Rapporto: l’esercito israeliano ha archiviato la maggior parte delle indagini di sospetti saccheggi da parte di soldati a Gaza e in Libano

Soldati Israeliani impegnati in una perquisizione Foto : Quds press

Redazione di MEMO

1 settembre 2026 – Middle East Monitor

Secondo le informazioni riportate dal quotidiano israeliano Yediot Aharonot l’esercito israeliano ha archiviato la maggior parte delle indagini che aveva aperto sui sospetti saccheggi da parte dei soldati durante le operazioni nella Striscia di Gaza e in Libano.

Il giornale ha riferito che le cifre sono state rilasciate in seguito ad una richiesta in base alla [legge sulla] libertà di informazione da parte del Movimento per la Libertà di Informazione di Israele.

Secondo la risposta dell’esercito, la polizia militare ha aperto 25 indagini per sospetti saccheggi a Gaza tra il 2023 e metà 2026. Tre sono state aperte nel 2023, 19 nel 2024, due nel 2025 e una nella prima metà del 2026.

Secondo il rapporto solo due delle indagini a Gaza hanno portato a rinvii a giudizio, entrambi depositati nel 2025. Entrambi i casi sono stati risolti mediante patteggiamento.

In un caso un soldato è stato condannato per saccheggio. In un altro l’accusa originale è stata modificata e l’imputato è stato condannato per furto.

In Libano, dove le operazioni di terra israeliane si sono estese verso la fine del 2024, la polizia militare ha aperto delle indagini per sospetto saccheggio – una nel 2024 e l’altra nel 2025. Nessuna ha portato a un’incriminazione.

Complessivamente tra Gaza e il Libano sono state aperte 27 indagini, di cui due – approssimativamente il 7% – hanno comportato un’incriminazione. In base alle cifre fornite, 25 indagini non hanno portato a rinvii a giudizio.

Il quotidiano afferma che le cifre mostrano una sostanziale differenza tra il numero delle indagini aperte e i casi che alla fine hanno portato al processo. Suggerisce che questo può riflettere le difficoltà nel reperire le prove durante le operazioni militari o l’importanza data al perseguire tali casi.

La rivelazione segue le affermazioni in aprile del capo di stato maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir, che ha descritto i saccheggi dei soldati come “vergognosi” e ha avvertito che una tale condotta potrebbe danneggiare la reputazione dell’esercito.

Zamir ha ordinato ai comandanti di battaglione di riportare i casi sospetti e ha affermato che le denunce supportate da prove devono essere riferite alla polizia militare per indagini penali.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)