Redazione di MEMO
6 agosto 2025 – Middle East Monitor
L’agenzia Reuters riferisce che martedì il governo norvegese ha ordinato una revisione del portfolio del fondo patrimoniale di investimento sovrano per assicurarsi che le società israeliane che contribuiscono all’occupazione della Cisgiordania o alla guerra a Gaza siano escluse dagli investimenti.
La revisione ha fatto seguito ad un rapporto del quotidiano Aftenposten [principale giornale norvegese, ndt.] che ha affermato che nel 2023-24 il fondo da 1.9 milioni di miliardi di dollari ha acquisito una partecipazione in un’impresa israeliana di motori dei jet che fornisce servizi all’esercito israeliano, inclusa la manutenzione dei caccia.
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Stoereha detto all’emittente pubblica NRK che l’investimento del fondo nella Bet Shemesh Engines Ltd (BSEL) è fonte di preoccupazione.
“Dobbiamo avere un chiarimento su questo, perché averlo saputo mi turba,” ha affermato Stoere.
BSEL non ha risposto immediatamente ad una richiesta di commenti.
Norges Bank Investment Management (NBIM), che gestisce il fondo, ha preso una quota dell’1,3% della BSEL nel 2023 e l’ha alzata al 2,09% alla fine del 2024, detenendo azioni per 15,2 milioni di dollari, come mostrano gli ultimi dati disponibili della NBIM.
Alla luce dell’articolo dell’Aftenposten e della situazione della sicurezza a Gaza e in Cisgiordania, la banca centrale effettuerà una revisione delle partecipazioni israeliane del NBIM, ha affermato martedì il ministro delle Finanze Jens Stoltenberg.
Il presidente di NBIM Nicolai Tangen ha detto alla NRK [rete radiotelevisiva pubblica norvegese, ndt.] che la BSEL non è comparsa in nessuna lista relativa a raccomandazioni di boicottaggio, come quella delle Nazioni Unite o del consiglio etico del fondo stesso.
A giugno il parlamento norvegese ha rifiutato la proposta che il fondo patrimoniale sovrano disinvesta da tutte le società con attività nei territori occupati palestinesi.
I dati mostrano che alla fine del 2024 il fondo, che possiede quote azionarie di 8.700 società in tutto il mondo, deteneva azioni in 65 società israeliane.
Il fondo patrimoniale sovrano norvegese, il più grande del mondo, ha venduto nell’ultimo anno le sue azioni di una società energetica e di un gruppo di telecomunicazioni israeliani e il suo consiglio etico ha affermato che sta valutando se raccomandare il disinvestimento da cinque banche.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


