L’ONU vede un aumento degli incontri tra l’esercito israeliano e i ribelli siriani e teme un’escalation

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Barak Ravid – 19 giugno 2017,Haaretz

Israele sostiene che gli incontri si svolgono per ragioni umanitarie, ma l’ONU teme che potrebbero innescare scontri tra i ribelli e l’esercito siriano

Un rapporto reso pubblico negli scorsi giorni dal segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU afferma che negli ultimi sette mesi le Forze di Osservazione delle Nazioni Unite per il Disimpegno hanno notato un significativo incremento dei contatti e degli scambi tra le forze armate israeliane e organizzazioni di ribelli lungo la frontiera di Israele con la Siria, soprattutto nella zona del monte Hermon.

Il rapporto per la prima volta esprime la preoccupazione di Guterres che le relazioni tra gli israeliani e le organizzazioni di ribelli possano portare a un’escalation, causando un rischio per gli osservatori dell’ONU.

Pubblicato l’8 giugno, il rapporto delle Nazioni Unite descrive l’attività degli osservatori dell’ONU dal 2 marzo al 16 maggio. Durante questo periodo ogni due o tre giorni hanno osservato incontri e contatti tra l’esercito israeliano e i ribelli nella zona di confine, compresa quella del monte Hermon. Nel complesso hanno elencato almeno 16 di tali incontri in quel lasso di tempo.

Gli incontri hanno avuto luogo nei pressi di avamposti dell’ONU nella zona del monte Hermon, in quella di Quneitra e nella parte centrale delle Alture del Golan [occupate da Israele nel 1967 ed in seguito illegittimamente annesse, ndt.], nei pressi del moshav [comunità agricola israeliana, ndt.] “Yonatan”.

Rispetto ai rapporti di periodi precedenti, c’è stato un significativo incremento nei contatti tra i soldati dell’esercito israeliano e individui del lato “Bravo” [cioè dei ribelli siriani, ndt.], che si sono tenuti per quattro volte in febbraio, tre in marzo, otto in aprile e una in maggio,” afferma il rapporto, riferendosi al lato siriano della frontiera.

Questo incremento del numero di incontri tra i soldati israeliani e rappresentanti dei ribelli conferma una tendenza già rilevata nel precedente rapporto, pubblicato il 17 marzo. Quel rapporto riguardava il periodo tra il 18 novembre 2016 e il primo marzo 2017, ed elencava almeno 17 incontri lungo il confine del Golan, anche nei pressi del monte Hermon.

Secondo i due rapporti, gli osservatori dell’ONU hanno visto 33 incontri tra israeliani e rappresentanti dei ribelli negli ultimi sette mesi.

In confronto, secondo il rapporto dell’ONU, dal 30 agosto al 16 novembre dello scorso anno hanno avuto luogo solo due incontri simili, e solo nei pressi del confine, non del monte Hermon.

Una delle questioni prese in considerazione nell’ultimo rapporto sono stati i contatti che hanno avuto luogo nella zona dell’Hermon negli ultimi tre mesi. Si afferma che questi incontri sono avvenuti nei pressi di uno degli avamposti dell’esercito israeliano lì ed hanno seguito tutti le stesse modalità: persone non identificate, alcune delle quali armate, che sembravano far parte di organizzazioni ribelli, sono arrivate all’avamposto dell’IDF accompagnate da muli e sono state accolte dai soldati.

Il rapporto afferma: “In qualche caso si è osservato che persone e materiali sono stati trasferiti in entrambe le direzioni. In ogni occasione gli individui sconosciuti e i muli sono tornati sul lato Bravo.”

Nel rapporto il segretario generale dell’ONU ha chiarito che non si è potuto verificare la natura degli incontri.

L’esercito israeliano ha affermato che i rapporti erano di natura umanitaria e medica,” dice il rapporto.

Israele asserisce che tutti i contatti con i rappresentanti dei ribelli sul lato siriano sono stati per ragioni umanitarie, ma negli ultimi mesi l’ONU ha iniziato ad osservare con diffidenza questi rapporti e a temere che possano portare a un’escalation. Il rapporto nota una particolare preoccupazione in merito agli incontri nei pressi del monte Hermon, che il segretario generale dell’ONU ha definito come un’area di importanza strategica.

I contatti tra l’esercito israeliano e individui non identificati del lato “Bravo”, compresi quelli nella zona del monte Hermon, potrebbero portare a scontri tra elementi armati e l’esercito siriano. Rinnovo il richiamo ad entrambe le parti all’Accordo di Disimpegno delle Forze relativo alla richiesta di mantenere la stabilità nella zona. Ogni attività militare nell’area di separazione messa in atto da qualunque soggetto mette a rischio il cessate il fuoco e la popolazione civile della zona, oltre che il personale delle Nazioni Unite sul terreno,” ha scritto nel rapporto il segretario generale.

L’ultimo rapporto del segretario generale dell’ONU sulle attività degli osservatori dell’ONU sulle Alture del Golan, così come i tre precedenti, ha criticato l’esercito siriano per aver portato nei pressi del confine armi pesanti, violando l’accordo di disimpegno. L’ONU ha criticato anche Israele per la stessa ragione.

Secondo gli ultimi quattro rapporti, nell’ultimo anno l’esercito israeliano ha portato nel Golan una o due batterie del sistema Iron Dome [sistema di intercettazione dei missili, ndt.] e detiene nella zona anche cannoni da 155 mm e lanciarazzi, in violazione dell’accordo di disimpegno con la Siria. L’UNDOF [Forza di disimpegno degli osservatori delle Nazioni Unite sul confine tra Siria e Israele, ndt.] ha protestato per queste violazioni con entrambe le parti.

Domenica il Wall Street Journal ha informato che Israele per anni ha segretamente fornito aiuti ai ribelli siriani sulle Alture del Golan, con l’obiettivo di mantenere una zona di sicurezza di forze amiche per mantenere a distanza l’ISIS e forze alleate con l’Iran.

(traduzione di Amedeo Rossi)