esercito israeliano, stava cercando di aggredirli con un piede di porco. Il 23 marzo, le forze israeliane hanno fatto irruzione a Izbat Shufa (Tulkarem) durante le ore mattutine, hanno circondato un edificio e hanno sparato a un palestinese, uccidendolo. Ciò porta a 64 il numero totale di palestinesi uccisi, in Cisgiordania, nel 2023, durante operazioni delle forze israeliane. Durante l’operazione a Tulkarem un altro palestinese è stato arrestato e il suo veicolo è stato confiscato. Per circa due ore, le forze israeliane hanno chiuso l’ingresso principale del villaggio, ostacolando il movimento dei residenti e impedendo l’accesso ai luoghi di lavoro e alle scuole. Secondo quanto ferito, in nessuna delle suddette operazioni è stata registrato il ferimento di alcun membro delle forze israeliane.

2). A Ramallah e Nablus, due attacchi palestinesi, o presunti attacchi, contro le forze israeliane hanno provocato l’uccisione di un presunto aggressore palestinese e il ferimento di due membri delle forze israeliane (seguono dettagli).

Il 17 marzo, vicino al checkpoint di Beit El/DCO, all’ingresso di Al Bireh (Ramallah), le forze israeliane hanno sparato a un palestinese, uccidendolo. Secondo l’esercito israeliano, l’uomo aveva tentato di accoltellare un soldato israeliano. Non sono stati segnalati feriti israeliani e il corpo dell’uomo è stato consegnato alla sua famiglia. Finora, nel 2023, dieci palestinesi sono stati colpiti e uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania e in Israele mentre aggredivano, o presumibilmente tentavano di aggredire, israeliani.

Il 25 marzo, nella città di Huwwara (Nablus), a un checkpoint, un palestinese ha sparato, ferendo due soldati israeliani prima di darsi alla fuga. Le forze israeliane hanno lanciato una caccia all’uomo, intensificando le restrizioni di movimento dentro e intorno alla città di Nablus ed ostacolando il movimento dei residenti (vedi sotto).

3). Un israeliano è morto per le ferite riportate durante un attacco palestinese avvenuto il 9 marzo 2023, nella parte centrale di Israele; un palestinese di Ni’lin (Ramallah) aprì il fuoco in una strada affollata e due israeliani rimasero feriti. Finora quest’anno, in Israele e in Cisgiordania, in aggressioni palestinesi sono stati uccisi 14 israeliani, rispetto ai tre registrati nello stesso periodo del 2022.

4). In Cisgiordania, sono stati feriti dalle forze israeliane un totale di 246 palestinesi, tra cui almeno 19 minori; 44 di loro sono stati colpiti con proiettili veri (seguono dettagli). Diciannove palestinesi sono rimasti feriti durante sei operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni condotte dalle forze israeliane in diverse località; oltre ai 23 palestinesi feriti a Jenin (vedi sopra). In sei episodi verificatisi nelle città di Nablus, Qaryut, Huwwara e Deir Sharaf, le forze israeliane che accompagnavano coloni all’interno delle Comunità palestinesi hanno ferito 133 palestinesi. La maggior parte è stata curata per inalazione di gas lacrimogeni. Altri 59 palestinesi sono rimasti feriti vicino a Beit Dajan e Beita (entrambe a Nablus), Kafr Qaddum (Qalqilya) e Al Lubban al Gharbi (Ramallah), durante manifestazioni contro le restrizioni di accesso e l’espansione degli insediamenti. Agli ingressi di Azzun (Qalqiliya), Beit Ummar (Hebron), Husan (Betlemme) e An Nabi Salih (Ramallah), le forze israeliane hanno sparato proiettili veri e lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre contro i soldati israeliani posizionati presso le torrette di osservazione militare, ferendo altri 12 palestinesi. Complessivamente, 173 palestinesi sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeno.

5). In Cisgiordania, in altri 25 casi, coloni israeliani hanno ferito 19 palestinesi, compreso un minore, e persone conosciute come coloni, o ritenute tali, hanno danneggiato proprietà palestinesi provocando lo sfollamento di sei persone. Ciò si aggiunge al ferimento di 133 palestinesi da parte delle forze israeliane, in sei episodi che hanno coinvolto coloni (seguono dettagli). Il 15, 18, 21, 25 e 26 marzo, coloni israeliani hanno aggredito fisicamente, ed hanno spruzzato liquido al peperoncino, ferendo 14 palestinesi che stavano coltivando o pascolando il bestiame vicino a Deir Jarir e Sinjil (entrambi a Ramallah), Tuba nel sud di Hebron, Humsa Al Bqai’ una Comunità nella valle del Giordano (Tubas) e Qarawat Bani Hassan (Salfit); tra i feriti c’erano un minore e una donna anziana. Il 17 marzo, secondo testimoni oculari palestinesi, un palestinese è stato colpito e ferito con proiettili veri; coloni hanno aperto il fuoco contro il palestinese, in presenza delle forze israeliane. In altri due episodi sperati, avvenuti il 19 e il 27 marzo, due palestinesi sono rimasti feriti quando coloni israeliani hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi che viaggiavano sulle strade vicino a Nablus e Ramallah. Il 25 marzo, coloni israeliani sono entrati a Huwwara, accompagnati dalle forze israeliane, lanciando pietre e ferendo due palestinesi; hanno dato fuoco a due veicoli e danneggiato altri 15 veicoli, tre negozi e cinque case. Secondo fonti della Comunità, durante il periodo di riferimento, più di 220 ulivi sono stati vandalizzati su terreni palestinesi prossimi agli insediamenti israeliani; comprese zone in cui l’accesso da parte di palestinesi richiede l’autorizzazione dell’esercito israeliano. Tali danni sono stati segnalati in sei episodi: vicino a Sinjil (Ramallah), As Sawiya e Burin (entrambi a Nablus), Al Ganoub e Halhul (entrambi a Hebron), Husan (Betlemme) e Deir Istiya (Salfit). Separatamente, a Huwwara (Nablus), nella città di Salfit e a Burqa (Ramallah), coloni israeliani hanno forato le gomme di 30 auto palestinesi, hanno lanciato pietre esparando, provocando danni a quattro case e un altro veicolo. Altre proprietà palestinesi sono state danneggiate e il bestiame è rimasto ferito in dodici episodi registrati a Jenin, Ramallah, Salfit, Tubas, Hebron e Qalqiliya o nelle vicinanze; secondo testimoni oculari e fonti della Comunità locale, le proprietà includevano strutture residenziali e agricole, trattori, raccolti e una rete idrica. Il 26 marzo, a Sinjil (Ramallah), coloni israeliani hanno lanciato una bottiglia incendiaria contro una casa palestinese, appiccandole il fuoco. Di conseguenza, una famiglia palestinese di sei persone, tra cui quattro minori, è stata sfollata e ha perso la maggior parte dei propri averi.

6). Un palestinese ha sparato a un colono israeliano che viaggiava attraverso Huwwara, ferendolo; mentre cercava di fuggire l’aggressore è stato colpito e ferito dalle forze israeliane. In nove episodi di lancio di pietre, ad opera di persone conosciute come palestinesi, o ritenute tali, un altro colono israeliano è rimasto ferito e sono stati danneggiati nove veicoli israeliani che transitavano sulle strade della Cisgiordania.

7). Secondo i dati ufficiali israeliani, nel primo venerdì del Ramadan (24 marzo), attraverso i tre posti di blocco designati lungo la Barriera, sono entrati a Gerusalemme Est, circa 40.000 palestinesi in possesso di documenti di identità della Cisgiordania. Le autorità israeliane hanno consentito l’ingresso in Gerusalemme Est, senza permesso, agli uomini di età superiore ai 55 anni, alle donne di tutte le età e ai minori di età inferiore ai 12 anni. I palestinesi di Gaza, per accedere a Gerusalemme est, devono richiedere i permessi indipendentemente dalla loro età.

8). In diverse località della Cisgiordania, le forze israeliane hanno limitato il movimento dei palestinesi, interrompendo l’accesso di migliaia di persone a mezzi di sussistenza e servizi (seguono dettagli). A Huwwara, a seguito degli attacchi del 19 e 25 marzo, in cui sono rimasti feriti un colono israeliano e due soldati israeliani, le forze israeliane hanno intensificato le restrizioni di movimento dentro e intorno alla città di Nablus per dare la caccia all’autore dell’aggressione. Diverse strade sono state chiuse con cumuli di terra; sono stati intensificati i controlli di sicurezza ai checkpoints, causando lunghe attese per i pendolari. Il 16 e 23 marzo, in risposta a presunti lanci di pietre, da parte di palestinesi contro veicoli con targa israeliana, le forze israeliane hanno limitato il movimento di oltre 8.000 palestinesi, chiudendo il cancello stradale all’ingresso di Jamma’in (Nablus) e collocando cumuli di terra e blocchi di cemento a uno degli ingressi di Khirbet ‘Atuf (Tubas). Le restrizioni di movimento intensificate erano ancora in vigore fino alla chiusura del presente rapporto.

