Redazione di MEE
18 novembre 2025-Middle East Eye
La risoluzione 2803 delle Nazioni Unite affida a Donald Trump il controllo di Gaza e, usando un linguaggio vago, afferma che se determinati obiettivi saranno raggiunti, potrebbe aprirsi la strada alla creazione di uno Stato palestinese
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato il piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per Gaza che sostiene la creazione di una forza internazionale di stabilizzazione e un possibile “percorso verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese” se determinati obiettivi saranno raggiunti.
La risoluzione, approvata con 13 voti favorevoli e 0 contrari, con l’astensione di Cina e Russia, assegnerà a Donald Trump il controllo supremo di Gaza e vedrà il suo “consiglio di pace” supervisionare truppe multinazionali di mantenimento della pace, un comitato di tecnocrati palestinesi e una forza di polizia locale, per un periodo di due anni.
Non è chiaro chi altro farà parte del “consiglio per la pace”, ma Trump ha dichiarato sui social media che sarà “presieduto da me e includerà i leader più potenti e rispettati del mondo”.
La risoluzione afferma che le truppe di stabilizzazione contribuiranno a proteggere le aree di confine insieme a una forza di polizia palestinese addestrata e selezionata e che si coordinerà con altri paesi per garantire il flusso di aiuti umanitari a Gaza.
Afferma che questa forza dovrebbe consultarsi e cooperare strettamente con i vicini Egitto e Israele.
Chiede inoltre che essa garantisca “il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza” e “lo smantellamento permanente delle armi dei gruppi armati non statali”. La risoluzione autorizza la forza di stabilizzazione a “utilizzare tutte le misure necessarie per adempiere al suo mandato”.
Hamas, che non ha accettato il disarmo, ha respinto la risoluzione affermando che non soddisfa i diritti e le richieste dei palestinesi e cerca di imporre un’amministrazione fiduciaria internazionale sull’enclave a cui i palestinesi e le fazioni della resistenza si oppongono.
“Assegnare alla forza internazionale compiti e ruoli all’interno della Striscia di Gaza, incluso il disarmo della resistenza, la priva della sua neutralità e la trasforma in una parte del conflitto a favore dell’occupazione,” ha affermato il gruppo.
La risoluzione afferma che le forze israeliane si ritireranno da Gaza “sulla base di standard, traguardi e tempi legati alla smilitarizzazione” che saranno concordati dalla forza di stabilizzazione, dalle forze israeliane, dagli Stati Uniti e dai garanti del cessate il fuoco.
La risoluzione, utilizzando un linguaggio vago e non impegnativo, afferma inoltre che se l’Autorità Nazionale Palestinese si riformasse “fedelmente” e la ricostruzione di Gaza procedesse, “potrebbero esserci le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la sovranità palestinese”.
È possibile leggere la risoluzione integrale qui:
Risoluzione 2803 (2025)
Adottata dal Consiglio di Sicurezza nella sua 10046ª riunione, il 17 novembre 2025
Il Consiglio di Sicurezza,
Accogliendo con favore il Piano Globale per porre fine al conflitto di Gaza del 29 settembre 2025 (“Piano Globale”), e applaudendo gli Stati che lo hanno firmato, accettato o approvato e accogliendo inoltre con favore la storica Dichiarazione di Trump per una pace e una prosperità durature del 13 ottobre 2025 e il ruolo costruttivo svolto dagli Stati Uniti d’America, dallo Stato del Qatar, dalla Repubblica Araba d’Egitto e dalla Repubblica di Turchia, nell’aver facilitato il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza,
Accertando che la situazione nella Striscia di Gaza minaccia la pace regionale e la sicurezza degli Stati confinanti e prendendo atto delle precedenti risoluzioni in merito del Consiglio di Sicurezza relative alla situazione in Medio Oriente, inclusa la questione palestinese,
1. Approva il Piano globale, riconosce che le parti lo hanno accettato e le invita ad attuarlo nella sua interezza, compreso il mantenimento del cessate il fuoco, in buona fede e senza indugio;
2. Accoglie con favore l’istituzione del Board of Peace (BoP) come amministrazione transitoria dotata di personalità giuridica internazionale, che definirà il quadro e coordinerà i finanziamenti per la riqualificazione di Gaza, conformemente al Piano Globale e ai pertinenti principi giuridici internazionali, fino a quando l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) non avrà completato in modo soddisfacente il suo programma di riforme, come delineato in diverse proposte, tra cui il piano di pace del Presidente Trump del 2020 e la proposta franco-saudita, e potrà riprendere il controllo di Gaza in modo sicuro ed efficace. Dopo che il programma di riforma dell’ANP sarà stato fedelmente portato a termine e la riqualificazione di Gaza sarà progredita, potrebbero finalmente crearsi le condizioni per un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese. Gli Stati Uniti avvieranno un dialogo tra Israele e i palestinesi per concordare un orizzonte politico per una coesistenza pacifica e prospera;
