Israele non rilascerà fino alla fine del processo l’adolescente palestinese che ha schiaffeggiato il soldato

Share on FacebookTweet about this on Twitter
image_pdfimage_print

Jack Khoury

17 gennaio, 2018 Haaretz

L’azione che ha manifestato e la gravità della violenza che lei ha messo in atto sono una prova che è pericolosa” dice il giudice che ha respinto la richiesta di rilasciarla.

Mercoledì [17 gen.] la corte d’appello israeliana ha stabilito che Ahed Tamimi, l’adolescente palestinese che è apparsa in un video mentre schiaffeggia un soldato dell’IDF , non verrà rilasciata fino a quando non terminerà il procedimento giudiziario nei suoi confronti.

Tamimi, la ragazza sedicenne di Nabi Saleh in Cisgiordania, è accusata di cinque imputazioni di aggressione alle forze di sicurezza e di istigazione. Sua madre è accusata di avere fotografato due incidenti e di istigazione sulle reti sociali.

Il giudice militare maggiore Haim Baliti ha respinto la richiesta di Tamimi di libertà provvisoria in attesa del suo processo. Nella sua argomentazione, il giudice ha notato che la Corte Suprema ha sottolineato che la libertà di espressione non consente di disturbare la pace o di commettere violenza, e che la difesa ha sbagliato nel mettere sullo stesso piano le azioni incendiarie [di Tamimi] e le proteste di un’attivista sociale. Le prove contro Tamimi, ha aggiunto, sono solide.

L’intraprendenza dimostrata, l’ampiezza e la gravità della violenza usata sono una prova che è pericolosa. La sua giovane età è un elemento da tenere in considerazione riguardo alla sua richiesta, ma nonostante ciò e tenendo conto considerazioni relative alla riabilitazione, non vi sono alternative concrete alla detenzione e non ne è stata presentata nessuna” ha detto Baliti.

Il giudice ha anche notato che Ahed è stata coinvolta in una lunga serie di precedenti reati e che il tempo trascorso da quando si sono svolti non ha prodotto effetti. “Questa è una persona che è stata coinvolta in molte occasioni in attacchi e minacce contro i soldati, usando anche un linguaggio provocatorio. Non ho altra scelta se non ordinare la sua detenzione fino alla fine del processo”.

La settimana scorsa, la corte ha deliberato di rilasciare la cugina di Ahed, Nur Tamimi, affermando che “deve rispettare le condizioni del rilascio come imposte dal tribunale, incluso il pagamento di una cauzione e qualcuno che garantisca per lei.”

Secondo l’avvocato di Ahed , Gaby Lasky, i fatti addebitati non giustificano una detenzione così lunga. Come ha detto lunedì a Haaretz, l’hanno trattenuta per trovare materiale sui precedenti incidenti e infatti hanno costruito un’accusa riguardante avvenimenti successi un anno e mezzo fa e anche prima, che non sono stati denunciati fino al suo attuale arresto. Non ci sono stati denunce o verbali su di essi.

In risposta questa decisione l’organizzazione israeliana contro l’occupazione B’tselem ha detto che l’udienza è “un chiaro esempio, uno fra i tanti, di come il sistema della giustizia militare non è uno strumento di giustizia, ma piuttosto un meccanismo fondamentale di repressione al servizio del controllo israeliano dei palestinesi nei territori”

La cugina di Ahed, Nur Tamimi è stata imputata dell’accusa di aggressione aggravata e di avere cercato di impedire a un soldato di portare a termine i suoi compiti lunedì. Lei è stata arrestata insieme alla cugina, Ahed, e alla madre di Ahed, Nariman. Nur è l’unica delle tre a non avere precedenti.

Giovedì scorso [11 gennaio], la corte militare ha ordinato il rilascio di Nur e ha prolungato la detenzione di Ahed e Nuriman. Tuttavia, il tribunale ha ritardato il rilascio di Nur fino a domenica per permettere alla procura militare di presentare appello contro il rilascio. Nur è l’unica delle tre a cui l’esercito non ha attribuito atti di violenza.

Il video che ha portato all’arresto di Nur e di Ahed Tamimi mostra le due che schiaffeggiano un soldato e che provano a tirare un calcio per provocare una reazione. Dopo che il primo soldato che ha aggredito non ha risposto con violenza, Ahed gli ha tirato un calcio e lo ha schiaffeggiato. Poi ha affrontato il secondo soldato che stava lì vicino e ha cercato di colpire anche lui. I due soldati non hanno risposto, né colpendole né scacciandole.

Nel contesto della vita sotto occupazione e delle consuete immagini di violenza tra palestinesi e soldati, queste sono segni che ispirano speranza, ed è così che sono state percepite in tutto il mondo.

Molti in Israele hanno visto questi fatti in modo diverso. Invece di autocontrollo e di moderazione, la destra ha visto fragilità, vigliaccheria e debolezza. L’esercito ha arrestato le ragazze Tamimi in seguito a queste critiche.

( Traduzione di Carlo Tagliacozzo)