Israele ha segnato uno “spettacolare autogol” con un’umiliante sconfitta ad opera del BDS

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Middle East Monitor

7 giugno 2018

Politici israeliani si stanno incolpando a vicenda per l’imbarazzante sconfitta di martedì che ha visto l’Argentina annullare il proprio incontro di calcio con Israele. Secondo il “Times of Israel” [giornale israeliano on line indipendente, ndt.], nel contesto della sconfitta, il primo ministro Benjamin Netanyahu e la sua solitamente fedele ministra della Cultura e dello Sport Miri Regev si sono reciprocamente incolpati della decisione di tenere la partita a Gerusalemme, la mossa che si pensa abbia contribuito alla decisione dell’Argentina.

Mentre Regev e Netanyahu hanno seguito il solito copione e attribuito l’annullamento da parte dell’Argentina al terrorismo palestinese, in Israele le accuse sono reciproche. In particolare Regev sta ricevendo tutte le colpe per quello che gli stessi partiti dell’opposizione al governo israeliano hanno descritto come un evidente tentativo da parte della ministra dello Sport di politicizzare l’incontro spostandolo a Gerusalemme.

Parlando ieri, sia Netanyahu che Regev hanno negato che il luogo della partita abbia a che vedere con l’annullamento, ma ognuno di loro dice anche che l’altro è stato responsabile per il cambiamento di sede. Netanyahu, che si trova a Londra, ha detto che è stata Regev a decidere di spostare la partita a Gerusalemme. “Io non ho sollecitato o chiesto che la partita fosse spostata a Gerusalemme. Non so niente dei tentativi che sono stati fatti”, ha detto Netanyahu.

In contemporanea con la conferenza stampa nel Regno Unito e apparentemente all’oscuro delle dichiarazioni del primo ministro, Regev ha dato una versione molto diversa degli avvenimenti. Durante un’intervista con un giornale israeliano ha detto: “È stato il primo ministro a mandare una lettera al (presidente argentino Mauricio) Macri quattro mesi fa chiedendo che venissero a giocare a Gerusalemme.”

In precedenza alla Knesset [il parlamento israeliano, ndt.] c’era stata un’infuocata discussione sulla figuraccia nazionale. Ad alcuni parlamentari è stato detto che Regev avrebbe accettato di pagare agli organizzatori 730.000 dollari per spostare l’incontro da Haifa a Gerusalemme a condizione che alla ministra venisse attribuito un “ruolo attivo” nell’evento, compresa una stretta di mano con Messi in campo e una conferenza stampa.

Politici dell’opposizione hanno accusato Netanyahu e Regev di aver politicizzato la partita insistendo perché avesse luogo a Gerusalemme. Secondo il “Times of Israel” Isaac Herzog, capo dell’opposizione, in un comunicato ha affermato che Israele ha segnato uno “spettacolare autogol” a favore del movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) [contro Israele, ndt.], contestando affermazioni secondo cui la posizione internazionale di Israele sta migliorando e descrivendo la decisione dell’Argentina come “un fallimento simbolico di un governo che sta nascondendo la testa nella sabbia”.

La deputata dell’”Unione Sionista” [coalizione di centro, all’opposizione, ndt.] Tzipi Livni ha detto che l’annullamento è stato il prodotto dell’“insistenza di Regev e Netanyahu di trasformare la partita da una manifestazione sportiva in una manifestazione di politica personale.” Regev, che pare sia stata estremamente amareggiata dall’umiliazione, ha fatto una scenata e ha chiesto che la competizione canora “ Eurovisione” del prossimo anno [che si terrà in Israele, in quanto Paese che ha vinto quest’anno, ndt.] si tenga a Gerusalemme, che pare essere un altro tentativo da parte dell’esponente politica israeliana di trasformare un evento culturale in una presa di posizione politica.

(traduzione di Amedeo Rossi)