Nella denuncia per l’uccisione di Hind Rajab sono stati identificati decine di soldati israeliani

Redazione di MEE

21 ottobre 2025 – Middle East Eye

La Fondazione Hind Rajab ha rintracciato i presunti assassini della bambina palestinese e dei suoi familiari

Martedì la Hind Rajab Foundation [Fondazione Hind Rajab] (HRF) ha annunciato di aver identificato un’altra ventina di soldati israeliani che ha denunciato alla Corte Penale Internazionale (CPI) per il loro ruolo nell’uccisione di Hind Rajab.

L’HRF prende il nome dal Rajab, la bambina palestinese di 6 anni uccisa lo scorso anno da una raffica di proiettili israeliani a Gaza durante il genocidio di Israele contro il popolo palestinese.

Tra le persone identificate ci sono tre comandanti di alto grado di cui la fondazione ha fatto pubblicamente i nomi: il colonnello Beni Aharon, comandante della 401sima brigata corazzata, già oggetto di una denuncia presso la CPI; il tenente colonnello Daniel Ella, comandante del 52simo battaglione corazzato; il maggiore Sean Glass, comandante della compagnia Impero del Vampiro [che fa parte della 52sima brigata, ndt.].

Si ritiene che Ella e Glass siano stati i diretti responsabili dell’uccisione sul terreno.

Altri 22 soldati che operano nella compagnia Impero del Vampiro saranno citati per nome e cognome “progressivamente, in quanto le denunce a livello nazionale sono presentate in Paesi diversi,” ha affermato HRF in un comunicato.

Sulla scia del documentario di un’ora Ma Khafiya Aatham (La punta dell’iceberg) messo in onda su Al Jazeera in arabo insieme alla fondazione, la HRF ha affermato di aver presentato un documento di 120 pagine in base all’articolo 15, denunciando questi soldati alla CPI.

L’articolo 15 dello Statuto di Roma, che ha creato la CPI, stabilisce che il procuratore “deve iniziare indagini… sulla base di informazioni su crimini [commessi] all’interno della giurisdizione della Corte”, e “deve esaminare la fondatezza delle informazioni ricevute.”

Il documento “include prove digitali, satellitari e medico-legali esaustive che confermano che i carrarmati Merkava IV della Compagnia Impero del Vampiro hanno sparato ripetutamente contro la Kia Picanto nera in cui Hind e i suoi familiari erano intrappolati e in seguito hanno preso di mira l’ambulanza inviata per salvarla,” afferma la HRF.

“L’attacco è stato effettuato nella totale consapevolezza dello status di civili protetti delle vittime, in seguito a un precedente coordinamento [per concordare il salvataggio, ndt.] tra la Croce Rossa Palestinese e le autorità israeliana,” aggiunge.

“La squadra di avvocati della Fondazione conclude che, in base agli articoli 6, 7 e 8 dello Statuto di Roma, queste azioni rappresentano crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.”

La HRF ha già in corso una causa penale in Argentina contro Itay Cukierkopf, un membro della squadra di carristi citata nella sua denuncia alla CPI.

Macchina della giustizia”

Per due anni i soldati israeliani hanno inviato post su TikTok, Instagram, YouTube e su altre reti sociali vantandosi delle loro operazioni a Gaza.

La HRF ha utilizzato queste stesse prove per dare seguito alle accuse di crimini di guerra contro di loro in tutto il mondo.

“Non puoi massacrare persone, filmarti mentre lo fai, vantartene in giro per il mondo, confessare le tue azioni e poi continuare come se niente fosse, sederti vicino a me in un caffè a Bruxelles,” aveva detto in precedenza a Middle East Eye Dyab Abou Jahjah, il presidente della HRF.

Stiamo dando la caccia ai criminali di guerra ovunque vadano.”

Abou Jahjah ha rivelato che all’inizio del 2025 la Fondazione aveva raccolto più di 8.000 prove riguardanti presunti crimini di guerra da parte di soldati israeliani a Gaza.

“Le prove sono là,” aveva detto. “La sfida è trasformarle in un processo giudiziario.”

