Relatrice ONU: la rimozione delle macerie di Gaza da parte di Israele compromette le prove dei crimini di guerra

La ricerca dei corpi seppelliti sotto le macerie. Foto: AFP

Redazione di Al Jazeera

7 settembre 2026 Al Jazeera

Nel 2024 la Corte Internazionale di Giustizia ha ordinato a Israele di impedire la distruzione delle prove relative a crimini di guerra

 

La rimozione delle macerie a Gaza da parte di Israele potrebbe distruggere le prove dei crimini di guerra: è quanto ha segnalato la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui territori occupati.

Lunedì Francesca Albanese ha dichiarato che gli Stati e le aziende che rimuovono le macerie “potrebbero incorrere in responsabilità penale internazionale” per la distruzione di prove relative ai crimini commessi durante la guerra genocida condotta da Israele contro l’enclave.

Sono trascorsi due anni da quando la Corte Internazionale di Giustizia ha ordinato a Israele di adottare misure efficaci per prevenire la distruzione di prove relative alle accuse ai sensi della Convenzione sul Genocidio.

“È inaccettabile che la ricostruzione di Gaza sia subordinata alla cancellazione del suo passato e delle prove necessarie per garantire giustizia alle sue vittime», ha dichiarato Albanese, nota per le sue aspre critiche a Israele.

Ad agosto l’esercito israeliano ha condotto una vasta operazione per frantumare, mescolare e trasportare milioni di tonnellate di macerie provenienti da numerosi siti, inclusi cimiteri e altri luoghi in cui è nota la presenza di resti umani.

Un rapporto dell’Euro-Med Human Rights Monitor, pubblicato il mese scorso, ha affermato che la rimozione delle macerie da Gaza potrebbe rappresentare un tentativo di ingegneria demografica e di cancellazione delle prove del genocidio.

Le autorità palestinesi stimano che oltre 8.000 persone siano ancora sepolte sotto le macerie; a Gaza molti cercano ancora i resti dei propri cari. Israele continua a bloccare l’ingresso dei macchinari pesanti e delle attrezzature per un’indagine della polizia scientifica necessari al recupero delle salme.

Domenica, nel nord di Gaza, si sono svolti i funerali di circa 100 persone – tra cui 60 minori – i cui resti erano stati recuperati dalle macerie di edifici distrutti a Gaza City.

Il capo della Protezione civile di Gaza Raed al-Dahshan ha dichiarato ad Al Jazeera che, disponendo delle attrezzature adeguate, le operazioni di recupero dei resti dalle macerie potrebbero concludersi in circa 90 giorni, mentre senza potrebbero volerci anni.

(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)