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[Sono passati]19 anni dall’uccisione dell’attivista pacifista statunitense Rachel Corrie.

Redazione

19 marzo 2022 MiddleEastMonitor

L’omicidio israeliano della statunitense attivista per la pace Rachel Corrie è stato ricordato e condannato il 16 marzo 2022, nel 19° anniversario della morte. Insieme ad altri otto, Corrie faceva da scudo umano per impedire ai bulldozer israeliani di demolire le case palestinesi a Gaza.

Corrie era nata il 10 aprile 1979 a Olympia, Washington. Ha dedicato la sua vita ai diritti umani, difendendo principalmente i diritti dei palestinesi.

Nel 2003 si è unita ai membri dell’International Solidarity Movement, una ONG filo-palestinese, per protestare contro la demolizione israeliana di case palestinesi nella città di Rafah, nel sud di Gaza.

Il 16 marzo si era posta davanti a un bulldozer israeliano, mettendo in atto una protesta pacifica per proteggere la casa di una famiglia palestinese dalla demolizione.

Teneva in mano un megafono e invitava l’autista del bulldozer israeliano a non demolire la casa palestinese, ma lui ha continuato a procedere, schiacciandola.

I palestinesi hanno accolto la notizia del suo omicidio con dolore e orrore, chiamandola “martire”.Da allora, i palestinesi hanno dedicato un campionato sportivo annuale a celebrare l’assassinio israeliano di Corrie.

Un enorme murale di Corrie è stato dipinto su un muro vicino a dove è stata uccisa.

(traduzione dallinglese di Luciana Galliano)




In ricordo di Rachel Corrie

16 marzo 2021 – Monitor de Oriente

L’attivista di 23 anni assassinata da una scavatrice israeliana in Palestina

L’attivista statunitense per la pace Rachel Corrie, di 23 anni, venne assassinata da una scavatrice israeliana che nel 2003 stava per demolire una casa palestinese nella Striscia di Gaza. Da allora Corrie è diventata un’icona della solidarietà mondiale con il popolo palestinese.

Nata il 10 aprile 1979 a Olympia, Washington, Corrie ha dedicato la propria vita a difendere i diritti dei palestinesi. Nel 2003 andò nella Striscia di Gaza come militante del Movimento di Solidarietà Internazionale [International Solidarity Movement, ISM, ndtr.].

Era nota per il suo amore per la pace e per la difesa dei diritti dei palestinesi, e diffondeva con frequenza reportage fotografici in cui evidenziava le violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei territori occupati.

Il 16 marzo 2003 nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, Corrie si mise davanti a una scavatrice israeliana nella speranza di impedire la demolizione della casa di una famiglia palestinese del luogo.

Corrie pensava che i suoi lineamenti da straniera e i capelli biondi avrebbero dissuaso la scavatrice, ma si sbagliò. Secondo le testimonianze morì schiacciata quando il guidatore della pala meccanica la travolse varie volte.

La popolazione di Gaza accolse la notizia del suo assassinio con dolore e orrore, definendola una “martire” e organizzando all’attivista statunitense un funerale molto partecipato.

Da allora il nome di Rachel Corrie è diventato sinonimo della causa palestinese. È stata scelta per denominare una nave di soccorso irlandese partita in direzione di Gaza nel 2010 e la sua storia è stata narrata in molti documentari che raccontano le sofferenze dei palestinesi.

In seguito la sua famiglia ha presentato una denuncia contro le autorità israeliane per la morte della figlia. Tuttavia un tribunale israeliano ha assolto il guidatore della scavatrice con un verdetto del 2013 che ha provocato polemiche, una decisione denunciata da gruppi per i diritti umani.

In una lettera inviata alla sua famiglia da Gaza poco prima dell’assassinio Corrie aveva descritto le sofferenze dei palestinesi di cui era testimone.

“Nessuna lettura, partecipazione a conferenze, visione di documentari e quello che ho sentito raccontare avrebbero potuto prepararmi alla realtà di questa situazione,” scrisse. “Non puoi immaginarlo se non lo vedi.”

(traduzione dallo spagnolo di Amedeo Rossi)