Chi siamo

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Zeitun in arabo significa ulivo. In tutte le culture mediterranee questa pianta ha una valenza particolare, sia dal punto di vista alimentare che simbolico. Nel caso della Palestina l’espulsione della popolazione nativa prima e l’occupazione israeliana della Cisgiordania e di Gaza poi hanno attribuito all’ulivo un ulteriore significato: la resistenza di un intero popolo, la caparbia volontà di continuare ad esistere nonostante tutto. L’albero contorto, rugoso come le mani di chi lo coltiva, ha resistito per secoli ad ogni avversità e ha continuato a donare i suoi frutti ai coltivatori palestinesi che se ne prendono cura. Per questo dal 1967 fino al 2013 l’esercito ed i coloni israeliani ne hanno sradicati più di 800.000, con lo scopo di togliere ai contadini il principale mezzo di sostentamento ed obbligarli ad andarsene. Non ci sono riusciti e non ci riusciranno. Se la lotta dei palestinesi e la solidarietà internazionale saranno in grado di impedirlo, gli ulivi continueranno a crescere su quella terra.

Per onorare la capacità di non piegarsi, dell’ulivo e dei palestinesi, abbiamo scelto questo nome per il gruppo che anima questo sito.

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Oltre a partecipare ad una serie di attività di solidarietà con il popolo palestinese, consci dell’evidente parzialità a favore di Israele che caratterizza quasi tutti i media italiani, abbiamo iniziato da circa due anni un lavoro di traduzione di articoli della stampa internazionale che raccontano quanto avviene in Israele/Palestina da una diversa prospettiva.

Fino alla fine del 2015 abbiamo inviato i risultati del nostro lavoro ad una mailing list, ma, dato l’apprezzamento e l’incoraggiamento dei destinatari delle nostre traduzioni, abbiamo pensato che fosse più utile affidare la diffusione degli articoli ad un sito. Ci auguriamo che ciò permetterà a un numero maggiore di persone di leggere gli articoli da noi tradotti, ed in ogni caso consente di organizzare un archivio facilmente consultabile.

Molti articoli sono stati scritti da giornalisti israeliani, ma anche da palestinesi, la cui voce non viene quasi mai riportata dalla stampa nazionale, e da reporter ed esperti di altre nazionalità.

Le principali fonti da cui abbiamo ricavato i testi da tradurre sono il quotidiano israeliano Haaretz, il sito israeliano + 972 e quelli palestinesi Electronic Intifada, Al Shabaka, Maan News, ed altri che si occupano in generale di Medio Oriente, come Middle East Eye e Middle East Monitor.

 

Nel sito sono stati raccolti gli articoli a partire dal gennaio 2015. Vi si trovano soprattutto testi tradotti da noi (Cristiana Cavagna, Amedeo Rossi e Carlo Tagliacozzo), ma anche da altre persone, nel caso di articoli che abbiamo ritenuto particolarmente significativi. In questo caso abbiamo riportato il nome di chi ha fatto la traduzione.

Gli articoli sono consultabili per

 

  • data di pubblicazione
  • tipologia del testo (notizie, editoriali, analisi, rapporti OCHA
  • fonte originale da cui abbiamo tratto l’articolo,
  • parole chiave (tag),

a seconda degli interessi e delle esigenze informative del lettore.