9). Le autorità israeliane, adducendo la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele, ma quasi impossibili da ottenere per i palestinesi, hanno demolito quattro strutture palestinesi a Gerusalemme Est e una quinta nell’Area C, con conseguenze sui mezzi di sussistenza di circa 40 persone. Ciò riflette un calo significativo del numero di strutture demolite o sequestrate rispetto alla media bisettimanale (44), calcolata dall’inizio dell’anno. Ciò è coerente con una tipica tendenza alla diminuzione delle demolizioni israeliane durante il mese di Ramadan. Tutte e cinque le strutture sono state demolite il 23 marzo, prima dell’inizio del Ramadan. Separatamente, le autorità israeliane hanno emesso un ordine di demolizione contro una strada agricola a Sabastiya (Nablus), finanziata da donatori e recentemente resa agibile; lo smantellamento della strada pregiudicherebbe l’accesso dei contadini a circa 10 ettari di terreno agricolo. In Area C, l’ordinanza militare 1797, utilizzata in questo caso, consente la demolizione di strutture non autorizzate entro 96 ore dalla consegna dell’ordinanza militare.

10). A Rafah, nella Striscia di Gaza, un ragazzo palestinese di 14 anni è rimasto ferito dalla esplosione di un residuato bellico (UXO) che stava manipolando.

11). Inoltre, nella Striscia di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, in almeno 23 occasioni, le forze israeliane hanno aperto il “fuoco di avvertimento”, presumibilmente per far rispettare le restrizioni all’accesso; non sono stati segnalati feriti o danni. Inoltre, due palestinesi di Gaza sono stati arrestati dalle forze israeliane al valico di Erez, compreso un paziente di 55 anni che era in cura a Gerusalemme. Sei palestinesi, tra cui tre minori, sono stati arrestati dalle forze israeliane mentre cercavano di entrare in Israele attraverso la recinzione perimetrale.

12). Il 18 marzo, un gruppo armato palestinese di Gaza ha lanciato un razzo contro Israele, senza causare feriti o danni alla proprietà.

Questo rapporto riflette le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. I dati più aggiornati e ulteriori analisi sono disponibili su ochaopt.org/data.

Ultimi sviluppi (al di fuori del periodo di riferimento)

Questa sezione si basa su informazioni iniziali provenienti da diverse fonti. Ulteriori dettagli confermati saranno forniti nel prossimo rapporto.

– Il 28 marzo, un palestinese è morto per le ferite riportate il 22 febbraio, quando fu colpito dalle forze israeliane che operavano a Nablus; questo ha portato a dodici il bilancio delle vittime di quell’episodio.

nota 1:

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati ogni due settimane in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informa-zioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: https://www.ochaopt.org/reports/protection-of-civilians

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti.

nota 2: Nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Le scritte [in corsivo tra parentesi quadre]

sono talvolta aggiunte dai traduttori per meglio esplicitare situazioni e contesti che gli estensori dei Rapporti

a volte sottintendono, considerandoli già noti ai lettori abituali.

nota 3: In caso di discrepanze (tra il testo dei Report e la traduzione italiana), fa testo il Report originale in lingua inglese.

Associazione per la pace – Via S. Allende, 5 – 10098 Rivoli TO; e-mail: assopacerivoli@yahoo.it




Rapporto OCHA del periodo 28 febbraio – 13 marzo 2023

1). A Gerico, Jenin e Nablus, durante quattro operazioni con scontri a fuoco con palestinesi, le forze israeliane hanno ucciso 14 palestinesi, tra cui un minore, e ne hanno feriti altri 55; 30 con munizioni vere (seguono dettagli).

Il 1° marzo, le forze israeliane hanno condotto un’operazione di ricerca- arresto nel Campo profughi di Aqbat Jaber (Gerico) ed hanno arrestato 4 palestinesi sospettati di aver ucciso un israeliano durante una aggressione con arma da fuoco verificatasi il 27 febbraio, nella stessa zona. Durante la stessa operazione di ricerca-arresto c’è stato uno scontro a fuoco tra forze israeliane e palestinesi; un palestinese è stato colpito con proiettili veri mentre cercava di fuggire; è stato quindi arrestato, ma è morto successivamente per le ferite. Nello stesso contesto, un altro palestinese è stato colpito con proiettili veri e altri 25 hanno avuto bisogno di cure mediche per inalazione di lacrimogeni. Dopo l’attacco, le forze israeliane hanno rimosso i checkpoints che avevano allestito attorno alla città di Gerico. Il 7 marzo le forze israeliane hanno fatto irruzione nel Campo profughi di Jenin, dove hanno sparato uccidendo 6 palestinesi e ferendone altri 26. Uno dei feriti, un ragazzo di 14 anni, è morto il 9 marzo, a seguito delle ferite subite. Secondo l’esercito israeliano una delle vittime era sospettato di aver sparato e ucciso due israeliani, il 26 febbraio, a Huwwara. Il 9 marzo, le forze israeliane sotto copertura hanno fatto irruzione nel villaggio di Jabaa (Jenin) per arrestare dei palestinesi sospettati di essere responsabili di aggressioni, con armi da fuoco, contro israeliani, proprio in quella zona. All’ingresso del villaggio, le forze israeliane hanno ucciso 3 palestinesi a bordo di un veicolo, affermando che gli stessi avevano aperto il fuoco contro di loro. Un altro palestinese è stato arrestato. Il 12 marzo, vicino al villaggio di Sarra (Nablus), le forze israeliane hanno sparato, uccidendo altri 3 palestinesi, anch’essi a bordo di un veicolo; secondo l’esercito israeliano, avevano aperto il fuoco contro una postazione dell’esercito. Un quarto uomo, presente nel veicolo, si è consegnato. La Brigata dei Martiri di Al Aqsa ha rivendicato come propri affiliati gli uomini uccisi; i loro corpi sono stati trattenuti dalle autorità israeliane. Durante l’episodio, le forze israeliane hanno ferito, con armi da fuoco, altri 3 palestinesi che si stavano recando al lavoro.

2). A Qalqilya due minori sono stati uccisi dalle forze israeliane (seguono dettagli). Il 2 marzo, nel villaggio di Azzun, le forze israeliane hanno sparato alla schiena a un ragazzo palestinese di 15 anni uccidendolo e ferendo altri 2 minori con proiettili veri. Secondo l’esercito israeliano, i soldati hanno sparato a persone sospettate di aver lanciato contro di loro bottiglie incendiarie. Il 10 marzo, all’ingresso della città di Qalqiliya, le forze israeliane hanno ucciso, con armi da fuoco, un palestinese di 16 anni. Le forze israeliane hanno sparato proiettili veri e candelotti lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre ed esplosivi.

Ad oggi, in Cisgiordania, nel 2023 sono stati uccisi dalle forze israeliane, quindici minori palestinesi rispetto ai 2 uccisi, nello stesso arco di tempo, nel 2022.

3). A Qalqilya, all’interno di un nuovo avamposto di insediamento colonico, un colono israeliano ha ucciso, con armi da fuoco, un palestinese (seguono dettagli).

Il 10 marzo, un colono israeliano ha ucciso, con arma da fuoco, un palestinese che era entrato in un avamposto di insediamento a est di Qalqilya. Secondo l’esercito israeliano, l’uomo portava coltelli e ordigni esplosivi. Il suo corpo è stato trattenuto dalle autorità israeliane. Questo porta a 4 il numero di palestinesi uccisi da coloni israeliani in Cisgiordania dall’inizio dell’anno; compresi tre che sono stati uccisi mentre attaccavano, o presumibilmente tentavano di attaccare, israeliani.

4). In Israele, un palestinese della Cisgiordania ha ferito con armi da fuoco, 3 israeliani (seguono dettagli). Il 9 marzo, in un’area centrale di Israele, un uomo di Ni’lin (Ramallah) ha ferito, con armi da fuoco, 3 israeliani; è stato successivamente colpito e ucciso da un agente di polizia fuori servizio. Dopo la sparatoria, le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio di Ni’lin (Ramallah), dove hanno arrestato il padre e il fratello dell’aggressore palestinese e hanno fatto un sopralluogo nella casa di famigli; secondo quanto riferito, in preparazione della sua demolizione punitiva. Durante il raid, le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni contro palestinesi che lanciavano pietre e bottiglie incendiarie; 3 palestinesi sono rimasti feriti, due dei quali colpiti da proiettili veri.

5). In Cisgiordania, complessivamente, sono stati feriti dalle forze israeliane 271 palestinesi, di cui almeno 24 minori; dei 271, 39 sono stati colpiti da proiettili veri (seguono dettagli). Oltre ai 55 palestinesi feriti durante le tre suddette operazioni condotte a Gerico, altri 19 sono stati feriti nei Campi profughi di Jenin e Nablus, durante quattro operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni condotte dalle forze israeliane in diverse località. Cinque episodi si sono verificati in conseguenza dell’ingresso di coloni, accompagnati da forze israeliane, nelle Comunità palestinesi di Qaryut, Huwwara e Burin (tutte in Nablus) e Ebron. Le forze israeliane hanno ferito 84 palestinesi; la maggior parte ha dovuto essere curata per inalazione di gas lacrimogeni.