Il lavoro della HRF si concentra su una condotta processuale aggressiva e su una duplice strategia per chiamare [gli imputati] a risponderne, prendendo di mira due categorie di soldati: israeliani che hanno la cittadinanza di un Paese in cui può essere avviata una causa giudiziaria e soldati che sono in viaggio e che non sono cittadini dei Paesi di destinazione. “Non ci consideriamo una ong, ma una macchina della giustizia,” ha detto a MEE Abou Jahjah.

La Hind Rajab Foundation prende il suo nome in onore della bambina palestinese di 6 anni la cui morte per mano di soldati israeliani il 29 gennaio 2024 è diventata il simbolo delle estesissime violazioni del diritto umanitario internazionale commesse dalle forze israeliane.

Nel giugno 2024 un’indagine ha rivelato che Rajab e cinque membri della sua famiglia erano stati colpiti dall’esercito israeliano con 335 proiettili mentre tentavano di scappare dal nord di Gaza nella loro auto.

Per tre ore Hind rimase l’unica sopravvissuta, intrappolata insieme ai suoi parenti uccisi. Alla disperata ricerca di aiuto chiamò i paramedici della Mezzaluna Rossa Palestinese, ma Yusuf al-Zeino e Ahmed al-Madhoun vennero entrambi uccisi dalle forze israeliane prima che potessero salvarla.

Una straziante registrazione dell’ultima telefonata di Hind, resa pubblica dopo i fatti, ha conservato le sue agghiaccianti suppliche: “Ho paura del buio, venite a prendermi.”

Ora si prevede che il prossimo anno un lungometraggio sulla sua tragedia vincerà l’Oscar come miglior film in lingua straniera.

Oltre 67.000 palestinesi sono morti nella guerra contro Gaza.

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)




“Innegabile” – Indagine conferma la presenza dell’esercito israeliano quando Hind Rajab è stata uccisa a Gaza

Redazione

8 ottobre 2024 – Palestine Chronicle

Sky News ha analizzato immagini satellitari e comunicati stampa rilasciati dall’esercito israeliano e ha intervistato esperti di armi e di medicina legale.

Anche se l’esercito israeliano nega di essersi trovato nella zona il giorno in cui Hind Rajab, 6 anni, è stata uccisa a Gaza insieme a sei membri della sua famiglia, un’indagine di Sky News ha scoperto che la presenza dell’esercito nella zona è “innegabile”. Anche due paramedici che stavano cercando di salvarla sono stati uccisi.

L’emittente televisiva ha analizzato immagini satellitari e comunicati stampa dell’esercito israeliano e ha intervistato esperti di armi e di medicina legale.

I fatti risalgono al 29 di gennaio, quando Hind e i suoi parenti stavano cercando di scappare dal quartiere di Tel al Hawa, che – come ha riportato l’agenzia di stampa Anadolu – quel giorno era sotto attacco israeliano.

La famiglia si è divisa in due gruppi. Mentre i più si sono messi in marcia, Hind è salita su una piccola automobile nera con altre sei persone, segnatamente: lo zio della madre, Bashar Hamada; sua moglie, Ana’am; i loro quattro figli Layan, Raghad, Sarah e Mohammad.

Pochi minuti dopo la partenza, l’automobile è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco nelle vicinanze di un distributore di benzina, a soli 350 metri dal suo punto di partenza.

La madre di Hind, Wissam Hamada, che era a piedi, ha assistito all’attacco ma non si è subito resa conto che l’auto di sua figlia era presa di mira.

Urla disperate

Dopo ore di tentativi per mettersi in contatto con i passeggeri del veicolo, la quindicenne Layan è riuscita a rispondere a una telefonata. Ha raccontato che tutte le persone all’interno “dormivano” e che lei e Hind erano state ferite.

Infine Layan ha passato il telefono a Hind, le cui disperate urla di aiuto sono state presto zittite da nuovi colpi di arma da fuoco.

La Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha tentato di inviare un’ambulanza ma ha richiesto l’autorizzazione da parte dell’esercito, dovendo entrare in quella che era diventata un’area militare soggetta a restrizioni.

