L’ONU afferma che dal cessate il fuoco gli attacchi a Gaza sono aumentati del 46% in una settimana

Redazione di MEMO

21 aprile 2026 – Middle East Monitor

[L’agenzia di notizie turca] Anadolu riferisce che martedì l’ONU ha affermato che la violenza nella Striscia di Gaza ha raggiunto il suo punto più alto dal cessate il fuoco del 10 ottobre 2025, con incidenti che sono aumentati del 50% circa rispetto alla settimana precedente.

“I nostri partner sul terreno riferiscono che tra il 12 e il 18 aprile incidenti come sparatorie, bombardamenti e attacchi sono cresciuti del 46% in confronto alla settimana precedente, segnando il più alto totale settimanale da quando l’accordo del cessate il fuoco di ottobre è entrato in vigore,” ha affermato il portavoce Stephane Dujarric ad una conferenza stampa.

Dujarric ha osservato che “i governatorati di Gaza Nord, Gaza e Deir al Balah hanno visto gli aumenti più elevati.”

Sul fronte umanitario, ha informato che le restrizioni stanno ostacolando gli sforzi per gestire la minaccia di ordigni inesplosi ovunque nel territorio.

Ha affermato che, mentre i partner addetti allo sminamento hanno condotto delle sessioni educative per decine di migliaia di civili, “affrontare questa minaccia più efficacemente richiede l’ingresso di attrezzatura specializzata, ampia libertà di intervento e delle attività di smaltimento.”

“Restrizioni, incluse limitazioni sull’ingresso di equipaggiamento necessario a smaltire ordigni esplosivi, continuano a ostacolare la risposta umanitaria complessiva,” ha aggiunto.

Gli attacchi avvengono come parte delle continue violazioni israeliane del cessate il fuoco.

L’ufficio stampa di Gaza ha affermato che le forze israeliane hanno commesso 2.400 violazioni dal cessate il fuoco, inclusi assassinii, arresti, blocchi e misure volte a causare la fame.

Secondo il ministero della Sanità di Gaza, alla data di lunedì le violazioni hanno causato la morte di 777 palestinesi e il ferimento di altri 2.193.

Il cessate il fuoco è giunto dopo due anni di guerra genocidaria israeliana iniziata nell’ottobre 2023, che secondo le cifre ufficiali ha ucciso più di 72.000 palestinesi e ne ha feriti oltre 172.000, distruggendo il 90% delle infrastrutture civili di Gaza.

Citando l’Office for the Coordination of Humanitarian Affairs [Ufficio ONU per il Coordinamento degli affare umanitari] (OCHA), Dujarric ha sottolineato il carattere preoccupante della violenza israeliana nella Cisgiordania occupata.

Egli ha affermato che “durante il primo trimestre dell’anno, 33 palestinesi sono stati uccisi e 790 feriti dalle forze israeliane o dai coloni, mentre oltre 540 attacchi di questi ultimi hanno causato vittime o danneggiamenti delle proprietà.”

Ha enfatizzato il fatto che “attacchi che coinvolgono civili devono essere indagati e i civili devono essere protetti,” che Israele come potenza occupante “ha l’obbligo di proteggere la popolazione palestinese e che i responsabili devono essere chiamati a risponderne in linea con il diritto umanitario internazionale.”

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)




Un fotoreporter ferito dal fuoco israeliano è stato sottoposto a un’operazione chirurgica in Turchia

Redazione di MEMO

19 settembre 2023 – Middle East Monitor

L’agenzia Anadolu riferisce che un fotoreporter palestinese che ha subito una grave ferita alla mano mentre stava coprendo una protesta a Gaza ha subito un intervento chirurgico in Turchia.

Ashraf Amra, un freelance per Anadolu, l’agenzia di notizie ufficiale turca, è arrivato dal Cairo ad Istanbul lunedì su un volo della Turkish Airlines.

Venerdì stava coprendo una dimostrazione di protesta di palestinesi vicino alla barriera [di separazione tra Gaza e Israele, ndt.] nella regione di Khan Yunis a Gaza quando i soldati [israeliani, ndt.] hanno aperto il fuoco per disperdere la folla.

Dodici palestinesi sono stati feriti dall’esercito israeliano con l’uso di pallottole vere, proiettili ricoperti di gomma e candelotti lacrimogeni.

Amra è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di due ore presso l’ospedale Basaksehir Cam e Sakura ad Istanbul.

Il dottor Okyar Altas, lo specialista della chirurgia della mano che ha effettuato l’operazione, ha affermato che essa ha avuto successo.

Da parte sua Amra ha ringraziato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e Anadolu per averlo accolto ad Istanbul.

Spero che le mie dita guariranno e che non ci sarà bisogno di amputarle.”

Egli ha aggiunto che i soldati che hanno visto che aveva in mano una macchina fotografica gli hanno deliberatamente sparato contro.

Anche il vicedirettore generale e caporedattore di Anadolu Yusuf Ozhan ha fatto visita ad Amra in ospedale, dove i dottori lo hanno ragguagliato sullo stato di salute del fotoreporter.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)




Chiese di Gerusalemme nel mirino di un’escalation di attacchi estremisti: Consiglio delle Chiese

Agenzia Anadolu

7 gennaio 2023 – Middle East Monitor

Le chiese di Gerusalemme est sono sempre più preoccupate per l’aumento degli attacchi di estremisti israeliani contro le proprietà cristiane nella città.