Altri 85 palestinesi sono rimasti feriti nei pressi di Beit Dajan (Nablus) e Kafr Qaddum (Qalqilya) durante le manifestazioni contro le restrizioni degli accessi e l’espansione degli insediamenti. Ad Azzun (Qalqiliya), Beit Ummar e nel Campo profughi Al ‘Arrub (entrambi in Hebron), le forze israeliane hanno ferito, con proiettili veri e lacrimogeni, 28 palestinesi che lanciavano pietre contro soldati israeliani in servizio presso torrette militari di osservazione.Inoltre, all’ingresso di Azzun (Qalqilya), un soldato israeliano è stato ferito da lanci di pietre da parte di palestinesi. Complessivamente 204 palestinesi hanno dovuto essere curati per inalazione di gas lacrimogeni, 39 sono stati colpiti da proiettili veri, 17 colpiti da proiettili di gomma, 9 feriti da lacrimogeni o granate assordanti.

6). In Cisgiordania coloni israeliani hanno ferito 11 palestinesi, compresi 2 minori, e persone note come coloni, o ritenute tali, hanno danneggiato proprietà palestinesi in 24 casi. Inoltre, in cinque episodi in cui erano coinvolti coloni, 84 palestinesi sono stati feriti dalle forze israeliane; 11 sono stati feriti direttamente da coloni (seguono dettagli). Il 3 marzo, vicino a Khirbet Zantua (Hebron), coloni hanno aggredito e ferito 2 pastori palestinesi che pascolavano il proprio bestiame. Il 6 marzo, un bambino palestinese di due anni, una donna e altre 3 persone, tutti membri della stessa famiglia, sono stati feriti da coloni israeliani che erano entrati a Huwwara lanciando pietre contro case e veicoli palestinesi. Nel corso di tale episodio almeno quattro veicoli e due negozi hanno subito danni dal lancio di pietre e dagli spari dei coloni. Le forze israeliane sono intervenute sparando lacrimogeni contro i palestinesi, ferendone 25. Il 7 e 8 marzo, nella città di Hebron, in due episodi separati, coloni hanno attaccato palestinesi lanciando pietre e bottiglie vuote a Tal Rumeida e Wadi Al Hussein, area H2 di Hebron. Un bambino di 8 anni e un altro palestinese sono rimasti feriti, oltre ai danni a case e veicoli. L’8 marzo, ad Al Aqsa Mosque/Monte del tempio nella Città Vecchia di Gerusalemme, un colono israeliano ha spruzzato un palestinese con liquido al peperoncino, ferendolo. L’8 marzo, a An Nassariya (Nablus), un palestinese è rimasto ferito dal lancio di pietre contro la sua auto ad opera di coloni. In sei episodi accaduti nei pressi di A l Mughayyir and Deir Nidham (entrambi in Ramallah), Jit (Qalqiliya), Rujeib (Nablus), e Yasuf (Salfit), a detta delle Comunità, sono stati vandalizzati circa 240 ulivi su terreni palestinesi prossimi alle colonie israeliane; anche in località nelle quali i palestinesi accedono con una preventiva autorizzazione dei militari israeliani. Inoltre, in 18 episodi registrati vicino a Qalqiliya, Nablus, Hebron e Bethlehem, sono state danneggiate proprietà palestinesi e sono stati feriti capi di bestiame; i danni riguardano 12 veicoli, strutture agricole, due cisterne d’acqua e muri in pietra.

7). Palestinesi hanno ferito 4 coloni israeliani ed hanno danneggiato almeno 14 veicoli israeliani in dodici episodi in cui, secondo fonti israeliane, persone palestinesi, o ritenute tali, hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania.

8). A Gerusalemme Est e Area C della Cisgiordania, le autorità israeliane hanno demolito, confiscato o costretto a demolire 35 strutture, incluse 13 strutture abitative, perché prive dei permessi di costruzione rilasciati da Israele e quasi impossibili da ottenere. Otto delle strutture erano state donate da progetti di assistenza umanitaria. Il risultato: 74 palestinesi, di cui 32 minori, sono stati sfollati, altri 170 sono stati danneggiati /privati dei mezzi di sussistenza. Ventisette strutture si trovavano nell’Area C , incluse sette (tutte donazioni) demolite in un unico episodio registrato a Mantiqat Shib al Butum a sud di Hebron, con conseguente sfollamento di 4 famiglie, composte da 26 persone, di cui 8 minori. Si tratta della terza demolizione nello stesso luogo da febbraio 2022. Altre otto strutture sono state demolite a Gerusalemme est, incluse due strutture demolite dai proprietari per evitare il pagamento delle multe alle autorità israeliane.

Nel solo mese di febbraio 2023, a Gerusalemme est, c’è stato il numero più alto di demolizioni dall’aprile 2019. Sono state demolite 36 strutture, a fronte di una media mensile di 11 nel 2022.

9). Quattro famiglie palestinesi hanno lasciato il loro luogo di residenza, a causa della costruzione nelle vicinanze di un nuovo avamposto di insediamento israeliano e di un possibile conseguente trasferimento forzato (seguono dettagli).

IL 26 febbraio, a causa di un nuovo insediamento di coloni nelle vicinanze, quattro famiglie palestinesi hanno preso i loro averi e le loro tende ed hanno lasciato Wadi e la Comunità Seeq in Area C (Ramallah), spostandosi in una località tra Sinjil and Jaljiliya, in Area B di Ramallah. Le quattro famiglie sono composte da 27 persone, di cui 16 minori. Mentre negli anni precedenti queste persone si spostavano per motivi stagionali, hanno riferito che l’attuale trasferimento, avvenuto in un momento inusuale, è dovuto all’insediamento colonico e che non hanno intenzione di ritornare.

10). Nella Striscia di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, in almeno 39 occasioni, le forze israeliane hanno aperto il “fuoco di avvertimento” contro palestinesi, presumibilmente per far rispettare le restrizioni all’accesso; 4 pescatori sono rimasti feriti e un peschereccio è stato danneggiato.

In un altro episodio, un anziano palestinese di Gaza è stato arrestato dalle forze israeliane al valico di Erez, mentre accompagnava un parente che aveva un appuntamento sanitario fuori Gaza. In un altro caso, un minore palestinese è stato arrestato dalle forze israeliane mentre cercava di entrare in Israele attraverso la recinzione perimetrale. Inoltre, in almeno otto occasioni, bulldozer militari israeliani hanno spianato un terreno all’interno di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale di Khan Younis.

11). L’8 marzo a Gaza gruppi palestinesi armati hanno lanciato un razzo contro Israele. Il razzo è caduto in area aperta senza causare feriti o danni.

Questo rapporto riflette le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. I dati più aggiornati e ulteriori analisi sono disponibili su ochaopt.org/data.

Ultimi sviluppi (al di fuori del periodo di riferimento)

Questa sezione si basa su informazioni iniziali provenienti da diverse fonti. Ulteriori dettagli confermati saranno forniti nel prossimo rapporto.

• Il 16 marzo, le forze israeliane sotto copertura sono entrate a Jenin, dove hanno sparato, uccidendo quattro palestinesi, tra cui un minore, e ferendone almeno altri 23.

• Il 18 marzo, al checkpoint di Beit El/DCO all’ingresso nord di Al Bireh (Ramallah), un palestinese è stato colpito e ucciso dalle forze israeliane.

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nota 1:

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati ogni due settimane in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informa-zioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: https://www.ochaopt.org/reports/protection-of-civilians

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano l’edizione inglese dei Rapporti.

nota 2: Nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Le scritte [in corsivo tra parentesi quadre]

sono talvolta aggiunte dai traduttori per meglio esplicitare situazioni e contesti che gli estensori dei Rapporti

a volte sottintendono, considerandoli già noti ai lettori abituali.

nota 3: In caso di discrepanze (tra il testo dei Report e la traduzione italiana), fa testo il Report originale in lingua inglese.

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Rapporto OCHA del periodo 14 – 27 febbraio 2023

1). In Cisgiordania sono continuati gli episodi di violenza quotidiana che hanno coinvolto palestinesi, coloni israeliani e forze israeliane: 16 palestinesi, di cui tre minori, e tre israeliani sono stati uccisi; 1.089 palestinesi e cinque israeliani sono rimasti feriti.

Dal 1° gennaio al 27 febbraio 2023, nei Territori palestinesi occupati e in Israele sono stati uccisi 63 palestinesi e tredici israeliani, oltre a un cittadino straniero e un soldato israeliano; 2.001 palestinesi e almeno 25 israeliani sono rimasti feriti.

2). Nella città vecchia di Nablus, in un’operazione che ha comportato uno scontro a fuoco con palestinesi, forze israeliane hanno ucciso dieci palestinesi e ferito altri 453, di cui 103 con proiettili veri. Un altro palestinese è morto a causa dell’esposizione a gas lacrimogeni che hanno aggravato la sua condizione medica preesistente. Secondo il Ministero della salute questo è il numero più alto di persone uccise in una singola operazione in Cisgiordania da quando, nel 2005, l’OCHA (ONU) iniziò a registrare i dati (seguono dettagli).

