Ben-Gvir fa irruzione nuovamente nella moschea di Al-Aqsa mentre stanno crescendo le violazioni israeliane

Redazione di MEMO

13 gennaio 2025 – Middle East Monitor

L’agenzia di notizie Anadolu riferisce che una agenzia palestinese ha affermato che martedì il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir ha fatto ancora una volta irruzione, sotto pesante protezione della polizia nel complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est.

In una breve dichiarazione la Direzione dei Beni Islamici a Gerusalemme ha detto che Ben-Gvir è entrato nella Spianata delle Moschee nel pomeriggio accompagnato dalle forze di polizia israeliane.

Tali incursioni di Ben-Gvir sono generalmente portate avanti senza un annuncio pubblico preliminare. I ministri israeliani sono i soli ad avere il permesso di entrare nel complesso di Al-Aqsa con una approvazione preventiva da parte dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.

Da quando all’inizio del 2023 è entrato in carica [come ministro], Ben-Gvir ha fatto irruzione nella moschea di Al-Aqsa circa 14 volte. L’incursione di martedì costituisce la prima del 2026 nel complesso religioso.

Il ministro estremista ha continuato queste provocazioni nonostante ripetute condanne arabe, islamiche e internazionali.

Dal 2003 la polizia israeliana permise a coloni illegali israeliani di fare irruzione nella struttura della moschea di Al-Aqsa.

La Direzione dei Beni Islamici a Gerusalemme ha ripetutamente condannato queste irruzioni e chiesto la loro immediata cessazione, senza risposta dalle autorità israeliane.

Secondo un rapporto del ministero palestinese dei Beni e Affari Religiosi, nel solo 2025 coloni israeliani illegali hanno effettuato 280 incursioni sulla Spianata delle Moschee.

Un alto funzionario della Direzione dei Beni Islamici, parlando ad Anadolu a condizione dell’anonimato, ha affermato che lo scorso anno più di 65.364 coloni estremisti ha fatto irruzione nel luogo estremamente critico.

Il rapporto documenta una netta recrudescenza delle violazioni israeliane contro siti sacri islamici e cristiani a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata.

Esso osserva che le irruzioni ad Al-Aqsa sono state accompagnate dall’esecuzione all’aperto dentro il complesso di rituali talmudici, inclusi completa prostrazione, suonare il corno sacro [shofar in ebraico, ndt.], indossare abiti da preghiera e l’organizzazione di preghiere collettive in determinate ore e luoghi, in quello che viene descritto come un chiaro tentativo di imporre una divisione temporale e spaziale presso la moschea.

Il ministero afferma che queste incursioni sono state portate avanti sotto la supervisione e la protezione della polizia israeliana, che abitualmente impedisce alle guardie di Al-Aqsa che dipendono dalla Direzione dei Beni Islamici di effettuare il loro lavoro dentro le mura.

I palestinesi affermano che Israele sta intensificando gli sforzi per giudaizzare Gerusalemme Est, inclusa la moschea di Al-Aqsa, e cancellare la sua identità araba e islamica.

Il ministero documenta anche attacchi di gruppi estremisti ebrei contro pellegrini cristiani, inclusi sputi, molestie e impedimento di accedere alla Chiesa della Natività e alla Chiesa del Santo Sepolcro durante le festività religiose.

La moschea di Al-Aqsa è il terzo luogo sacro al mondo per i musulmani. Gli ebrei chiamano l’area Monte del Tempio, affermando che anticamente era il sito di due templi ebraici.

Israele ha occupato Gerusalemme Est, dove si trova Al-Aqsa, durante la guerra arabo-israeliana del 1967. Ha annesso tutta la città nel 1980 con una azione che non è stata mai riconosciuta dalla comunità internazionale.

In un fondamentale parere consultivo del luglio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e ha chiesto l’evacuazione di tutte le colonie in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)




Coloni ebrei assaltano la moschea di Al-Aqsa e diverse città della Cisgiordania

Redazione di The Palestine Chronicle

WAFA – 1 agosto 2023

I coloni ebrei continuano le loro incursioni nei santuari sacri di Gerusalemme, e altri coloni sono impegnati a stabilire avamposti illegali nella Cisgiordania palestinese occupata.

L’agenzia di stampa ufficiale palestinese WAFA ha riferito che martedì mattina decine di coloni ebrei israeliani hanno fatto irruzione nel complesso della moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme est occupata sotto la pesante protezione della polizia israeliana.

I coloni estremisti, divisi in gruppi, hanno fatto irruzione nella sacra moschea islamica dalla porta di al-Maghariba e hanno fatto “escursioni” provocatorie nei suoi complessi.

WAFA ha affermato che i coloni hanno eseguito rituali talmudici nella parte orientale della moschea.

Ciò avviene in un momento in cui le forze di occupazione israeliane stanno intensificando le misure contro i palestinesi provenienti da Gerusalemme che vogliono entrare nella moschea, ispezionando loro i documenti di identità e trattenendoli brevemente.

Nuovo avamposto a Gerico

WAFA ha riferito che ieri i coloni israeliani hanno allestito un nuovo avamposto illegale a nord-ovest della città occupata di Gerico in Cisgiordania.

Ayman Ghraib, attivista, ha detto a WAFA che numerosi coloni hanno formato una carovana sulla strada di al-Maarajat e portato il proprio bestiame e un serbatoio portatile d’acqua.

Questo è stato fatto con l’obiettivo di sequestrare illegalmente nell’area terre di proprietà palestinese.

Tende a Salfit

Il capo del consiglio del villaggio di Yasouf Saleh Yasin ha riferito che sempre lunedì dei coloni israeliani hanno piantato tende su un terreno privato palestinese nel villaggio di Yasouf, a est della città di Salfit nel nord della Cisgiordania.

