Il Senato irlandese approva una proposta di legge di boicottaggio dei prodotti delle colonie israeliane

la senatrice Frances Black che ha proposto il disegno di legge sul boicottaggio dei prodotti delle colonie
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Noa Landau

12 luglio 2018, Haaretz

Il governo irlandese si è opposto alla legge, ma i parlamentari indipendenti e dell’opposizione l’hanno appoggiata. Israele: l’iniziativa ‘danneggerà anche i palestinesi’

Mercoledì il Senato irlandese ha approvato una proposta di legge per boicottare i prodotti provenienti dalle colonie della Cisgiordania.

La proposta di legge è passata con 25 voti a favore, 20 contrari e 14 astensioni. Essa vieta “l’importazione e la vendita di prodotti, servizi e risorse naturali provenienti dalle colonie illegali nei territori occupati (da Israele).”

La proposta, prima di diventare legge, deve essere approvata da entrambe le camere del parlamento.

All’inizio di quest’anno una votazione sulla proposta di legge era stata rinviata, su richiesta del governo irlandese. Il governo, dietro pressioni israeliane, ha poi cercato di mitigare il testo, ma non è riuscito a raggiungere un compromesso.

La proposta di legge è passata grazie ai voti dei parlamentari dell’opposizione e indipendenti. La senatrice Frances Black, la parlamentare indipendente che ha promosso il disegno di legge, ha recentemente postato un video che invita gli irlandesi a fare pressione sui loro rappresentanti perché lo sostengano.

Il ministero degli Esteri israeliano ha criticato duramente l’Irlanda dopo l’approvazione della proposta di legge, affermando che “il Senato irlandese ha dato il suo appoggio ad un’iniziativa di boicottaggio anti israeliana populista, pericolosa ed estremista, che nuoce alle possibilità di dialogo tra Israele e i palestinesi.”

Il ministero degli Esteri ha aggiunto che la legge “avrà un impatto negativo sul processo diplomatico in Medio Oriente”, e che “danneggerà il livello di vita di molti palestinesi che lavorano nelle aree industriali israeliane colpite dal boicottaggio.”

Il ministero ha detto che Israele sta ancora valutando la sua risposta sulla base degli sviluppi dell’iter legislativo.

L’alto dirigente palestinese Saeb Erekat si è congratulato con l’Irlanda per la decisione di approvare il disegno di legge, affermando di voler “ comunicare il nostro sincero apprezzamento al Senato irlandese per aver sostenuto a testa alta il principio della giustizia, approvando questa storica mozione che vieta il commercio con le colonie israeliane illegali nella Palestina occupata.”

Oggi il Senato irlandese ha inviato un chiaro messaggio alla comunità internazionale ed in particolare al resto dell’Unione Europea: le sole parole riguardo alla soluzione dei due Stati non bastano, se non si adottano misure concrete”, ha continuato Erekat.

Vorrei approfittare di questa occasione per ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nell’approvazione di questa proposta di legge, dai partiti politici alla società civile palestinese ed irlandese ed in particolar modo alla senatrice Frances Black per il suo coraggio nel proporre questa mozione che promuove la causa della giustizia in Palestina”, ha affermato.

Le reazioni tra i parlamentari israeliani all’approvazione del disegno di legge sul boicottaggio sono state differenziate. La deputata Ayelet Nahmias Verbin (Unione Sionista [coalizione di centro sinistra, all’opposizione, ndtr.]), membro della Commissione della Knesset per gli Affari Esteri e la Difesa, ha detto che “il boicottaggio irlandese sui prodotti provenienti da Giudea e Samaria [denominazione israeliana della Cisgiordania, ndtr.] potrebbe facilmente slittare verso un boicottaggio sui prodotti israeliani e legittimare altri Paesi europei ad adottare una misura simile.”

Nel frattempo, la deputata Haneen Zoabi (Lista Unita [coalizione di partiti arabo-israeliani, all’opposizione, ndtr.]) si è detta “felice che la proposta di legge sia passata” e che “contenga un importante messaggio politico: è tempo che l’Europa riveda il proprio approccio alla strategia di boicottaggio di Israele che sta diventando ogni giorno più fascista, e il diritto internazionale non fa che indebolirsi di fronte alla distruttività israeliana.”

La protesta di Netanyahu

Originariamente la votazione era prevista in gennaio, ma è stata rinviata dopo che il ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatrice di Irlanda in Israele, Alison Kelly, chiedendo spiegazioni. Il ministero ha agito su richiesta del primo ministro Benjamin Netanyahu, che è anche ministro degli Esteri.

Kelly ha detto a Rodica Radian-Gordon, responsabile dell’ufficio per l’Europa del ministero [degli Esteri israeliano], che la proposta di legge è stata promossa da parlamentari indipendenti, ma che il governo irlandese vi si è opposto. Ha anche sottolineato che il disegno di legge non era una proposta di BDS [Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni, ndtr.], ma si limitava a invitare al boicottaggio delle colonie.

Netanyahu tuttavia non ha accettato questa argomentazione. Ha denunciato la proposta di legge, dicendo che era intesa a “appoggiare il movimento BDS e danneggiare Israele.” In una dichiarazione rilasciata dal suo ufficio, ha aggiunto che la proposta “fa un favore a coloro che cercano di boicottare Israele ed è assolutamente contraria ai principi di libero commercio e di giustizia.”

(Traduzione di Cristiana Cavagna)