Il 22 febbraio, forze israeliane hanno fatto irruzione nella Città Vecchia di Nablus, dove hanno circondato un edificio ed hanno avuto uno scontro a fuoco con palestinesi. Secondo l’esercito israeliano, l’operazione aveva lo scopo di arrestare palestinesi sospettati di pianificare attacchi contro israeliani. Durante l’operazione, le forze israeliane hanno distrutto un edificio, all’interno del quale due palestinesi, che si erano rifiutati di arrendersi, sono stati uccisi. Inoltre, durante la stessa operazione, altri quattro palestinesi sono stati colpiti e uccisi in scontri a fuoco con forze israeliane. L’operazione ha innescato ulteriori scontri tra residenti palestinesi e forze israeliane, durante i quali le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni contro i palestinesi che hanno lanciato contro di loro pietre e bottiglie incendiarie. Di conseguenza, quattro palestinesi, tra cui un ragazzo di 16 anni, sono stati colpiti e uccisi con proiettili veri sparati dalle forze israeliane; altri 453 sono rimasti feriti, di cui 103 da proiettili veri. Secondo i media israeliani, due soldati israeliani sono rimasti feriti. Secondo fonti mediche, le forze israeliane hanno impedito alle ambulanze di accedere all’area. Dopo l’operazione, palestinesi di tutta la Cisgiordania e della Striscia di Gaza hanno tenuto manifestazioni, durante le quali sette palestinesi sono rimasti feriti. Il 24 febbraio, un palestinese è morto per le ferite riportate il giorno prima; le forze israeliane gli avevano sparato con proiettili veri durante una di tali manifestazioni, svolta all’interno del Campo profughi di Al ‘Arrub (Hebron), in cui i palestinesi avevano lanciato pietre contro le forze israeliane.

3). Durante il periodo in esame altri quattro palestinesi, tra cui due minori, sono stati uccisi da forze israeliane o sono morti per le ferite riportate in precedenza (seguono dettagli).

Il 14 febbraio, forze israeliane hanno fatto irruzione nel Campo profughi di El Far’a a Tubas, e nel corso di uno scontro a fuoco con palestinesi, hanno ucciso un ragazzo di 17 anni che, secondo l’esercito israeliano, aveva sparato contro di loro; accusa contestata da un testimone oculare e da Organizzazioni per i diritti umani.

Durante lo stesso episodio, un ragazzo di 13 anni è stato morso e ferito da un cane delle forze armate israeliane.

Lo stesso giorno, un palestinese è morto per le ferite riportate il 1° gennaio 2021; in quelle circostanze, accadute nella Comunità Ar Rakeez di Masafer Yatta (Hebron), mentre cercava di impedire la confisca di un generatore elettrico, un soldato israeliano gli aveva sparato al collo .

Il 20 febbraio, un tredicenne palestinese è deceduto per le ferite riportate l’8 febbraio 2023; durante scontri tra palestinesi ed esercito israeliano che scortavano coloni israeliani alla tomba di Giuseppe, nella città di Nablus, un soldato israeliano gli aveva sparato con proiettili veri.

Ad oggi, il numero totale di minori palestinesi uccisi da forze israeliane in Cisgiordania nel 2023 è di dodici (12), rispetto ai due uccisi nel 2022, in un arco di tempo equivalente.

Il 23 febbraio, un altro palestinese è deceduto per le ferite riportate il 12 febbraio durante un’operazione di ricerca-arresto che aveva provocato uno scontro a fuoco tra forze israeliane e palestinesi nel Campo profughi di Jenin.

4). A Nablus, due coloni israeliani e un palestinese sono stati uccisi lo stesso giorno, in due diversi episodi (seguono dettagli).

Il 26 febbraio, due fratelli israeliani dell’insediamento colonico di Har Barcha, mentre stavano percorrendo la strada 60 nella città di Huwwara (Nablus), sono stati uccisi da un uomo armato, ritenuto palestinese. Successivamente, per trovare l’autore, forze israeliane hanno lanciato una caccia all’uomo, imponendo restrizioni agli spostamenti in Città e nell’area circostante (vedi sotto). A seguito dell’attacco, coloni israeliani, secondo quanto riferito, provenienti dagli insediamenti colonici di Yitzhar, Bracha, Kfar Tappuah e altri avamposti di insediamenti adiacenti, hanno lanciato pietre ed hanno aggredito fisicamente abitanti della città di Huwwara e dei villaggi vicini; inoltre hanno appiccato il fuoco a proprietà palestinesi. Nel villaggio di Za’tara, un palestinese è stato colpito e ucciso vicino alla sua casa e un altro è rimasto ferito, entrambi con proiettili veri sparati da coloni israeliani o da forze israeliane. Altri nove palestinesi sono stati feriti da coloni israeliani, tra cui un minore e una donna, e sono stati causati ingenti danni alle proprietà palestinesi. Almeno 37 case abitate hanno subito danni, comprese alcune date alle fiamme da coloni israeliani, provocando lo sfollamento di otto famiglie palestinesi e di parte di altre cinque famiglie. Inoltre, almeno otto strutture commerciali, comprese sei officine di riparazione auto, sono state incendiate, insieme a 55 veicoli privati palestinesi e 1.200 veicoli rottamati. Inoltre, a Huwwara, coloni hanno attaccato un camion dei pompieri, impedendo loro di entrare in città; il veicolo è stato danneggiato e uno dei vigili del fuoco è rimasto ferito. Secondo le forze israeliane un soldato è rimasto ferito da coloni che lo hanno aggredito fisicamente e hanno tentato di investirlo.

5). Il 27 febbraio, in una sparatoria registrata vicino a Gerico, un israeliano, che detiene anche la cittadinanza statunitense, è stato ucciso da un uomo armato (ritenuto palestinese). Lo stesso uomo ha continuato a guidare, sparando contro altri due veicoli, ma non sono stati riportati feriti. Successivamente, forze israeliane hanno lanciato una caccia all’uomo per trovare l’autore, imponendo restrizioni agli spostamento nella città di Gerico (vedi sotto). Ciò porta a tredici, oltre a un cittadino straniero e un soldato, gli israeliani uccisi, dall’inizio dell’anno, in Cisgiordania, compresa Gerusalemme est e Israele; nel 2022, nello stesso arco di tempo non erano state registrate uccisioni.

6). In Cisgiordania, durante il periodo in esame, 1.068 palestinesi, tra cui almeno 102 minori, sono stati feriti da forze israeliane, di cui 119 colpiti da proiettili veri (seguono dettagli).

Oltre ai 453 palestinesi feriti da forze israeliane, il 22 febbraio, nell’operazione nella Città Vecchia di Nablus, altri 39 feriti sono stati registrati durante dieci operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni condotte da forze israeliane in tutta la Cisgiordania.

In altri quindici episodi, registrati a Betlemme, Hebron, Nablus e Tubas, 451 palestinesi sono stati feriti da forze israeliane, in seguito all’ingresso di coloni israeliani, accompagnati da forze israeliane, nelle stesse Comunità palestinesi; la maggior parte dei feriti è stata curata per inalazione di gas lacrimogeni. Il novanta per cento di questi feriti è stato registrato nella città di Huwwara, tra il 26 e il 27 febbraio, contestualmente all’attacco di coloni.

Altri 125 dei feriti totali sono stati registrati in varie manifestazioni, compresa quella che contestava la creazione di un avamposto israeliano presso la Comunità Wadi Seeq (Ramallah), e contro l’espansione degli insediamenti e le restrizioni di accesso legate agli insediamenti a Beit Dajan e Beita (entrambe a Nablus), e Kafr Qaddum (Qalqilya) e in altre manifestazioni contro l’operazione Nablus che hanno provocato la morte di undici palestinesi.

Complessivamente, 866 palestinesi sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeni, 120 sono stati colpiti da proiettili veri, 19 sono stati feriti da proiettili di gomma, 55 da schegge, cinque sono stati aggrediti fisicamente, due sono stati colpiti da granate sonore e uno è stato colpito da candelotti lacrimogeni.

7). In Cisgiordania, altri otto palestinesi, tra cui due minori, sono stati feriti da coloni israeliani; persone conosciute come coloni, o ritenute tali, hanno danneggiato proprietà palestinesi in altri 39 casi. Oltre ai palestinesi feriti da forze israeliane e da coloni nei già citati episodi collegati a coloni (seguono dettagli).

Tra il 14 e il 25 febbraio, coloni israeliani hanno ferito cinque palestinesi, tra cui un minore. Due dei feriti sono stati provocati da proiettili veri sparati da coloni.

In altri 24 episodi registrati a Ramallah, Betlemme, Hebron, Gerusalemme e Nablus, secondo testimoni oculari e fonti delle Comunità locali, più di 300 alberi sono stati vandalizzati su terre palestinesi, comprese le terre prossime agli insediamenti israeliani e agli avamposti degli insediamenti israeliani di nuova costituzione; sono state forate le gomme di venticinque auto di proprietà palestinese; coloni israeliani hanno scritto sui muri di tre case, hanno dato fuoco alle coltivazioni in un terreno agricolo, hanno rubato attrezzature agricole e danneggiato serbatoi d’acqua.

