“Innegabile” – Indagine conferma la presenza dell’esercito israeliano quando Hind Rajab è stata uccisa a Gaza

Redazione

8 ottobre 2024 – Palestine Chronicle

Sky News ha analizzato immagini satellitari e comunicati stampa rilasciati dall’esercito israeliano e ha intervistato esperti di armi e di medicina legale.

Anche se l’esercito israeliano nega di essersi trovato nella zona il giorno in cui Hind Rajab, 6 anni, è stata uccisa a Gaza insieme a sei membri della sua famiglia, un’indagine di Sky News ha scoperto che la presenza dell’esercito nella zona è “innegabile”. Anche due paramedici che stavano cercando di salvarla sono stati uccisi.

L’emittente televisiva ha analizzato immagini satellitari e comunicati stampa dell’esercito israeliano e ha intervistato esperti di armi e di medicina legale.

I fatti risalgono al 29 di gennaio, quando Hind e i suoi parenti stavano cercando di scappare dal quartiere di Tel al Hawa, che – come ha riportato l’agenzia di stampa Anadolu – quel giorno era sotto attacco israeliano.

La famiglia si è divisa in due gruppi. Mentre i più si sono messi in marcia, Hind è salita su una piccola automobile nera con altre sei persone, segnatamente: lo zio della madre, Bashar Hamada; sua moglie, Ana’am; i loro quattro figli Layan, Raghad, Sarah e Mohammad.

Pochi minuti dopo la partenza, l’automobile è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco nelle vicinanze di un distributore di benzina, a soli 350 metri dal suo punto di partenza.

La madre di Hind, Wissam Hamada, che era a piedi, ha assistito all’attacco ma non si è subito resa conto che l’auto di sua figlia era presa di mira.

Urla disperate

Dopo ore di tentativi per mettersi in contatto con i passeggeri del veicolo, la quindicenne Layan è riuscita a rispondere a una telefonata. Ha raccontato che tutte le persone all’interno “dormivano” e che lei e Hind erano state ferite.

Infine Layan ha passato il telefono a Hind, le cui disperate urla di aiuto sono state presto zittite da nuovi colpi di arma da fuoco.

La Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha tentato di inviare un’ambulanza ma ha richiesto l’autorizzazione da parte dell’esercito, dovendo entrare in quella che era diventata un’area militare soggetta a restrizioni.

Nonostante dopo diverse ore avesse ricevuto il via libera, l’operazione di salvataggio è finita in tragedia. Un colpo di artiglieria ha distrutto l’ambulanza partita dall’ospedale Al-Ahli mentre si avvicinava alla scena, uccidendo entrambi i paramedici a bordo.

Presenza di veicoli militari

Gli analisti di Sky News hanno ottenuto immagini satellitari ed esaminato i comunicati stampa dell’esercito israeliano, giungendo alla conclusione che diversi veicoli militari erano in azione nelle immediate vicinanze al momento dei fatti, contrariamente alle dichiarazioni dell’esercito israeliano.

L’emittente ha preso in esame le immagini satellitari del 29 gennaio, il giorno dell’attacco in questione.

“Si vedono almeno 15 veicoli militari nel quartiere di Tel al Hawa – dove è stata trovata l’automobile della famiglia. Il veicolo militare più vicino è a soli 300 metri. Una di queste foto è stata scattata alle 16.31 ora locale – poco più di un’ora prima che la Croce Rossa Palestinese ricevesse l’autorizzazione a mandare un’ambulanza”, si legge nell’articolo.

“Le immagini satellitari scattate nei giorni successivi all’attacco mostrano quanto consistente sia rimasta la presenza dell’esercito, con almeno 13 veicoli militari il 7 febbraio. Un giorno dopo, l’8 di febbraio, almeno nove veicoli militari sono stati visti nelle vicinanze dell’Università Islamica di Gaza”, prosegue l’articolo.

Arma di grosso calibro”

L’esercito israeliano ha dapprima negato ogni coinvolgimento, per poi ritirare un comunicato stampa che invece ne tradiva la presenza nel quartiere di Tel al Hawa al momento dell’attacco.

I danni subiti dall’ambulanza, che giorni dopo è stata ritrovata carbonizzata e abbandonata, suggeriscono che sia stata colpita da un’arma di grosso calibro, mentre l’automobile della famiglia recava decine di fori di proiettile sul fianco destro.

Sky News ha analizzato riprese sia della macchina che dell’ambulanza allo scopo di accertare i danni ai veicoli. Citando Amael Kotlarski, un dirigente del settore armamenti di JANES, agenzia privata che si occupa di analisi di sicurezza e difesa [tra le più accreditate al mondo nel campo dell’OSINT, ovvero intelligence basata sulla raccolta e analisi di dati pubblicamente disponibili, n.d.t.], riferisce che i danni dimostrano che “l’ambulanza è stata colpita da ‘un’arma di grosso calibro’, il proiettile della quale ha lasciato un foro di uscita riconoscibile sul retro del veicolo”.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato che, a causa dei ripetuti episodi in cui i paramedici sono stati presi di mira dall’esercito israeliano, le sue ambulanze non entrano in zone militari in assenza di previa autorizzazione.