3. Sottolinea l’importanza della piena ripresa degli aiuti umanitari in cooperazione con il BoP nella Striscia di Gaza, in modo coerente con i pertinenti principi giuridici internazionali e attraverso organizzazioni cooperanti, tra cui le Nazioni Unite, il Comitato internazionale della Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa, e garantendo che tali aiuti siano utilizzati esclusivamente per scopi pacifici e non dirottati da gruppi armati;
4. Autorizza gli Stati membri che partecipano al BoP e il BoP a: (A) stipulare gli accordi necessari per raggiungere gli obiettivi del Piano globale, compresi quelli relativi ai privilegi e alle immunità del personale della forza stabiliti nel paragrafo 7 di seguito; (B) istituire entità operative dotate, se necessario, di personalità giuridica internazionale e autorità transazionali per l’esecuzione delle sue funzioni, tra cui: (1) l’attuazione di un’amministrazione di governance transitoria, compresa la supervisione e il supporto di un comitato tecnocratico palestinese apolitico di palestinesi competenti della Striscia, come sostenuto dalla Lega araba, che sarà responsabile delle operazioni quotidiane del servizio civile e dell’amministrazione di Gaza; (2) la ricostruzione di Gaza e dei programmi di ripresa economica; (3) il coordinamento, il supporto e la fornitura di servizi pubblici e assistenza umanitaria a Gaza; (4) qualsiasi misura per facilitare il movimento delle persone dentro e fuori Gaza, in modo coerente con il Piano globale; (5) qualsiasi compito aggiuntivo necessario per supportare e attuare il Piano globale;
5. Intende che le entità operative di cui al paragrafo 4 di cui sopra opereranno sotto l’autorità transitoria e la supervisione del BoP e saranno finanziate attraverso contributi volontari da parte di donatori, veicoli di finanziamento del BoP e governi;
6. Invita la Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie a facilitare e fornire risorse finanziarie per sostenere la ricostruzione e lo sviluppo di Gaza, anche attraverso l’istituzione di un fondo fiduciario dedicato a tale scopo e gestito dai donatori;
7. Autorizza gli Stati membri che collaborano con il BoP e il BoP a istituire una Forza Internazionale di Stabilizzazione (ISF) temporanea a Gaza da schierare sotto un comando unificato accettabile per il BoP, con forze fornite dagli Stati partecipanti, in stretta consultazione e cooperazione con la Repubblica Araba d’Egitto e lo Stato di Israele, e ad adottare tutte le misure necessarie per svolgere il suo mandato nel rispetto del diritto internazionale, incluso il diritto internazionale umanitario. L’ISF collaborerà con Israele ed Egitto, fatti salvi i loro accordi esistenti, insieme a una nuova forza di polizia palestinese, opportunamente addestrata e selezionata, per contribuire a proteggere le aree di confine; stabilizzare il contesto di sicurezza a Gaza assicurando il processo di smilitarizzazione della Striscia di Gaza, inclusa la distruzione e l’impedimento della ricostruzione delle infrastrutture militari, terroristiche e offensive, nonché la dismissione permanente delle armi dei gruppi armati non statali; proteggere i civili, comprese le operazioni umanitarie; addestrare e fornire supporto a selezionate forze di polizia palestinesi; coordinarsi con gli Stati interessati per proteggere i corridoi umanitari; e intraprendere ulteriori compiti che possano essere necessari a supporto del Piano Globale. Man mano che la Forze Internazionali di Stabilizzazione (ISF) stabiliscono controllo e stabilità le Forze di Difesa Israeliane (IDF) si ritireranno dalla Striscia di Gaza in base a standard, traguardi e tempistiche legate alla smilitarizzazione che saranno concordati tra le IDF, le ISF, i garanti e gli Stati Uniti, fatta eccezione per una presenza perimetrale di sicurezza che rimarrà fino a quando Gaza non sarà adeguatamente protetta da qualsiasi minaccia terroristica. Le ISF dovranno: (A) assistere il BoP nel monitoraggio dell’attuazione del cessate il fuoco a Gaza e stipulare gli accordi necessari per raggiungere gli obiettivi del Piano Globale; (B) operare sotto la guida strategica del BoP e saranno finanziate attraverso contributi volontari da donatori, veicoli di finanziamento del BoP e governi;
8. Decide che il BoP e le presenze civili e di sicurezza internazionali autorizzate dalla presente risoluzione rimarranno autorizzate fino al 31 dicembre 2027, fatte salve ulteriori azioni da parte del Consiglio, e che qualsiasi ulteriore rinnovo dell’ autorizzazione dell’ISF avverrà in piena cooperazione e coordinamento con Egitto e Israele e con gli altri Stati membri che continueranno a collaborare con l’ISF;
9. Invita gli Stati membri e le organizzazioni internazionali a collaborare con il BoP per individuare opportunità di contribuire con personale, attrezzature e risorse finanziarie alle sue entità operative e all’ISF, a fornire assistenza tecnica alle sue entità operative e all’ISF e a dare pieno riconoscimento ai suoi atti e documenti;
10. Richiede al BoP di fornire ogni sei mesi al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una relazione scritta sui progressi compiuti in relazione a quanto sopra;
11. Decide di conservare la propria competenza sulla questione.
(traduzione dall’inglese di Giuseppe Ponsetti)