Inoltre, tra il 26 e il 27 febbraio, in seguito alla uccisione di due coloni (di cui sopra), in Cisgiordania sono stati segnalati altri 18 episodi di violenza: coloni israeliani hanno ferito tre palestinesi, tra cui una donna, hanno lanciato pietre, hanno vandalizzando 17 veicoli palestinesi ed hanno forato le gomme di altri sette o dato fuoco a proprietà palestinesi vicino a Tubas, Hebron, Ramallah, Salfit e Nablus.

8). Vicino a Nablus, una donna israeliana è rimasta ferita e il suo veicolo ha subito danni, secondo quanto riferito, ad opera di palestinesi che hanno sparato al suo veicolo. In altri cinque casi, due coloni israeliani sono rimasti feriti e sono stati causati danni ad almeno cinque veicoli israeliani da persone conosciute come palestinesi, o ritenute tali, che hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania.

9). A Gerusalemme Est e nell’Area C della Cisgiordania, adducendo la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele, che sono quasi impossibili da ottenere, le autorità israeliane hanno demolito, confiscato o costretto le persone a demolire 66 strutture comprese 18 strutture residenziali Ventidue (22) delle strutture erano state fornite da donatori come assistenza umanitaria. Di conseguenza, 60 palestinesi, tra cui 29 minori, sono stati sfollati e sono stati colpiti i mezzi di sussistenza di oltre 200 altri (seguono dettagli).

Quarantanove (49) delle strutture si trovavano in Area C, di cui sedici (tutte finanziate da donatori) demolite in un unico episodio registrato nella Comunità di Lifjim a Nablus; tre famiglie, comprendenti 17 persone, tra cui dieci minori, sono state sfollate. Altre 17 strutture sono state demolite a Gerusalemme Est, di cui otto demolite dai proprietari, per evitare il pagamento di multe alle autorità israeliane. Il mese di febbraio 2023 ha registrato il maggior numero di strutture demolite a Gerusalemme est, dall’aprile 2019, in un solo mese; con un totale di 36 strutture demolite, a fronte di una media mensile di undici demolizioni nel 2022.

10). Il 16 febbraio, nell’Area C della città di Hebron, per motivi punitivi, le autorità israeliane hanno demolito con esplosivi l’appartamento al quarto piano di un edificio residenziale a più piani, sfollando una famiglia composta da quattro persone, tra cui tre minori. L’appartamento apparteneva alla famiglia dell’uomo che sparò e uccise un colono israeliano il 29 ottobre 2022 a Hebron. Dall’inizio del 2023, per motivi punitivi, sono state demolite sei case e una struttura agricola, rispetto alle undici case e tre strutture demolite in tutto il 2022; erano state tre in tutto il 2021 e sette nel 2020. Le demolizioni punitive sono una forma di punizione collettiva e in quanto tali sono illegali ai sensi del diritto internazionale in quanto prendono di mira le famiglie di un autore, o presunto autore.

11). In diverse località della Cisgiordania, forze israeliane hanno limitato gli spostamenti dei palestinesi, interrompendo l’accesso di migliaia di persone a mezzi di sussistenza e servizi (seguono dettagli).

Il 26 febbraio, in seguito alla uccisione di due coloni israeliani (di cui sopra), l’esercito israeliano ha imposto la chiusura della città di Huwwara (Nablus) e ha chiuso i checkpoints nelle vicinanze; ha inoltre ostruito l’ingresso del villaggio di Beita (Nablus) con blocchi di cemento, ostacolando il movimento di più di 19.000 palestinesi.

Il 27 febbraio, in seguito all’uccisione di un israeliano, avvenuta lo stesso giorno, vicino a Gerico, l’esercito israeliano ha dispiegato posti di blocco volanti davanti a tutte le entrate/uscite della città di Gerico, inclusi blocchi di cemento, ostacolando il movimento di almeno 50.000 palestinesi.

In due episodi separati, registrati il 17 e il 24 febbraio, forze israeliane hanno limitato il movimento di oltre 10.000 palestinesi, chiudendo i cancelli stradali all’ingresso dei villaggi di Azzun (Qalqilya) e An Nabi Salih (Ramallah), rispettivamente per quattro e tre ore.

12). Nella Striscia di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, in almeno 33 occasioni, forze israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento, presumibilmente per far rispettare le restrizioni di accesso; quattro pescatori sono stati arrestati e un peschereccio è stato sequestrato; non sono stati riportati feriti o danni. In un altro caso, quattro minori palestinesi sono stati arrestati da forze israeliane mentre cercavano di entrare in Israele attraverso la recinzione perimetrale. Inoltre, il 26 febbraio, si sono svolte manifestazioni lungo la recinzione perimetrale di Israele con Gaza, contro l’operazione di Nablus che ha provocato la morte di undici palestinesi (vedi sopra). I palestinesi hanno bruciato pneumatici e lanciato pietre e altri oggetti contro la recinzione e le forze israeliane, posizionate dall’altra parte della recinzione, hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni, ferendo quattro palestinesi, tra cui un minore.

13). Sempre nella Striscia di Gaza, il 23 febbraio, gruppi armati palestinesi hanno lanciato sei razzi e altri proiettili verso il sud di Israele; cinque razzi sono stati intercettati dal sistema israeliano Iron Dome e uno è caduto in un’area aperta in Israele. Secondo quanto riferito, forze israeliane hanno lanciato attacchi aerei contro siti militari appartenenti a gruppi armati della Striscia di Gaza. Non sono stati segnalati feriti.

Questo rapporto riflette le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. I dati più aggiornati e ulteriori analisi sono disponibili su ochaopt.org/data.

Ultimi sviluppi (al di fuori del periodo di riferimento)

Questa sezione si basa su informazioni iniziali provenienti da diverse fonti. Ulteriori dettagli confermati saranno forniti nel prossimo rapporto.

Il 1° marzo, un palestinese è deceduto per le ferite da arma da fuoco riportate il giorno precedente, quando, durante un’operazione di ricerca-arresto nel Campo profughi di Aqbat Jaber (Gerico), era stato colpito dalle forze israeliane, nel contesto di uno scontro a fuoco con palestinesi.

Il 2 marzo, le forze israeliane hanno condotto un’operazione di ricerca-arresto nel villaggio di Azzun (Qalqilya), dove hanno colpito, con arma da fuoco, e ucciso un minore palestinese.

nota 1:

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati ogni due settimane in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informa-zioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: https://www.ochaopt.org/reports/protection-of-civilians

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano (vedi di seguito) l’edizione inglese dei Rapporti.

nota 2: Nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Le scritte [in corsivo tra parentesi quadre]

sono talvolta aggiunte dai traduttori per meglio esplicitare situazioni e contesti che gli estensori dei Rapporti

a volte sottintendono, considerandoli già noti ai lettori abituali.

nota 3: In caso di discrepanze (tra il testo dei Report e la traduzione italiana), fa testo il Report originale in lingua inglese.

Associazione per la pace – Via S. Allende, 5 – 10098 Rivoli TO; e-mail: assopacerivoli@yahoo.it




Dopo aver aiutato le vittime del terremoto, un palestinese è stato ucciso dalla furia israeliana

Fayha Shalash

27 febbraio 2023 – Middle East Eye

Sameh al-Aqtash era appena tornato dal volontariato in Turchia quando i coloni hanno attaccato il suo villaggio in Cisgiordania

Quattro giorni fa Sameh al-Aqtash è tornato dalla Turchia, dove aveva sostenuto le vittime del terremoto come volontario. Domenica sera il 37enne palestinese è stato ucciso da coloni israeliani che si sono scatenati nel suo villaggio, Zatara, nella Cisgiordania occupata.

Zatara si trova a sud di Nablus, vicino a un famigerato checkpoint militare israeliano dove, secondo gli abitanti, i soldati vessano quotidianamente i palestinesi. A Zatara vivono solo 100 persone e sono tutti membri della stessa famiglia. La maggior parte di loro sono donne e bambini.

Gli attacchi dei coloni israeliani sono iniziati dopo che domenica pomeriggio un presunto palestinese armato ha ucciso due coloni vicino alla città di Huwwara. In risposta, centinaia di israeliani hanno attaccato città e villaggi palestinesi, ferendo quasi 300 persone e bruciando le case.

Nonostante Zatara si trovi a circa sei chilometri da Huwara, dove i coloni sono stati uccisi e la violenza della folla ha raggiunto il massimo, un gruppo di israeliani ha attaccato il villaggio e ha iniziato a tentare di rimuoverne il principale cancello di ingresso.

Abdel Moneim, il fratello di Aqtash, era con lui mentre si precipitavano a fermare il vandalismo dei coloni.

“Ci siamo affrettati tutti, incluso Sameh, e abbiamo fermato i coloni al cancello e impedito loro di entrare”, ha detto a Middle East Eye.

Ma dopo poco tempo i coloni hanno attaccato di nuovo, questa volta con la protezione dei soldati israeliani. I colpi di arma da fuoco hanno iniziato a prenderci di mira e poi Sameh è caduto a terra”.

Coloni e soldati stazionano insieme dopo la furia devastatrice. (Reuters)

Con i soldati israeliani e i coloni che bloccavano le strade, nessuna ambulanza ha potuto accedere a Zatara, così i fratelli di Aqtash hanno dovuto usare un veicolo privato e trasportarlo su una strada sterrata fino al vicino paese di Beita.