Ex funzionari ecclesiastici e in carica hanno detto all’agenzia Anadolu che i frequenti attacchi alle proprietà cristiane si sono conclusi nella maggior parte dei casi senza una punizione dei colpevoli.

Domenica scorsa estremisti israeliani hanno distrutto e rovesciato le lapidi con croci di 30 tombe in un cimitero cristiano appartenente alla Chiesa episcopale evangelica a Gerusalemme est.

“Il Ministero degli Affari Esteri israeliano condanna l’atto di vandalismo al cimitero protestante del Monte Sion a Gerusalemme”, ha dichiarato mercoledì il Ministero degli Affari Esteri israeliano in un tweet.

Storia di un’aggressione

Il 27 dicembre 2022, dozzine di coloni hanno preso d’assalto il terreno di 5.000 m2 a Silwan, a sud della Città Vecchia di Gerusalemme, sotto la protezione della polizia israeliana.

Il Patriarcato greco-ortodosso ha denunciato il raid dei coloni come una “chiara violazione” delle sue proprietà a Gerusalemme.

“Questo gruppo radicale non ha alcun diritto o appiglio giuridico a suo favore che consenta loro di entrare o occupare la terra”, si legge in una nota.

Il Patriarcato ha fatto riferimento al fatto che, due anni fa, un’associazione di coloni ha tentato di impossessarsi degli hotel Imperial e Little Petra situati in piazza Omar Ibn Al Khattab nella Città Vecchia di Gerusalemme.

Condanna in attesa di punizione

L’ex vescovo della Chiesa evangelica luterana in Terra Santa, Munib Younan, ha dichiarato: “L’attacco a un cimitero che racconta la storia dei luterani dal XIX secolo è la prova dell’odio degli aggressori”.

Durante la sua intervista con l’agenzia Anadolu, Younan ha affermato che l’attacco al cimitero “è inaccettabile e non solo dovrebbe essere condannato, ma i responsabili devono essere anche puniti”.

Ha sottolineato che gli aggressori “miravano a impadronirsi della Porta di Hebron impossessandosi degli hotel Imperial e Petra, il che avrebbe portato al controllo del pellegrinaggio cristiano locale e internazionale alla Chiesa del Santo Sepolcro nella Città Vecchia”.

Restrizione deliberata

I recenti attacchi non si sono limitati ai beni della Chiesa luterana, ma hanno incluso anche quelli di altre denominazioni cristiane, comprese quelle di proprietà della Chiesa greco-ortodossa.

Il portavoce del Patriarcato greco-ortodosso, padre Issa Musleh, ha dichiarato: “Gli estremisti attaccano chiese e monasteri, così come la sacra moschea di Al-Aqsa”.

Musleh ha affermato che “la presenza di un governo di estrema destra in Israele non spaventa solo noi ma il mondo intero”.

Contro ignoti

Nel corso degli anni, Wadih Abu Nassar, portavoce del Consiglio dei responsabili delle Chiese cattoliche di Gerusalemme, ha seguito [le indagini su, ndt.] numerosi attentati insieme alle autorità israeliane.

“Non stiamo parlando di singoli attacchi ma piuttosto di decine di attacchi negli ultimi anni, la maggior parte dei quali”, ha osservato, “sono stati archiviati come contro ignoti”.

“Questa situazione non può essere accettata”, ha aggiunto Abu Nassar. “I migliori servizi di sicurezza devono essere utilizzati per fermare i crimini d’odio e consegnare i colpevoli alla giustizia”.

Ha messo in guardia contro lo sviluppo futuri attacchi e la loro violazione dei cimiteri.

“La continuazione degli attacchi porterà i loro autori a credere di essere intoccabili, i loro attacchi non si fermeranno ai cimiteri”, ha osservato Abu Nassar.

Ha anche sottolineato che “i crimini d’odio derivano da un problema educativo”, aggiungendo: “È necessaria una soluzione radicale”.

Attacchi con aggravanti di odio.

Abu Nassar racconta esempi di come le autorità israeliane affrontano con leggerezza i crimini di odio.

“Nel caso dell’attacco alla Chiesa della Grotta del Getsemani a Gerusalemme l’aggressore è stato arrestato, poi dichiarato infermo di mente”, sottolinea e spiega: “Le autorità israeliane si comportano in modo strano con tali crimini da parte di simili infermi di mente. Se l’aggressione è documentata attraverso le telecamere, le autorità dicono che i volti sono sfocati e quando gli aggressori vengono arrestati, sono sempre malati di mente”.

Aggiunge: “Non escludo che nel mirino ci sia la presenza cristiana, secondo alcuni fondamentalisti ebrei il cristiano è un nemico. Ci sono dimensioni ideologiche, non solo politiche, così come non escludo che per alcuni si tratti di odio”

Le opinioni espresse in questo articolo appartengono all’autore e non riflettono necessariamente la politica editoriale di Middle East Monitor.

(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)