I massimi inquirenti legali delle Nazioni Unite concludono che Israele è colpevole di genocidio a Gaza
Sondos Asem
16 settembre 2025 – Middle East Eye
Il rapporto più autorevole delle Nazioni Unite sul genocidio apre la strada alla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia, sostengono i suoi autori
Nella pronuncia più autorevole fino ad oggi il principale organo investigativo delle Nazioni Unite su Palestina e Israele ha stabilito martedì 16 settembre che Israele è colpevole del crimine di genocidio a Gaza.
Il rapporto di 72 pagine della commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite su Palestina e Israele rileva che Israele ha commesso quattro dei cinque atti proibiti dalla Convenzione sul Genocidio del 1948 e che i leader israeliani hanno espresso l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza come gruppo.
La conclusione fa eco ai rapporti di organizzazioni per i diritti umani palestinesi, israeliane e internazionali che sono giunte alla stessa conclusione nell’ultimo anno.
Ma questa è la prima indagine legale completa condotta da un organo delle Nazioni Unite e funge da linea guida per una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) che attualmente sta esaminando una denuncia del Sudafrica che accusa Israele di genocidio. Si prevede che la conclusione del caso presso la Corte Internazionale di Giustizia richiederà diversi anni.
Navi Pillay, presidente della commissione, ha dichiarato a Middle East Eye: “Per arrivare alla conclusione della responsabilità di Israele per la sua condotta a Gaza la commissione ha utilizzato lo standard giuridico stabilito dalla Corte Internazionale di Giustizia. Si tratta quindi della conclusione più autorevole finora emessa dalle Nazioni Unite”.
“Il rapporto delle Nazioni Unite rimarrà la dichiarazione più autorevole fino a quando la Corte Internazionale di Giustizia non avrà finito il suo lavoro e si sarà pronunciata sul caso di genocidio intentato contro Israele”.
“I rapporti prodotti dalle Nazioni Unite, compresi quelli di una commissione d’inchiesta, hanno un valore probatorio particolare e possono essere considerati affidabili da tutti i tribunali nazionali e internazionali”.
Pilay, un’eminente giurista che in precedenza ha ricoperto il ruolo di Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e Presidente del Tribunale Penale Internazionale per il Ruanda, ha affermato che tutti gli Stati hanno l’obbligo giuridico inequivocabile di impedire il genocidio a Gaza. Ha inoltre esortato il governo del Regno Unito a rivedere la sua posizione sul genocidio di Gaza, incluso il suo rifiuto di etichettarlo come tale. “L’obbligo di prevenire il genocidio sorge quando gli Stati vengono a conoscenza dell’esistenza di un grave rischio di genocidio e quindi gli Stati, incluso il Regno Unito, devono agire senza dover attendere una decisione giudiziaria per impedirlo”, ha affermato.
Un altro membro della commissione, Chris Sidoti, ha dichiarato a MEE che gli Stati devono agire ora per prevenire il genocidio. “Non ci sono scuse per non agire ora”, ha affermato.
Il rapporto dovrebbe essere presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ottobre.
Il rapporto invita gli Stati membri delle Nazioni Unite ad adottare diverse misure, tra cui l’interruzione dei trasferimenti di armi a Israele e l’imposizione di sanzioni contro Israele e individui o società coinvolti o che facilitano il genocidio o l’incitamento a commetterlo. Il rapporto conclude che Israele ha commesso un genocidio contro i palestinesi a Gaza dal 7 ottobre 2023, coprendo il periodo da tale data al 31 luglio 2025.
Si afferma che Israele ha commesso quattro atti di genocidio:
1. Uccisione di membri del gruppo: i palestinesi sono stati uccisi in gran numero attraverso attacchi diretti contro civili, persone protette e infrastrutture civili vitali, nonché mediante la creazione deliberata di condizioni che hanno portato alla morte.
2-Gravi danni fisici o mentali: i palestinesi hanno subito torture, stupri, aggressioni sessuali, sfollamenti forzati e gravi maltrattamenti durante la detenzione, oltre ai diffusi attacchi contro i civili e l’ambiente.
3. Infliggere condizioni di vita calcolate per distruggere il gruppo: Israele ha deliberatamente imposto condizioni di vita disumane a Gaza tra cui la distruzione di infrastrutture essenziali, la negazione di cure mediche, sfollamenti forzati, il blocco di cibo, acqua, carburante ed elettricità, la violenza sulle donne incinte e la fame come metodo di guerra. I bambini sono stati particolarmente presi di mira.
4.Impedire le nascite all’interno del gruppo: l’attacco alla più grande clinica per la fertilità di Gaza ha distrutto migliaia di embrioni, campioni di sperma e ovuli. Gli esperti hanno affermato alla commissione che ciò avrebbe impedito a migliaia di bambini palestinesi di nascere.
Intento genocida
Oltre agli atti genocidi l’inchiesta ha concluso che le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno l’intento genocida di distruggere, in tutto o in parte, i palestinesi nella Striscia di Gaza.