Yasin ha detto a WAFA che i coloni dell’insediamento illegale di Tafouh hanno messo due tende una accanto all’altra in una zona e altre tende tra gli ulivi in altre zone del villaggio.

Yasin ha affermato che l’azione dei coloni è un preludio alla creazione di un nuovo avamposto di insediamento sulle terre del villaggio, il che significa rubare terra e rendere la vita molto difficile ai palestinesi nell’area.

(traduzione dallinglese di Luciana Galliano)




Il ministro di estrema destra afferma che le visite al luogo santo di Gerusalemme ricadono sotto le decisioni israeliane

Ben Lynfield

21 maggio 2023 – The Guardian

Tra crescenti tensioni i commenti di Itamar Ben-Gvir suscitano la condanna dei palestinesi

Il ministro della sicurezza israeliano di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, ha visitato un luogo a Gerusalemme sacro sia per i musulmani che per gli ebrei e ha dichiarato che Israele ne era “responsabile”, attirandosi la condanna dei palestinesi dopo mesi di crescenti tensioni e violenze.

La visita di primo mattino al sito, venerato dagli ebrei come il Monte del Tempio e dai musulmani come il complesso che ospita la moschea di al-Aqsa, ha anche suscitato denunce da parte di due dei partner di pace arabi di Israele, la Giordania e l’Egitto.

È successo pochi giorni dopo che gruppi di giovani ebrei si sono scontrati con palestinesi e hanno intonato slogan razzisti durante una marcia nazionalista attraverso la Città Vecchia.

Sono felice di salire sul Monte del Tempio, il luogo più importante per la nazione di Israele”, ha detto Ben-Gvir durante la sua visita al complesso, il luogo più controverso tra musulmani ed ebrei a Gerusalemme e teatro di ripetuti scontri. “La polizia sta facendo un lavoro fantastico qui ricordando di nuovo chi è il padrone di casa a Gerusalemme. Non serviranno tutte le minacce di Hamas. Noi siamo i padroni di Gerusalemme e di tutta la terra d’Israele”.

Secondo le disposizioni in vigore da quando Israele ha occupato il sito insieme al resto di Gerusalemme Est durante la guerra del 1967, gli ebrei possono visitare il posto ma solo i musulmani possono pregare lì. Dagli ebrei è venerato come il sito degli antichi templi, mentre i musulmani lo considerano come il luogo da cui il profeta Maometto ascese al cielo.

Negli ultimi anni le visite e gli appelli alla preghiera ebraica sono aumentati, alimentando i timori musulmani che ci possa essere un’espropriazione. Allo stesso tempo, la polizia è diventata sempre più negligente nel far rispettare il divieto di culto ebraico e spesso non ha impedito agli ebrei di pregare nell’angolo orientale del complesso. Lo fanno leggendo dai loro telefoni cellulari, piuttosto che dai libri di preghiere, che è quello che ha fatto Ben-Gvir domenica. Il momento è stato ripreso in video.

Ben-Gvir, che è stato eletto lo scorso novembre promettendo di sostenere la preghiera ebraica sul sito [di al-Aqsa,ndt], è considerato da molti il politico israeliano più estremista e ha una lunga storia di provocazioni rivolte agli arabi. Per molti anni ha esposto in bella vista nella sua casa una foto di Baruch Goldstein, un israeliano armato che uccise 29 palestinesi durante le preghiere della moschea a Hebron nel 1994.

Ben-Gvir ha anche chiesto maggiori finanziamenti per consentire a un ministero controllato dal suo partito Jewish Power (Potere Ebraico) di aumentare il numero di ebrei in parti di Israele con consistenti popolazioni arabe, il Negev e la Galilea. “Dobbiamo agire lì, dobbiamo essere i padroni anche del Negev e della Galilea”, ha detto.

Ahmad Majdalani, membro del comitato esecutivo dell’OLP, ha affermato che la visita ha offeso i musulmani di tutto il mondo e ha previsto che potrebbe destabilizzare la regione rafforzando i fondamentalisti islamici.

Majdalani, che è anche ministro palestinese per lo sviluppo sociale, ha definito la visita di Ben-Gvir “un’espressione provocatoria del governo israeliano nel suo insieme, non solo un’espressione individuale di Ben-Gvir. È politica ufficiale ferire i sentimenti dei musulmani in tutto il mondo, in particolare dei palestinesi. Avvertiamo che se continua così, la situazione cambia da un conflitto politico a uno religioso che non può essere controllato. Il pericolo di ciò per la regione non può essere sopravvalutato”.

La Giordania, a cui è stato affidato un ruolo speciale riguardo ai siti islamici a Gerusalemme nel suo trattato di pace con Israele del 1994, è stata dura nella sua condanna. “L’assalto alla moschea di al-Aqsa e la violazione della sua santità da parte di un ministro del gabinetto israeliano sono atti da condannare e provocatori”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Affari Esteri e degli espatriati Sinan Majali. “Rappresentano una palese violazione del diritto internazionale, nonché dello status quo storico e giuridico a Gerusalemme e nei suoi luoghi santi”.

Israele ha occupato la Città Vecchia di Gerusalemme, che comprende al-Aqsa e l’adiacente Muro Occidentale, un luogo sacro di preghiera per gli ebrei, durante la guerra in Medio Oriente del 1967.

Da allora Israele ha annesso Gerusalemme Est, con una iniziativa non riconosciuta dalla comunità internazionale, e considera l’intera città come la sua capitale eterna e indivisa. I palestinesi vogliono Gerusalemme Est come capitale di uno Stato futuro.

(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)