Secondo l’esercito israeliano tuttavia l’ambulanza non avrebbe fatto alcuna particolare richiesta autorizzazione, dato che al momento non c’erano forze dispiegate nell’area.

Voglio giustizia”

Sky News ha detto di aver “geolocalizzato i filmati divulgati dall’esercito israeliano il 10 febbraio, che mostrano tre unità – la 401ma brigata, Shayetet 13 e il 52mo battaglione – in azione a meno di 650 metri dall’automobile in cui Hind è stata trovata”.

“Mentre non è chiaro in quale data precisa siano stati realizzati i filmati divulgati, la presenza dell’esercito israeliano nella zona è innegabile”, afferma l’emittente.

La madre di Hind, Wissam Hamada, chiede che “coloro che hanno commesso questo crimine spietato” siano “chiamati a risponderne”.

“Voglio giustizia per mia figlia”, ha detto a Sky News.

Il 30 aprile, gli studenti in protesta della Columbia University hanno occupato Hamilton Hall e l’hanno ribattezzata Hind’s Hall, lasciando cadere un grande striscione dalle finestre sopra l’ingresso dell’edificio.

Macklemore, cantante e autore americano, ha intitolato in suo onore due canzoni, Hind’s Hall e Hind’s Hall 2.

(PC, Anadolu)

(Traduzione dall’inglese di Giacomo Coggiola)




Entro 48 ore tutti i centri sanitari di Gaza cesseranno di funzionare – Ministero della Salute

Redazione di Palestine Chronicle

30 giugno 2024 – The Palestine Chronicle

Domenica il Ministero della Sanità di Gaza ha dichiarato che entro 48 ore gli ospedali e le stazioni di ossigeno in tutta la Striscia cesseranno le operazioni in seguito allesaurimento del carburante causato dalla guerra israeliana in corso.

In una dichiarazione il Ministero ha avvertito che entro 48 ore i restanti ospedali, centri sanitari e stazioni di ossigeno smetteranno di funzionare”.

Il Ministero ha osservato che questa situazione è prevista a causa dellesaurimento del carburante necessario per il funzionamento dei generatori, del quale Israele impedisce lingresso a Gaza insieme ad altre forniture essenziali come medicine e cibo, in un quadro di inasprimento delle restrizioni nei confronti della Striscia”.

Ha rilevato che le scorte di carburante sono quasi esaurite nonostante le rigorose misure di austerità attuate dal Ministero per conservare le scorte rimanenti il ​​più a lungo possibile, data l’insufficiente quantità disponibile per il funzionamento”.

Il ministero ha esortato tutte le organizzazioni internazionali e umanitarie pertinenti a intervenire tempestivamente fornendo il carburante necessario, nonché i generatori elettrici e i pezzi di ricambio necessari per la manutenzione”.

Venerdì Hossam Abu Safiya, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza, ha affermato che l’ospedale avrebbe cessato a breve le operazioni a causa della carenza di carburante necessario per i suoi generatori elettrici.

La PRCS evacua

Domenica la Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) ha evacuato la sua sede amministrativa temporanea nel sud della Striscia di Gaza a causa degli attacchi israeliani nella zona.

L’organizzazione “ha evacuato completamente la sua sede amministrativa temporanea nell’area di Mawasi Khan Younis a causa della caduta di schegge sull’edificio e dei bombardamenti diretti, che costituivano un pericolo per il personale che lavora all’interno”, ha affermato sabato su X.

Larea di Al-Mawasi è stata designata dallesercito israeliano come rifugio sicuroper i palestinesi in seguito allinvasione di terra di Rafah allinizio di maggio.

Tuttavia le forze israeliane hanno attaccato l’area da quando i palestinesi già precedentemente sfollati e rifugiatisi a Rafah sono stati costretti a sfollare ad Al-Mawasi.

Genocidio in corso

Attualmente sotto processo davanti alla Corte Internazionale di Giustizia per genocidio contro i palestinesi, dal 7 ottobre Israele sta conducendo una guerra devastante contro Gaza.

Secondo il Ministero della Sanità di Gaza nel genocidio israeliano in corso a Gaza 37.877 palestinesi sono stati uccisi e 86.969 feriti.

Inoltre in tutta la Striscia almeno 7.000 persone risultano disperse, presumibilmente morte, sotto le macerie delle loro case.

Organizzazioni palestinesi e internazionali affermano che la maggior parte delle persone uccise e ferite sono donne e minori.

La guerra israeliana ha provocato una grave carestia, soprattutto nel nord di Gaza, con la morte di molti palestinesi, soprattutto minori.

Laggressione israeliana ha anche provocato lo sfollamento forzato di quasi due milioni di persone provenienti da tutta la Striscia di Gaza, di cui la stragrande maggioranza costretti a rifugiarsi nella città meridionale, densamente affollata, di Rafah, vicino al confine con lEgitto in quello che è diventato il più grande esodo di massa in Palestina a partire dalla Nakba del 1948.

Israele afferma che il 7 ottobre, durante loperazione ‘Al-Aqsa Flood’ (‘Tempesta di Al-Aqsa’, ndtr.), sono stati uccisi 1.200 soldati e civili. I media israeliani hanno pubblicato rapporti che suggeriscono che quel giorno molti israeliani sarebbero stati uccisi dal fuoco amico”.

(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)