Mentre correvano lungo la strada accidentata, il sangue è uscito da un foro di proiettile nell’addome di Aqtash, che ha iniziato a perdere conoscenza.

Al centro medico di Beita i fratelli di Aqtash sono scoppiati in lacrime quando il medico ha detto loro che egli era morto per le ferite. Lascia tre figli, il più piccolo è una bambina di quattro mesi.

Abdel Moneim afferma: “Non c’erano scontri quando i coloni ci hanno attaccato. Sameh era una persona gentile che amava aiutare la gente: due giorni prima di essere ucciso aveva parlato con i capi dei consigli locali della nostra regione per raccogliere donazioni per le vittime del terremoto in Turchia e Siria”.

Città in fiamme

Le cicatrici degli attacchi senza precedenti dei coloni alle città e ai villaggi a sud di Nablus saranno difficili da cancellare. Case, negozi e automobili sono stati distrutti e incendiati. I coloni hanno massacrato il bestiame dei palestinesi.

Elias Dmaidi, un bambino di otto anni residente a Huwwara, ha detto che pensava che sarebbe stata l’ultima della sua vita.

“Non ho mai visto un attacco così grave: centinaia di coloni urlavano, insultavano, distruggevano tutto ciò che incontravano e davano fuoco alle case mentre le famiglie erano dentro”, ha detto Dmaidi ai giornalisti.

Huwwara, una città divisa da una strada principale frequentata da coloni e soldati israeliani, ha avuto una storia di conflitti crescenti.

La maggior parte delle sue terre sono state confiscate da Israele per costruire colonie ebraiche illegali, con varie strade ad uso esclusivo degli israeliani costruite per servirli e garantire la loro sicurezza.

Mentre il caos inghiottiva la città, l’esercito israeliano ha chiuso tutti i checkpoint intorno a Nablus, bloccando i palestinesi all’interno e all’esterno dell’area. Nonostante gli attacchi dei coloni, gli abitanti hanno aperto le loro case a tutti coloro che non potevano andarsene.

Al sorgere del mattino il sole ha rivelato l’entità dei danni. Nere strisce carbonizzate macchiavano case, negozi e alberi. Anche la scuola era stata attaccata. Temendo per la propria vita gli studenti lunedì sono rimasti a casa.

Palestinesi ispezionano i danni causati dalla furia dei coloni (AP)

Durante i disordini al personale medico e ai vigili del fuoco è stato impedito di raggiungere le aree colpite, con il risultato che centinaia di palestinesi feriti sono stati curati molto tempo dopo essere stati aggrediti.

Ahmed Jibril, direttore delle ambulanze e del dipartimento di emergenza della Mezzaluna Rossa palestinese, ha affermato che i medici sono stati oggetto di numerosi abusi durante l’attacco a Huwwara.

Ha proseguito: “I paramedici sono stati attaccati ed è stato impedito loro di entrare in città, anche le ambulanze sono state colpite. L’ aggressione non è stata opera solo dei soldati, ma anche dei coloni, che hanno aggredito il personale medico mentre cercava di trasportare un ferito”.

Bersagliati dentro casa

Anche Brin, una cittadina vicina che si trova accanto a blocchi di colonie, è stata oggetto di furiosi attacchi.

Ayman Soufan era a casa con moglie e figli quando i coloni li hanno attaccati e hanno dato fuoco alla loro casa.

Ha raccontato a Middle East Eye: “Più di 100 coloni ci hanno attaccati e si sono divisi in due gruppi, uno ha sfondato finestre e porte e l’altro ha rubato le nostre cose e le pecore dalla parte anteriore della casa”.

Poi le hanno dato fuoco. La famiglia di mio fratello e io siamo fuggiti dall’altra parte per proteggerci. Mio figlio è stato colpito alla spalla da una pietra lanciata dai coloni.”

Quasi ogni mese vengono attaccati da coloni. protetti dai soldati israeliani, che vogliono prendere la loro casa e rubare la loro terra per espandere gli insediamenti vicini.

Soufan prosegue: “I coloni hanno cercato di bruciarci vivi all’interno della nostra casa, se non fossimo riusciti a scappare ora saremmo morti. Nonostante l’enorme incendio, i vigili del fuoco non sono riusciti a raggiungerci perché i soldati li hanno ostacolati e il fuoco è rimasto acceso finché non si è spento da solo. Dal 2000 viviamo la stessa spirale di aggressione”.

(traduzione dall’inglese di Giuseppe Ponsetti)




Coloni israeliani inferociti bruciano case e auto palestinesi a Nablus

Redazione di Al Jazeera

27 febbraio 2023 – Al Jazeera

Tra crescenti tensioni decine di coloni israeliani incendiano case e auto palestinesi nella città settentrionale di Huwara

Coloni israeliani hanno dato fuoco a decine di abitazioni e automobile palestinesi a Huwara, cittadina a Nablus, nella Cisgiordania occupata, in quello che sembra essere il peggiore scoppio di violenza dei coloni da decenni.

I media palestinesi affermano che circa 30 case e auto sono state incendiate a tarda notte da parte dei coloni durante l’aggressione, avvenuta un giorno dopo che due coloni sono stati uccisi. In precedenza questo mese 11 palestinesi sono stati uccisi in un’incursione militare israeliana a Nablus.

Il ministero della Sanità palestinese ha affermato che domenica un trentasettenne è stato colpito e ucciso da fuoco israeliano. La Mezzaluna rossa palestinese ha detto che altri due sono stati feriti da colpi di arma da fuoco, mentre una terza persona è stata accoltellata e una quarta picchiata con una sbarra di ferro.

Altre 95 persone sono state curate per aver inalato gas lacrimogeni.

Ghassan Douglas, un funzionario palestinese che monitora le colonie israeliane nella regione di Nablus, stima che circa 400 coloni ebrei hanno preso parte all’aggressione, che avviene dopo che secondo il governo Giordano ha informato che l’Autorità Palestinese (PA) e politici israeliani si sono accordati su iniziative per calmare la situazione.

La tensione tra palestinesi e israeliani è aumentata in seguito all’intensificazione di incursioni letali nei territori occupati.

Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha condannato quelle che ha definite “le azioni terroristiche condotte stanotte da coloni sotto la protezione delle forze di occupazione.”

Noi consideriamo che il governo israeliano ne è totalmente responsabile,” ha aggiunto.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato alla calma e ha esortato contro la violenza dei giustizieri.

In una dichiarazione video Netanyahu ha affermato: “Chiedo che quando ribolle il sangue e gli spiriti sono infiammati non vi facciate giustizia da soli.”

L’Unione Europea ha affermato di essere “allarmata” dalla violenza a Huwara e che “le autorità di entrambe le parti devono intervenire subito per porre fine a questo infinito ciclo di violenze.”

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)

L’ incendio di una casa attaccata dai coloni Foto:[Hisham K. K. Abu Shaqra/Anadolu]

Un’altra casa in fiamme Foto:Hisham K. K. Abu Shaqra/Anadolu

Il mobilio di una casa attaccata con il fuoco Foto:[Ronaldo Schemidt/AFP

L’interno di una casa bruciata dai coloni protetti dall’esercito israeliano. Foto:[Ronaldo Schemidt/AFP]




Rapporto OCHA del periodo 31 gennaio – 13 febbraio 2023

1). Forze israeliane hanno ucciso sei palestinesi e ne hanno ferito undici con proiettili veri in due operazioni (una condotta a Gerico e un’altra a Nablus) che hanno dato luogo a uno scontro a fuoco con palestinesi (seguono dettagli). Il 6 febbraio, forze israeliane hanno fatto irruzione nel Campo profughi di Aqbat Jaber (Gerico), dove hanno circondato un edificio; ne è seguito uno scontro a fuoco con palestinesi. Secondo i media israeliani, almeno cinque palestinesi sono stati uccisi e i loro corpi sono stati trattenuti; altri quattro sono stati feriti e arrestati. Secondo fonti mediche, le forze israeliane hanno aperto il fuoco, danneggiando almeno due ambulanze ed impedendo loro di operare all’interno del Campo. Secondo l’esercito israeliano, citato dai media israeliani, l’operazione è stata effettuata per arrestare palestinesi sospettati di aver effettuato, il 28 gennaio, un attacco con armi da fuoco nei pressi di un insediamento israeliano, in seguito al quale le forze israeliane avevano limitato, per dieci giorni, il movimento dei palestinesi dentro e fuori la città di Gerico.

Nello stesso luogo, il 4 febbraio, durante un’altra operazione di ricerca-arresto, forze israeliane hanno distrutto due strutture, di cui una costituita da due unità abitative; inoltre è stata danneggiata una struttura adiacente ed è stato provocato lo sfollamento di sei persone, tra cui due minori. Durante la stessa operazione quattordici palestinesi sono rimasti feriti, di cui due colpiti da proiettili veri; altri tredici sono stati arrestati.

