Perché Israele ha messo fuori legge l’UNRWA e cosa questo potrebbe significare per i rifugiati palestinesi
Qassam Muaddi
29 ottobre 2024 Mondoweiss
Israele ha vietato il lavoro dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi come parte di una campagna in corso per cancellare i diritti dei rifugiati palestinesi. Il commissario generale dell’UNRWA ha affermato che la legge sacrificherà “un’intera generazione di bambini”.
Lunedì 28 ottobre la Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato un disegno di legge che mette al bando ed espelle l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e il Lavoro dei rifugiati palestinesi (UNRWA) da Israele e da Gerusalemme Est. Il disegno di legge è stato presentato da due membri della Knesset, Dan Illouz, nato in Canada, del partito Likud [il partito di Netanyahu, ndt.], e Yulia Malinovski, nata in Ucraina, del partito Yisrael Beiteinu [partito nazionalista di destra, ndt.]. Era stato approvato in prima battuta dalla Commissione per la Sicurezza e gli Affari Esteri della Knesset a metà ottobre. La Knesset, che conta 120 seggi, lunedì ha votato il disegno di legge in scrutinio finale con una schiacciante maggioranza di 92 voti a favore e solo 10 contrari, trasformandolo in legge. Dovrebbe entrare in vigore tra 90 giorni.
La legge proibisce tutte le attività dell’UNRWA, incluso il provvedere servizi essenziali ai rifugiati palestinesi. Vieta inoltre a tutti i funzionari israeliani di comunicare con l’UNRWA, ordina la chiusura dei suoi uffici e revoca tutte le esenzioni fiscali, lo status diplomatico e i visti d’ingresso all’UNRWA e al suo personale. La legge proibisce specificamente le attività dell’UNRWA “nel territorio di Israele”. Le attività dell’UNRWA sono principalmente in Cisgiordania e a Gaza, e i suoi uffici principali sono a Gerusalemme Est, tutti luoghi che secondo il diritto internazionale non fanno parte del territorio di Israele. Tuttavia Israele ha annesso Gerusalemme Est nel 1981, il che rende la legge applicabile agli uffici e alle strutture dell’UNRWA che sono lì.
Comunque Israele controlla effettivamente anche la Cisgiordania e Gaza e tratta la Cisgiordania come parte del suo territorio, sebbene non l’abbia ancora ufficialmente annessa. In altre parole, cosa significhi questa legge per le principali attività dell’UNRWA in queste aree resta poco chiaro. “Se Israele decidesse di applicare questa legge in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza significherebbe che più di 2,9 milioni di palestinesi in circa 30 campi profughi non avrebbero più scuole, assistenza medica, raccolta dei rifiuti e altri servizi municipali”, ha detto a Mondoweiss Lubna Shomali, direttrice di BADIL, Centro Risorse per la Residenza Palestinese e i Diritti dei Rifugiati.
Poiché Israele continua la sua campagna per spopolare forzatamente la parte settentrionale di Gaza, e i suoi leader chiedono apertamente l’annessione ufficiale della Cisgiordania, è plausibile che Israele possa applicare il suo bando dell’UNRWA anche in quelle aree. Questa decisione porrebbe fine a gran parte del lavoro dell’UNRWA e ai servizi che ha fornito per 76 anni, e metterebbe a rischio milioni di rifugiati palestinesi.
La campagna israeliana contro l’UNRWA
La legge arriva dopo mesi di sforzi israeliani per screditare l’UNRWA, tra cui l’accusa che 12 dei suoi dipendenti avrebbero partecipato agli attacchi del 7 ottobre. Il comitato indipendente delle Nazioni Unite che ha esaminato le accuse di Israele e il capo degli affari umanitari dell’UE hanno rilevato che Israele non ha fornito alcuna prova a sostegno delle sue accuse. Tuttavia Israele ha comunque esercitato pressioni diplomatiche sui paesi membri delle Nazioni Unite affinché tagliassero i fondi all’UNRWA.
La campagna contro l’UNRWA ha toccato anche gli Stati Uniti. Nel 2018 l’amministrazione Trump ha ufficialmente tagliato i fondi statunitensi all’UNRWA come parte di una serie di mosse che hanno preso di mira elementi fondamentali della causa palestinese, tra cui il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, il riconoscimento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e il riconoscimento dell’annessione da parte di Israele delle alture del Golan siriane occupate, tutto in contraddizione con il diritto internazionale e le antiche posizioni degli Stati Uniti. L’amministrazione Biden ha ripristinato parte dei finanziamenti tagliati da Trump ma non li ha riportati al livello precedente. Gli attacchi all’UNRWA durante l’amministrazione Trump sono apparsi come un tentativo di indebolire il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi. Gli Stati Uniti hanno ripreso le affermazioni israeliane secondo cui i rifugiati palestinesi ottengono il loro status di rifugiati dall’UNRWA e quindi l’eliminazione dell’Agenzia annullerebbe anche quei diritti.