Nonostante dopo diverse ore avesse ricevuto il via libera, l’operazione di salvataggio è finita in tragedia. Un colpo di artiglieria ha distrutto l’ambulanza partita dall’ospedale Al-Ahli mentre si avvicinava alla scena, uccidendo entrambi i paramedici a bordo.

Presenza di veicoli militari

Gli analisti di Sky News hanno ottenuto immagini satellitari ed esaminato i comunicati stampa dell’esercito israeliano, giungendo alla conclusione che diversi veicoli militari erano in azione nelle immediate vicinanze al momento dei fatti, contrariamente alle dichiarazioni dell’esercito israeliano.

L’emittente ha preso in esame le immagini satellitari del 29 gennaio, il giorno dell’attacco in questione.

“Si vedono almeno 15 veicoli militari nel quartiere di Tel al Hawa – dove è stata trovata l’automobile della famiglia. Il veicolo militare più vicino è a soli 300 metri. Una di queste foto è stata scattata alle 16.31 ora locale – poco più di un’ora prima che la Croce Rossa Palestinese ricevesse l’autorizzazione a mandare un’ambulanza”, si legge nell’articolo.

“Le immagini satellitari scattate nei giorni successivi all’attacco mostrano quanto consistente sia rimasta la presenza dell’esercito, con almeno 13 veicoli militari il 7 febbraio. Un giorno dopo, l’8 di febbraio, almeno nove veicoli militari sono stati visti nelle vicinanze dell’Università Islamica di Gaza”, prosegue l’articolo.

Arma di grosso calibro”

L’esercito israeliano ha dapprima negato ogni coinvolgimento, per poi ritirare un comunicato stampa che invece ne tradiva la presenza nel quartiere di Tel al Hawa al momento dell’attacco.

I danni subiti dall’ambulanza, che giorni dopo è stata ritrovata carbonizzata e abbandonata, suggeriscono che sia stata colpita da un’arma di grosso calibro, mentre l’automobile della famiglia recava decine di fori di proiettile sul fianco destro.

Sky News ha analizzato riprese sia della macchina che dell’ambulanza allo scopo di accertare i danni ai veicoli. Citando Amael Kotlarski, un dirigente del settore armamenti di JANES, agenzia privata che si occupa di analisi di sicurezza e difesa [tra le più accreditate al mondo nel campo dell’OSINT, ovvero intelligence basata sulla raccolta e analisi di dati pubblicamente disponibili, n.d.t.], riferisce che i danni dimostrano che “l’ambulanza è stata colpita da ‘un’arma di grosso calibro’, il proiettile della quale ha lasciato un foro di uscita riconoscibile sul retro del veicolo”.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che, a causa dei ripetuti episodi in cui i paramedici sono stati presi di mira dall’esercito israeliano, le sue ambulanze non entrano in zone militari in assenza di previa autorizzazione.

Secondo l’esercito israeliano tuttavia l’ambulanza non avrebbe fatto alcuna particolare richiesta autorizzazione, dato che al momento non c’erano forze dispiegate nell’area.

Voglio giustizia”

Sky News ha detto di aver “geolocalizzato i filmati divulgati dall’esercito israeliano il 10 febbraio, che mostrano tre unità – la 401ma brigata, Shayetet 13 e il 52mo battaglione – in azione a meno di 650 metri dall’automobile in cui Hind è stata trovata”.

“Mentre non è chiaro in quale data precisa siano stati realizzati i filmati divulgati, la presenza dell’esercito israeliano nella zona è innegabile”, afferma l’emittente.

La madre di Hind, Wissam Hamada, chiede che “coloro che hanno commesso questo crimine spietato” siano “chiamati a risponderne”.

“Voglio giustizia per mia figlia”, ha detto a Sky News.

Il 30 aprile, gli studenti in protesta della Columbia University hanno occupato Hamilton Hall e l’hanno ribattezzata Hind’s Hall, lasciando cadere un grande striscione dalle finestre sopra l’ingresso dell’edificio.

Macklemore, cantante e autore americano, ha intitolato in suo onore due canzoni, Hind’s Hall e Hind’s Hall 2.

(PC, Anadolu)

(Traduzione dall’inglese di Giacomo Coggiola)