Il 13 febbraio, forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Nablus, dove hanno circondato un edificio, all’interno del quale hanno avuto uno scontro a fuoco con palestinesi. Due degli occupanti sono stati feriti e successivamente arrestati dalle forze israeliane. L’operazione è durata più di quattro ore, durante le quali le forze israeliane hanno sparato proiettili veri, proiettili di gomma e lacrimogeni contro palestinesi che si erano radunati, lanciando pietre contro di loro. Un passante palestinese è stato ucciso e altri 80 sono rimasti feriti, di cui cinque colpiti da proiettili veri; gli altri sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeni. Secondo fonti mediche, le forze israeliane hanno impedito alle ambulanze di accedere all’area e, per tre ore, hanno tenuto bloccati tre medici volontari.

2). A Nablus e Jenin forze israeliane hanno ucciso due minori palestinesi durante due operazioni di ricerca-arresto che hanno comportato uno scontro a fuoco con palestinesi (seguono dettagli). Il 6 febbraio, forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Nablus, dove hanno avuto uno scontro a fuoco con palestinesi; un ragazzo di 17 anni che, secondo l’esercito israeliano aveva sparato contro di loro, è rimasto ucciso; un’accusa contestata da testimoni oculari e da Organizzazioni per i diritti umani.

Il 12 febbraio, forze israeliane hanno condotto un’operazione di ricerca-arresto nella città di Jenin, dove hanno avuto uno scontro a fuoco con palestinesi, uccidendo un ragazzo palestinese di 14 anni; secondo l’Organizzazione per i diritti umani le circostanze dell’accaduto non sono ancora chiare. Durante lo stesso episodio altri due palestinesi sono stati feriti con proiettili veri e tre sono stati arrestati. Ad oggi, in Cisgiordania, sale a nove il numero totale di minori palestinesi uccisi nel 2023 da forze israeliane. Nel 2022, nello stesso periodo, risultavano pari a zero.

3). Un automobilista palestinese ha ucciso tre israeliani, tra cui due minori, e ne ha feriti altri quattro, investendoli con la propria auto (seguono dettagli). Il 10 febbraio, nell’insediamento israeliano di Ramot a Gerusalemme est, due israeliani, tra cui un bambino di sei anni, sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti feriti da un palestinese che li ha investiti con la propria auto mentre si trovavano alla fermata dell’autobus. Uno dei feriti, un bambino di otto anni, è morto il giorno successivo per le ferite riportate. L’aggressore è stato successivamente ucciso dalla polizia israeliana.

Il 13 febbraio, nella città vecchia di Gerusalemme, secondo i media israeliani, un ragazzo palestinese di 14 anni ha accoltellato e ferito un ragazzo israeliano di 17 anni, dandosi quindi alla fuga.

4). Ai checkpoint israeliani, o nei loro pressi, forze israeliane hanno ucciso due palestinesi, ferendone altri due (seguono dettagli). Il 3 febbraio, al checkpoint di Huwwara (Nablus), forze israeliane hanno sparato, uccidendo un palestinese che, secondo le stesse forze, avrebbe tentato di aggredire un soldato israeliano.

Il 9 febbraio, forze israeliane hanno sparato, uccidendo un palestinese che, secondo le autorità israeliane, avrebbe cercato di accoltellare soldati israeliani in servizio presso un punto di osservazione militare prossimo al Campo profughi di Al Fuwwar (Hebron). In entrambe le circostanze non sono stati segnalati ferimenti di israeliani. Alla chiusura del presente rapporto, i corpi di entrambi i palestinesi risultavano ancora trattenuti dalle autorità israeliane.

5). A Gerusalemme est, presso un checkpoint israeliano, durante un tentativo di aggressione con coltello da parte di un palestinese, un agente di polizia israeliano è stato colpito per errore, e ucciso, da un altro membro delle forze israeliane (seguono dettagli). Il 13 febbraio, al checkpoint del Campo profughi di Shu’fat a Gerusalemme est, secondo quanto riferito, un ragazzo palestinese di 13 anni ha accoltellato un ufficiale di polizia di frontiera israeliano; dopodiché un altro membro delle forze israeliane ha cercato di sparare al ragazzo, ma ha colpito per errore l’ufficiale, che in seguito è morto per le ferite. Successivamente, le forze israeliane hanno arrestato il ragazzo.

6). A Salfit un colono israeliano ha sparato con munizioni vere, uccidendo un palestinese (seguono dettagli). L’11 febbraio, un gruppo di coloni israeliani, secondo quanto riferito, provenienti dall’insediamento di Yair Farm, è entrato nel villaggio di Qarawat Bani Hassan dove ha affrontato operai palestinesi al lavoro presso una costruzione. Secondo testimoni oculari, sia i coloni israeliani che i palestinesi hanno iniziato a lanciare pietre; uno dei coloni ha sparato da distanza ravvicinata, uccidendo un palestinese. Forze israeliane sono intervenute, sparando lacrimogeni e proiettili di gomma contro i palestinesi: non sono stati riportati feriti. Durante lo stesso episodio, secondo i media israeliani, un colono israeliano è stato ferito da una pietra lanciata da palestinesi.

7). In Israele, un anziano israeliano è morto per le ferite riportate durante una aggressione palestinese (seguono dettagli). Nel maggio 2022, due palestinesi aggredirono degli israeliani con asce, uccidendo tre persone e ferendone quattro. Uno dei quattro feriti è morto il 2 febbraio, portando a quattro il numero delle vittime di quell’aggressione.

8). In Cisgiordania, durante il periodo di riferimento, sono stati feriti dalle forze israeliane 373 palestinesi, tra cui almeno 58 minori, di cui 18 colpiti da proiettili veri (seguono dettagli). Dei feriti, 131 (35 %) si sono verificati durante manifestazioni contro l’espansione degli insediamenti e le restrizioni di accesso legate agli insediamenti vicino a Kafr Qaddum (Qalqilya), Beit Dajan e Beita (entrambe a Nablus). In altri quattro episodi, registrati a Qaryut e Asira al Qibliya (entrambi a Nablus), 33 palestinesi sono stati feriti da forze israeliane, in seguito all’ingresso di coloni israeliani, accompagnati da forze israeliane, all’interno delle stesse Comunità palestinesi. Altri 177 feriti si sono verificati durante operazioni di ricerca-arresto e altre operazioni condotte da forze israeliane. Inoltre, forze israeliane hanno ferito 30 palestinesi, durante una demolizione, nell’area di Jabal al Mukabbir a Gerusalemme est. Il 31 gennaio, i residenti palestinesi di Jabal al Mukabbir avevano dichiarato un giorno di sciopero per protestare contro l’attuale tendenza, da parte delle autorità israeliane, all’incremento delle demolizione di strutture in quell’area. Gli altri due feriti si sono verificati ai checkpoints. Complessivamente, 313 palestinesi sono stati curati per inalazione di gas lacrimogeno, 18 sono stati colpiti da proiettili veri, 24 sono stati feriti con proiettili di gomma, sei sono stati aggrediti fisicamente, due sono stati spruzzati con liquido al peperoncino, cinque sono stati colpiti da granate assordanti e cinque sono stati colpiti da bombolette di gas.

9). Coloni israeliani hanno ferito, in quattro episodi, sei palestinesi tra cui almeno un minore, e persone conosciute come coloni, o ritenute tali, hanno danneggiato proprietà palestinesi in altri 16 casi; a questi sono da aggiungere il palestinese ucciso da un colono e i 33 palestinesi feriti da forze israeliane, episodi, relativi a coloni, riportati nei precedenti paragrafi (seguono dettagli). Il 2 e il 10 febbraio, a Huwwara e Jalud (Nablus), due palestinesi, tra cui un ragazzo di 14 anni, sono stati feriti da coloni israeliani che li hanno spruzzati con liquido al peperoncino.

Il 10 febbraio, a Qarawat Bani Hassan (Salfit), coloni israeliani hanno lanciato pietre contro palestinesi e il loro bestiame ferendo due palestinesi.

L’11 febbraio, coloni israeliani hanno lanciato pietre contro palestinesi che viaggiavano sulle strade prossime a Deir Sharaf (Nablus), ferendo un uomo e danneggiandone il veicolo.

In altre due circostanze, registrate a Marda e Yasuf (entrambi a Salfit), circa 50 alberi sono stati vandalizzati su terre palestinesi, comprese quelle vicine a insediamenti israeliani, in aree in cui l’accesso palestinese richiede l’approvazione dell’esercito israeliano (comunemente indicato come “previo coordinamento”).

In altre sette occasioni, persone conosciute come coloni, o ritenute tali, hanno lanciato pietre contro veicoli palestinesi, danneggiandone almeno 35. Altre proprietà palestinesi sono state danneggiate e il bestiame è stato ferito in dodici episodi registrati a Jenin, Ramallah, Salfit, Tubas, Hebron e Qalqiliya o nelle vicinanze; secondo testimoni oculari e fonti della Comunità locale, le proprietà includevano strutture residenziali e agricole, trattori, raccolti e una rete idrica.

10). Tre coloni israeliani sono rimasti feriti e sono stati segnalati danni ad almeno sei veicoli israeliani ad opera di persone conosciute come palestinesi, o ritenute tali, che hanno lanciato pietre contro veicoli israeliani che viaggiavano sulle strade della Cisgiordania. In un caso, secondo fonti israeliane, palestinesi hanno dato fuoco a un’auto a Kafr Ein (Ramallah). In un episodio separato, un veicolo israeliano è stato danneggiato con colpi di arma da fuoco sulla strada 465 vicino a Ramallah, senza che siano stati riportati feriti.

