L’indice dei titoli bancari di Tel Aviv ha subito un ribasso in seguito al rapporto del gruppo di esperti sulle colonie

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di Noam Sheizaf

Il Consiglio Europeo per le Relazioni con l’Estero pubblica un documento in cui si raccomanda all’UE di assumere misure contro le istituzioni finanziarie che fanno affari con la Cisgiordania [occupata]. I titoli bancari di Israele calano bruscamente in seguito alla diffusione sui media israeliani di un articolo della Reuters sul rapporto.

Lo scorso martedì il grado di nervosismo di Israele riguardo a potenziali future sanzioni contro aziende locali che fanno affari nelle colonie è stato evidente per chiunque. L’ ampia diffusione di un rapporto del gruppo di esperti della UE sull’argomento ha provocato un ribasso dell’indice dei titoli bancari di Tel Aviv di 2.3 punti in meno di un’ora (un totale di 2.46 punti per la giornata).

Il rapporto, pubblicato dal Consiglio Europeo per i Rapporti con l’Estero, comprende una serie di raccomandazioni tese a creare una distinzione tra i legami formali UE-Israele e quelli che implicano una complicità nelle attività delle colonie in Cisgiordania. Viene posto particolarmente in rilievo il sistema bancario (leggere l’intero rapporto).

Secondo gli autori del rapporto, Hugh Lovatt e Mattia Toaldo, “fare una distinzione tra le attività di Israele e quelle delle sue colonie all’interno delle relazioni bilaterali dell’UE è uno dei più potenti strumenti a disposizione dell’UE per mettere in discussione la struttura di incentivi su cui poggia il sostegno di Israele allo status quo”.

Il rapporto raccomanda alla Commissione Europea di “dar mandato alle sue direzioni generali di controllare i loro attuali rapporti con Israele per valutare se si differenzia Israele in quanto tale dalle colonie.” Si pone un particolare accento sul sistema bancario, che svolge attività finanziarie nelle colonie – soprattutto mutui e prestiti – ma ha anche parecchi interessi in Europa.

Il Consiglio Europeo per i Rapporti con l’Estero non ha potere formale all’interno delle istituzioni dell’Unione Europea, ma ha provocato ugualmente un notevole allarme in Israele. Un dispaccio della Reuters sul rapporto è stato ripreso dai media locali e pubblicato da Ynet alle 13.03. Subito dopo l’indice della borsa di Tel Aviv ha subito un calo. I media israeliani hanno velocemente messo in relazione il ribasso con le nuove voci sul rapporto.

Il ribasso dei titoli bancari del 22 luglio 2015 (Fonte: Calcalist.co.il)

Le tre maggiori banche israeliane – Hapoalim, Leumi e Discount – hanno perso ciascuna il 2.6-2.7%. Hanno anche dominato la giornata per volume di scambi.

Fonti all’interno delle banche hanno ignorato il rapporto, asserendo che esso non ha valore formale. Il Ministro degli Esteri israeliano ha evitato ogni commento sull’argomento per la stessa ragione. Tuttavia il mercato ha mandato un segnale diverso. E mentre le azioni possono tornare a salire domani, l’inatteso calo ha rivelato quanto il mondo degli affari israeliano sia preoccupato riguardo alle misure internazionali contro l’occupazione, soprattutto quelle relative al sistema bancario.

Comunque, una fonte interna al sistema bancario ha dichiarato al giornale finanziario Globes che questa potrebbe rivelarsi la più grave minaccia alle banche israeliane – anche peggiore della riforma che il governo intende attuare.

(Traduzione di Cristiana Cavagna)