L’antisemitismo della destra israeliana

Carolina Landsmann

7 giugno 2026 – Haaretz

Nella lotta della destra contro la sinistra nessuno strumento retorico è più apprezzato della citazione di uno dei fondatori del sionismo laburista, Berl Katznelson, in cui egli chiede: “C’è un altro popolo sulla terra così emotivamente perverso da considerare spregevole e odiosa ogni cosa la propria Nazione faccia mentre ogni assassinio, stupro o rapina commessi dai suoi nemici riempie il suo cuore di ammirazione e rispetto?”

L’auto-antisemitismo (ebrei che odiano sé stessi) è l’insulto più comune lanciato contro l’“estrema” sinistra. In quanto scrivo su Haaretz, come altri collaboratori del giornale e il suo editore Amos Schocken spesso sono stata accusata di auto-antisemitismo. Anche l’avvocato Ofer Cassif, un ebreo membro del partito Hadash, per lo più composto da arabi, è considerato dai suoi accusatori di esserlo.

Al contrario l’odio che le persone di destra provano verso quelli di sinistra in Israele non è percepito come odio di sé stessi. Quando quelli di destra odiano la sinistra la percepiscono come estranea al loro “sé”, come ostile al loro “noi”. Come esempi possiamo citare l’iconica scena di Benjamin Netanyahu che sussurra nell’orecchio del rabbino cabalista Yitzhak Kaduri per dirgli che la sinistra ha dimenticato cosa significhi essere ebreo, o la pratica comune di etichettare le persone di sinistra come traditori. O la nuova espressione nata il 7 ottobre “fai parte di Israele?”, sottintendendo che la sinistra non fa davvero parte della Nazione. Nell’odio della destra verso la sinistra quest’ultima viene vista come straniera e ostile nei confronti dell’identità collettiva.

Negli ultimi anni esaminando il discorso d’odio verso la sinistra si rileva che esso si unisce all’odio contro gli ebrei ashkenaziti [letteralmente “tedeschi”, originari dell’Europa centro-orientale, ndt.] e che le cose attribuite alle persone di sinistra sono compatibili con quelle che i nazisti dicevano degli ebrei. Come l’odio della destra contro gli ashkenaziti di sinistra, la propaganda nazista dipingeva gli ebrei come una forza che lavorava dall’interno per corrompere la Nazione (tedesca), in quanto cosmopoliti senza radici, sleali nei confronti della Nazione e che promuovono valori universali e liberali per indebolire l’appartenenza nazionale (tedesca).

Erano visti come un’élite che controllava in modo eccessivo i media, il mondo accademico, la cultura, le banche e ogni altro centro di potere, utilizzando il proprio potere per condizionare il modo di pensare della gente e imporre i propri valori alla maggioranza.

Erano anche percepiti come i responsabili della degenerazione morale e dell’offuscamento dell’identità nazionale, che agivano contro lo spirito della Nazione e i suoi veri interessi, promuovendo l’assimilazione invece di un’identità nazionale pura. Chi lo ha detto, Goebbels o Yair Netanyahu [figlio del primo ministro Benjamin Netanyahu, ndt.]?

C’è sicuramente al momento un’ondata globale di antisemitismo, ma, con nostro orrore, non ha risparmiato Israele. Chiunque voglia capire come agiva l’antisemitismo europeo non deve più aprire un libro di storia. E’ sufficiente accendere Channel 14 [rete televisiva israeliana di destra, ndt.] e ascoltare quello che viene detto lì sugli ebrei ashkenaziti di sinistra. Gli ebrei sono gli stessi o i loro discendenti, e l’unica differenza è che, secondo la gente che li odia, questa volta la Nazione “minacciata” non è quella ariana, ma quella ebraica. Qui vediamo dal vivo, in onda, la follia nel Paese degli ebrei. Non c’è da stupirsi che l’odio verso gli ashkenaziti di sinistra sulle reti sociali sia spesso accompagnato dall’auspicio di un commentatore: peccato che i nazisti non abbiano finito il lavoro.

A differenza della sinistra, con le sue feroci critiche allo Stato e al percorso che sta seguendo, dipinto da alcuni come una mutazione antisemitica autoimmune, voi a destra non siete affatto “auto”: siete semplicemente normalissimi antisemiti. Avete imparato a parlare fluentemente il linguaggio nazista. I nazisti odiavano gli ebrei d’Europa e voi provate lo stesso odio verso i loro discendenti in Israele.

Mentre ci chiedevamo se fosse legittimo fare “paragoni”, abbiamo perso di vista il fatto che nel dibattito interno tra ebrei, insieme a tutti gli altri processi che hanno luogo qui, nello Stato ebraico i discendenti dei perseguitati sono vittime della stessa identica propaganda.

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)