Israele ha vietato ai suoi cittadini di lasciare lo Stato
Redazione di MEMO
17 giugno 2025 – Middle East Monitor
Israele ha vietato ai suoi cittadini di volare fuori dallo Stato, citando preoccupazioni per la sicurezza in seguito all’inasprimento delle ostilità con l’Iran. Secondo Haaretz il governo ha ordinato alle linee aeree nazionali di non permettere ai cittadini israeliani di imbarcarsi su voli in uscita mentre cresce la paura riguardo a potenziali attacchi di ritorsione iraniani sugli aeroporti israeliani.
L’aeroporto Ben-Gurion, il principale scalo internazionale, è stato chiuso “senza ulteriore avviso.” Si dice che la decisione sia legata alle preoccupazioni tra i funzionari di sicurezza riguardo ai rischi di sovraffollamento e la possibilità di uccisioni di massa se l’Iran dovesse contrattaccare prendendo di mira gli aeroporti.
La ministra dei Trasporti israeliana Miri Regev ha annunciato la misura, dichiarando: “In questa fase non approviamo la partenza degli israeliani verso l’estero.” Ha chiarito che solo cittadini non israeliani – come diplomatici e turisti – possono al momento lasciare la Nazione.
Regev ha anche confermato che il governo sta preparando un’operazione per rimpatriare oltre 100.000 cittadini israeliani al momento bloccati all’estero, promettendo che ciò verrà condotto “per fasi e in modo pianificato.”
Tuttavia questa decisione politica ha scatenato una forte reazione. Benny Gantz, capo del partito Israeli National Unity e membro del gabinetto di guerra, ha condannato le dichiarazioni di Regev scrivendo su X [precedentemente Twitter, ndt.]: “Una donna anziana che aspetta un intervento chirurgico, una giovane vedova che ha lasciato suo figlio in Israele a piangere da solo – questi sono solo due delle migliaia di persone che hanno bisogno di tornare a casa. Il tuo compito, ministro, non è di giudicare ma di assicurare il loro ritorno in sicurezza.”
Le restrizioni sui viaggi seguono l’attacco senza precedenti contro l’aeroporto iraniano di Mashhad. Mentre l’Iran deve ancora contrattaccare contro le infrastrutture dell’aviazione israeliana, gli attacchi israeliani hanno incrementato i timori che gli aeroporti siano visti come obiettivi legittimi.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)