Rapporto delle Nazioni Unite: l’assedio israeliano provoca una perdita per l’economia di Gaza di 16,5 miliardi di dollari

Il campo profughi Shati nella Striscia di Gaza. Foto Fawzi Mahmoud, The Palestine Chronicle
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29 novembre 2020 – The Palestine Chronicle

Un nuovo rapporto delle Nazioni Unite (ONU) ha rilevato che il blocco israeliano della Striscia di Gaza ha provocato 16,5 miliardi di dollari [13,8 miliardi di euro] di perdite per la sua economia in dissesto e ha spinto oltre la metà degli abitanti dell’enclave al di sotto della soglia di povertà.

Il rapporto, reso pubblico mercoledì dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD) davanti all’Assemblea generale, copre gli anni tra il 2007 e il 2018.

Nel rapporto l’UNCTAD ha invitato l’occupazione israeliana a cessare immediatamente l’assedio ininterrotto che a Gaza ha quasi determinato un collasso delle attività economiche e un tasso di povertà del 56%.

“Se il blocco andrà avanti la situazione è destinata a peggiorare”, prevede Mahmoud Elkhafif, coordinatore dell’Assistenza al popolo palestinese dell’UNCTAD.

Questo ingiusto blocco, per cui due milioni di palestinesi sono trattenuti all’interno di Gaza, dovrebbe essere revocato immediatamente. Dovrebbero essere autorizzati a muoversi liberamente, fare affari, commerciare con il mondo esterno e riprendere i rapporti con le loro famiglie al di fuori della Striscia”, ha aggiunto Elkhafif.

Dal giugno 2007 gli abitanti di Gaza sono soggetti a un severo embargo terrestre, aereo e marittimo da parte di Israele, che pregiudica persino i loro spostamenti per cure mediche.

Sotto questo assedio opprimente, Israele ha ridotto al minimo l’ingresso di merci, mentre il commercio estero e le esportazioni, a parte casi molto eccezionali, sono state interrotte

Il rapporto afferma che la popolazione di Gaza ha un accesso molto limitato all’acqua potabile ed è priva di una regolare erogazione di elettricità e persino di un sistema fognario adeguato.

Secondo Richard Kozul-Wright, direttore della Divisione sulla globalizzazione e sulle strategie di sviluppo dell’UNCTAD, “se i palestinesi nella Striscia non otterranno l’accesso al mondo esterno, sarà difficile vedere come destino della società palestinese di Gaza altro se non sottosviluppo”. “È davvero scioccante che nel XXI secolo due milioni di persone possano essere lasciate in tali condizioni.”

Il rapporto rivela anche che durante il periodo dell’assedio in tre guerre israeliane e alcune brevi invasioni almeno 3.793 palestinesi sono stati uccisi, circa 18.000 feriti e più della metà della popolazione di Gaza è stata sfollata

Sono state danneggiate più di 1.500 imprese commerciali e industriali, oltre a circa 150.000 unità domestiche e infrastrutture pubbliche, tra cui quelle per la produzione di energia, idriche, i servizi igienico-sanitari, strutture sanitarie ed educative, edifici governativi.

Come risultato dell’assedio e delle guerre contro Gaza, il tasso di povertà è balzato dal 40% del 2007 al 56% del 2017, il che significa che più di un milione di palestinesi non hanno mezzi di sopravvivenza.

Il rapporto stima che portare questo segmento della popolazione al di sopra della soglia di povertà richiederebbe un’iniezione di finanziamenti per un importo di 700 milioni di euro, quattro volte quanto necessario nel 2007.

A Gaza tra il 2007 e il 2018 l’economia è cresciuta di meno del 5% e la sua percentuale nell’economia palestinese è scesa dal 31% al 18% nel 2018. Di conseguenza, il PIL pro capite si è ridotto del 27% e la disoccupazione è aumentata del 49%.

Il rapporto UNCTAD comprende diverse raccomandazioni per riattivare l’economia di Gaza, incluso un invito a consentire al governo palestinese di sfruttare i giacimenti di petrolio e gas naturale al largo delle coste di Gaza.

“Ciò garantirebbe le risorse necessarie per il risanamento, la ricostruzione e la ripresa dell’economia regionale di Gaza, il che darebbe un impulso significativo all’economia e alla situazione finanziaria dell’Autorità Nazionale Palestinese”, raccomanda il rapporto.

Gaza, con una popolazione di 2 milioni di abitanti, è sottoposta ad un ermetico assedio israeliano dal 2006, quando l’organizzazione palestinese Hamas vinse le elezioni legislative democratiche nella Palestina occupata. Da allora Israele ha condotto numerosi bombardamenti e diverse guerre di grande intensità, che hanno provocato la morte di migliaia di persone.

(MEMO, PC, social media)

(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)