“Lo status di rifugiati è indipendente dall’esistenza dell’UNRWA e, secondo il diritto internazionale, dà ai rifugiati il diritto di scegliere tra ritorno, reinsediamento o integrazione, ma finché non esercitano la libertà di scelta il loro status rimane valido e hanno diritto all’assistenza umanitaria, e questo vale per tutti i rifugiati nel mondo”, ha spiegato Shomali di BADIL a Mondoweiss. “Questo diritto è collettivo per tutti i rifugiati palestinesi perché, nel caso dei palestinesi, è collegato al loro diritto nazionale all’autodeterminazione. Ma è anche un diritto umano individuale e fondamentale che nessun compromesso politico da parte di alcuna autorità può annullare. L’UNRWA rappresenta il riconoscimento internazionale di questa realtà legale e politica, ed è per questo che Israele cerca da tanto tempo di liquidare l’UNRWA “, ha sottolineato.
In reazione al voto della Knesset il commissario generale dell’UNRWA Philippe Lazzarini ha inviato una lettera al presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Philemon Yang, chiedendo all’Assemblea di intervenire per fermare l’applicazione della legge. La lettera segnala che la legge avrebbe un impatto “pericoloso” sugli sforzi umanitari a Gaza, dove tutta la popolazione è stata sfollata e dipende dagli aiuti umanitari.
Lazzarini ha aggiunto che la situazione a Gaza è “oltre il linguaggio diplomatico”, notando che “nessun’entità altro che l’UNRWA può fornire istruzione a 660.000 ragazzi e ragazze. Un’intera generazione di bambini sarebbe sacrificata”.
In precedenza Lazzarini aveva scritto sul suo account X che la legge israeliana non è altro che una “punizione collettiva”, aggiungendo che porre fine ai servizi dell’UNRWA “non priverà i palestinesi del loro status di rifugiati”, che è protetto dalla risoluzione 194 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite approvata nel 1949, in cui si afferma che i rifugiati palestinesi hanno diritto al ritorno e al risarcimento.
L’UNRWA sul campo
L’UNRWA lavora attualmente in 58 campi profughi palestinesi riconosciuti nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania, in Giordania, in Siria e in Libano, servendo oltre 5,9 milioni di rifugiati palestinesi. I servizi dell’UNRWA includono 706 scuole, che provvedono istruzione elementare, media e in alcuni casi superiore a oltre 660.000 bambini e adolescenti. L’UNRWA gestisce anche 147 centri medici, con una media di sette visite mediche a persona ogni anno. Questi centri offrono medicine di base a basso costo e gratuite ai residenti di basso reddito dei campi profughi. A Gaza l’UNRWA è la più grande organizzazione di assistenza umanitaria, dato che il 78% della popolazione di Gaza è composta da rifugiati del 1948 e dai loro discendenti. Durante il genocidio israeliano in corso l’agenzia ha svolto un ruolo centrale negli sforzi umanitari per assistere la popolazione di Gaza, che è stata quasi interamente sfollata; molti degli sfollati sono diventati rifugiati per la terza volta nella loro vita.
Negli ultimi mesi l’ONU ha lanciato una campagna di vaccinazione di massa dei bambini contro la diffusione della poliomielite, che ha avuto una virulenta recrudescenza a Gaza durante il genocidio in corso a causa della distruzione dei sistemi sanitari da parte di Israele. Sebbene la campagna sia stata pianificata e gestita dall’UNICEF e dall’OMS, l’esecuzione logistica della campagna è stata principalmente realizzata dagli oltre 1.200 dipendenti dell’UNRWA a Gaza, poiché l’agenzia ha il maggior numero di dipendenti ONU nella Striscia. Martedì l’UNICEF ha affermato in una dichiarazione che il bando dell’UNRWA da parte della legge israeliana appena approvata potrebbe causare “il collasso del sistema umanitario” a Gaza e mettere a rischio la vita di un gran numero di bambini.
Lunedì il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha invitato Israele ad “agire in modo coerente con i suoi obblighi ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, aggiungendo che “la legislazione nazionale non può alterare tali obblighi”. Amnesty International ha affermato in una dichiarazione che la legge israeliana equivale alla “criminalizzazione degli aiuti umanitari” e sabato 52 organizzazioni umanitarie internazionali hanno firmato un “appello globale per salvare l’UNRWA”. L’appello ha sottolineato che le azioni di Israele contro l’Agenzia, tra cui il voto del disegno di legge anti-UNRWA, sono “parte della strategia più ampia del governo di Israele per delegittimare l’UNRWA, screditare il suo sostegno ai rifugiati palestinesi e minare il quadro giuridico internazionale che protegge i loro diritti, incluso il diritto al ritorno”, aggiungendo che “se approvate, queste leggi avranno un impatto grave non solo sulle operazioni dell’UNRWA ma anche sui diritti dei rifugiati palestinesi”.
“I paesi membri dell’ONU devono fare pressione su Israele e se necessario sospendere tutti i rapporti economici e diplomatici per salvare l’UNRWA”, ha detto Lubna Shomali a Mondoweiss. “Se Israele riesce a vietare un’istituzione internazionale creata da una risoluzione dell’ONU, allora cosa potrebbe impedirgli di vietare le istituzioni della società civile palestinese e altre organizzazioni internazionali? Chi sarà la prossima vittima?”
(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)