L’intento genocida è spesso il più difficile da dimostrare in qualsiasi caso di genocidio. Tuttavia, gli autori del rapporto hanno trovato “prove pienamente conclusive” di tale intento.
Come prova diretta dell’intento genocida hanno citato dichiarazioni rilasciate dalle autorità israeliane, tra cui il Presidente Isaac Herzog, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant, che ha ricoperto la carica di Ministro della Difesa per gran parte della guerra.
Hanno inoltre rilevato che i tre leader hanno commesso il reato di incitamento al genocidio, un reato sostanziale ai sensi dell’Articolo III della Convenzione, indipendentemente dal fatto che il genocidio sia stato commesso.
Inoltre, sulla base di prove circostanziali, la commissione ha ritenuto che l’intento genocida fosse “l’unica deduzione ragionevole” che si potesse trarre dal modello di condotta delle autorità israeliane. Questo è lo stesso standard di prova che sarà utilizzato dalla Corte Internazionale di Giustizia nel suo attuale procedimento contro Israele.
La commissione ha affermato di aver identificato sei modelli di condotta delle forze israeliane a Gaza che supportano l’ipotesi di un intento genocida:
1. Uccisioni di massa: dal 7 ottobre 2023 le forze israeliane hanno ucciso e gravemente ferito un numero senza precedenti di palestinesi, per lo più civili, utilizzando munizioni pesanti in aree densamente popolate. Secondo il rapporto al 15 luglio 2025 l’83% delle vittime erano civili. Quasi la metà erano donne e bambini.
2. Distruzione della cultura: la sistematica distruzione di case, scuole, moschee, chiese e siti culturali è stata citata come prova di un tentativo di cancellare l’identità palestinese.
3. Sofferenza deliberata: nonostante tre ordinanze provvisorie della Corte Internazionale di Giustizia e ripetuti avvertimenti internazionali, Israele ha continuato le sue politiche sapendo che i palestinesi erano intrappolati e impossibilitati a fuggire, ha affermato la commissione.
4. Collasso dell’assistenza sanitaria: le forze israeliane hanno preso di mira il sistema sanitario di Gaza attaccando ospedali, uccidendo e abusando il personale medico e bloccando forniture vitali e l’evacuazione dei pazienti.
5. Violenza sessuale: gli investigatori hanno documentato torture a sfondo sessuale, stupri e altre forme di violenza di genere descrivendole come strumenti di punizione collettiva.
6. Prendere di mira i minori: i bambini sono stati colpiti da cecchini e droni, anche durante le evacuazioni e nei rifugi, e alcuni sono stati uccisi mentre sventolavano bandiere bianche.
“I leader politici e militari israeliani sono agenti dello Stato di Israele, pertanto i loro atti sono attribuibili allo Stato di Israele”, si legge nel rapporto.
“Lo Stato di Israele è responsabile dell’incapacità di prevenire il genocidio, dell’attuazione di un genocidio e dell’incapacità di punire il genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza”.
Chi sono gli investigatori delle Nazioni Unite?
La commissione d’inchiesta, composta da tre membri, è stata istituita nel maggio 2021 dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (HRC-CDU) con sede a Ginevra con un mandato permanente per indagare le violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani nella Palestina occupata e in Israele a partire da aprile 2021.
La commissione ha il compito di riferire annualmente al CDU e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. I suoi membri sono esperti indipendenti, non retribuiti dalle Nazioni Unite, con un mandato a tempo indeterminato.
I rapporti della commissione sono molto autorevoli e ampiamente citati da organismi giuridici internazionali, tra cui la Corte Internazionale di Giustizia e la Corte Penale Internazionale dell’Aia.
Negli ultimi quattro anni ha prodotto alcuni dei rapporti più dirompenti sulle violazioni del diritto internazionale in Israele e Palestina.
Dal 7 ottobre 2023 la commissione ha pubblicato tre rapporti e tre documenti sulle violazioni del diritto internazionale per opera di diversi attori. Precedenti rapporti hanno concluso che le forze israeliane hanno commesso crimini contro l’umanità e crimini di guerra a Gaza, tra cui, tra gli altri, sterminio, tortura, stupro, violenza sessuale e fame come metodo di guerra. Hanno anche concluso che a Gaza sono stati commessi due atti di genocidio
I suoi tre membri sono eminenti esperti di diritti umani e giuristi.
Pillay è stata Alta Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2008 al 2014. In precedenza ha ricoperto il ruolo di giudice presso la Corte Internazionale di Giustizia e ha presieduto il tribunale ad hoc delle Nazioni Unite per il Ruanda.
Miloon Kothari è stato il primo relatore speciale delle Nazioni Unite sull’alloggio adeguato tra il 2000 e il 2008, mentre Sidoti è l’ex commissario australiano per i diritti umani e in precedenza è stato membro della Missione Internazionale Indipendente di inchiesta delle Nazioni Unite sul Myanmar dal 2017 al 2019.
(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)