11). A Gerusalemme Est e nell’Area C della Cisgiordania, adducendo la mancanza di permessi di costruzione rilasciati da Israele che sono quasi impossibili da ottenere, le autorità israeliane hanno demolito, confiscato o costretto persone a demolire 30 strutture, comprese nove case. Due delle strutture erano state fornite da donatori come assistenza umanitaria. Di conseguenza, 55 palestinesi, tra cui 31 minori, sono stati sfollati e i mezzi di sussistenza di oltre 100 altri ne sono stati colpiti. Diciassette (17) delle strutture si trovavano in Area C, comprese due strutture demolite nella Comunità beduina di Zatara al Kurshan (Betlemme) situate in aree che Israele ha designato come “zone di tiro”, chiuse perché destinate alle esercitazioni militari e dove le Comunità palestinesi sono a rischio di trasferimento forzato a causa di un ambiente coercitivo generato dalle politiche e dalle pratiche israeliane. Le restanti tredici strutture sono state demolite a Gerusalemme Est, di cui quattro demolite dai proprietari, per evitare il pagamento di multe alle autorità israeliane. Gennaio 2023 ha registrato il maggior numero di strutture demolite a Gerusalemme est, in un solo mese, dall’aprile 2019; con un totale di 32 strutture demolite, a fronte di una media mensile di undici demolizioni registrate nel 2022.

12). Forze israeliane hanno limitato il movimento dei palestinesi in diverse località della Cisgiordania, interrompendo l’accesso di migliaia di palestinesi ai mezzi di sussistenza e ai servizi (seguono dettagli). Tra il 28 gennaio e il 6 febbraio, l’esercito israeliano ha dispiegato posti di blocco volanti a tutte le entrate/uscite della città di Gerico, inclusi blocchi di cemento, ostacolando il movimento di almeno 50.000 palestinesi per dieci giorni; ciò in risposta a un attacco palestinese contro un insediamento israeliano a sud di Gerico, dove non erano stati segnalati feriti. Il 6 febbraio, l’esercito israeliano ha limitato il movimento di oltre 7.000 palestinesi collocando cumuli di terra in una strada secondaria della città di Huwwara (Nablus), secondo quanto riferito, in risposta al lancio di pietre palestinesi contro veicoli di coloni israeliani. Lo stesso giorno, l’esercito israeliano ha chiuso il cancello di una strada agricola nel villaggio di Immatin (Qalqilya), ostacolando il movimento di almeno 50 agricoltori verso i loro terreni.

13). Nella Striscia di Gaza, vicino alla recinzione perimetrale israeliana o al largo della costa, in almeno 34 occasioni, forze israeliane hanno aperto il fuoco di avvertimento, presumibilmente per far rispettare le restrizioni all’accesso; due pescatori sono stati arrestati e un peschereccio è stato sequestrato; non sono stati riportati feriti o danni. Separatamente, due palestinesi sono stati arrestati da forze israeliane mentre cercavano di entrare in Israele attraverso la recinzione perimetrale.

14). In tre occasioni, gruppi armati palestinesi hanno lanciato razzi e altri proiettili contro Israele. I lanci palestinesi sono stati registrati l’1, l’11 e il 13 febbraio. I razzi sono stati intercettati o sono caduti in aree aperte a Gaza e in Israele; una israeliana è rimasta ferita mentre correva verso un rifugio. Il 2 e il 13 febbraio, forze israeliane hanno effettuato attacchi aerei nella Striscia di Gaza, contro siti militari appartenenti a gruppi armati. Non sono stati segnalati feriti.

Questo rapporto riflette le informazioni disponibili al momento della pubblicazione. I dati più aggiornati e ulteriori analisi sono disponibili su ochaopt.org/data

Questa sezione si basa su informazioni iniziali provenienti da diverse fonti. Nel prossimo rapporto saranno forniti ulteriori dettagli accertati.

Il 14 febbraio, un palestinese è deceduto per le ferite riportate nel gennaio 2021, quando un soldato israeliano gli sparò al collo nella Comunità Ar Rakeez di Masafer Yatta (Hebron), mentre cercava di impedire la confisca di un generatore elettrico.

Il 14 febbraio, un minore palestinese è stato ucciso da forze israeliane in un’operazione di ricerca- arresto condotta nel Campo profughi di Al Far’a (Tubas) e dove è stato segnalato uno scontro a fuoco con palestinesi.

Note a piè di pagina

1. Vengono conteggiati separatamente i palestinesi uccisi o feriti da persone che non fanno parte delle forze israeliane, ad esempio da civili israeliani o colpiti da razzi palestinesi che ricadono su territori palestinesi; così come quelli la cui causa immediata di morte o l’identità dell’autore rimangono controverse, poco chiare o sconosciute.

2. In queste rilevazioni, le vittime israeliane includono persone che sono state ferite mentre correvano ai rifugi durante gli attacchi missilistici palestinesi. I cittadini stranieri uccisi in attacchi palestinesi e le persone la cui causa immediata di morte o l’identità dell’autore rimangono controverse, poco chiare o sconosciute, vengono conteggiate separatamente. Durante questo periodo di riferimento, un membro delle forze israeliane che è stato ucciso in un attacco palestinese viene conteggiato separatamente poiché la causa della sua morte rimane poco chiara al momento della stesura.

nota 1:

I Rapporti ONU OCHAoPt vengono pubblicati ogni due settimane in lingua inglese, araba ed ebraica; contengono informa-zioni, corredate di dati statistici e grafici, sugli eventi che riguardano la protezione dei civili nei territori palestinesi occupati.

sono scaricabili dal sito Web di OCHAoPt, alla pagina: https://www.ochaopt.org/reports/protection-of-civilians

L’Associazione per la pace – gruppo di Rivoli, traduce in italiano (vedi di seguito) l’edizione inglese dei Rapporti.

nota 2: Nella versione italiana non sono riprodotti i dati statistici ed i grafici. Le scritte [in corsivo tra parentesi quadre]

sono talvolta aggiunte dai traduttori per meglio esplicitare situazioni e contesti che gli estensori dei Rapporti

a volte sottintendono, considerandoli già noti ai lettori abituali.

nota 3: In caso di discrepanze (tra il testo dei Report e la traduzione italiana), fa testo il Report originale in lingua inglese.

Associazione per la pace – Via S. Allende, 5 – 10098 Rivoli TO; e-mail: assopacerivoli@yahoo.it




Israele intende autorizzare nove insediamenti “selvaggi” in Cisgiordania

Agenzia France-Presse in Gerusalemme

15 febbraio 2023 The Guardian

Dopo una serie di attentati a Gerusalemme est il consiglio di sicurezza israeliano annuncia il riconoscimento delle aree costruite senza autorizzazione

Il consiglio di sicurezza israeliano ha annunciato che autorizzerà nove insediamenti nella Cisgiordania occupata dopo una serie di attacchi a Gerusalemme est, tra cui uno in cui sono morti tre israeliani.

“In risposta agli attacchi terroristici omicidi a Gerusalemme, il consiglio di sicurezza ha deciso all’unanimità di autorizzare nove comunità in Giudea e Samaria”, ha dichiarato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu in una dichiarazione di domenica che utilizza il nome che Israele usa per la Cisgiordania.

“Queste comunità esistono da molti anni, alcune da decenni”, ha affermato.

I cosiddetti insediamenti “selvaggi” sono stati costruiti senza l’autorizzazione del governo israeliano.

“Il comitato di pianificazione superiore dell’amministrazione civile sarà convocato nei prossimi giorni per approvare la costruzione di nuove unità residenziali nelle comunità esistenti in Giudea e Samaria”, si legge nella nota.

Vi si dice che “Il consiglio di sicurezza ha preso una serie di decisioni ulteriori nel quadro di una risoluta lotta contro il terrorismo”, incluso il rafforzamento delle forze di sicurezza a Gerusalemme.

Domenica scorsa durante una riunione del suo governo Netanyahu ha detto che voleva “rafforzare gli insediamenti”, illegali secondo il diritto internazionale.

Più di 475.000 israeliani vivono in insediamenti coloniali in Cisgiordania, dove abitano 2,8 milioni di palestinesi.

Netanyahu ha anche annunciato che questa settimana il suo governo intende presentare al parlamento una legge per revocare la cttadinanza israeliana ai “terroristi”.

Le misure si applicano agli arabi israeliani e ai palestinesi residenti a Gerusalemme est, parte della città annessa da Israele.

Gli annunci arrivano nel pieno di un’esplosione di violenza israelo-palestinese.

Venerdì un palestinese ha ucciso tre israeliani, tra cui due bambini, in un attacco a Ramot, un quartiere di insediamenti ebraici a Gerusalemme est, e domenica le forze israeliane hanno ucciso un adolescente palestinese in un raid nel nord della Cisgiordania.

Dall’inizio dell’anno il conflitto ha provocato la morte di almeno 46 palestinesi sia combattenti che civili, nove civili israeliani e una donna ucraina, secondo un conteggio dell’Agenzia France Press basato su fonti ufficiali israeliane e palestinesi.

(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)