I partiti europei sono stati invitati a sottoscrivere che le pratiche di boicottaggio sono antisemite

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Arthur Neslen

24 ottobre 2018, The Guardian

Un convegno spalleggiato dal governo israeliano intende proporre linee rosse per i futuri membri del Parlamento Europeo

Una conferenza a Bruxelles spalleggiata dal governo israeliano intende spingere tutti i partiti politici europei a firmare delle “linee rosse” che dichiarino le pratiche di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) “essenzialmente antisemite”.

La conferenza di due giorni, a cui parteciperà il ministro israeliano per le questioni di Gerusalemme, Ze’ev Elkin, proporrà ai futuri membri del Parlamento Europeo e ai partiti politici un testo da firmare prima delle elezioni europee nel maggio del prossimo anno.

Il testo invita gli Stati membri dell’UE a firmare la “definizione operativa di antisemitismo” dell’Alleanza Internazionale per il Ricordo dell’Olocausto e ad escludere dal governo tutti i politici o i partiti che la violino.

La più controversa delle linee rosse – basata su una risoluzione adottata nel 2016 in Germania dall’Unione Cristiano-Democratica di Angela Merkel – invita “tutti i partiti politici ad approvare una risoluzione vincolante che respinga le attività BDS come essenzialmente antisemite.”

Il rabbino Menachem Margolin, fondatore dell’Associazione Ebraica Europea (EJA), una coalizione di organizzazioni che sta organizzando la conferenza insieme al gruppo Affari Pubblici Europa-Israele (EIPA), ha detto: “Quando saranno approvate, queste ‘linee rosse’rappresenteranno le nostre linee scritte non sulla sabbia, ma nel cemento, e fungeranno da sveglia per i politici per segnalargli che qui è davvero in gioco il futuro dell’Europa ebraica.”

Nel suo materiale promozionale per la conferenza del 6-7 novembre l’’EJA afferma che gli inviti sono coordinati con i ministeri israeliani per le Questioni di Gerusalemme e degli Affari Esteri, di cui sono indicati i loghi.

Nessuno dei due ministeri ha per ora risposto alle richieste di un commento.

Negli ultimi anni il governo israeliano ha cambiato atteggiamento, passando dall’ignorare il movimento BDS contro Israele, negli anni seguenti alla sua fondazione nel 2005, al lancio di una campagna internazionale contro di esso, sostenendo che mira a delegittimare lo Stato ebraico. Israele ha approvato una legge che vieta l’ingresso agli stranieri che sostengono pubblicamente il boicottaggio di Israele ed ha creato gruppi in altre Nazioni per contrastare le attività e le argomentazioni del BDS.

Il ministero israeliano per gli affari strategici, che pare abbia stanziato un budget di 72 milioni di dollari per contrastare il movimento mondiale BDS, dice di non essere coinvolto nella conferenza. Tuttavia, The Guardian è a conoscenza che i suoi funzionari pubblici ed altro personale del ministero degli Esteri israeliano sono stati regolarmente in contatto con almeno una figura coinvolta nell’organizzazione dell’evento.

Secondo il sito web del gruppo, l’anno scorso il ministro degli Affari Strategici, Gilad Erdan, ha visitato l’EIPA per dare sostegno e tenere riunioni informative che in parte riguardavano “il contrasto alla narrazione del BDS”. “Come posizione ufficiale, il ministero ritiene il BDS antisemita per i suoi doppi standard e per la demonizzazione di Israele”, ha riferito una fonte vicina all’ufficio di Erdan.

Margrete Auken [del gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea, ndtr.], vice-capo della delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con la Palestina, ha detto di non appoggiare il BDS. Tuttavia ha affermato: “Respingo i continui tentativi di assimilare questo movimento a guida palestinese all’antisemitismo”.

C’è un’evidente intenzione di mettere a tacere i sostenitori del BDS per proteggere le politiche illegali di annessione e spoliazione da parte del governo Netanyahu. La criminalizzazione e la repressione della legittima espressione della libertà di parola non possono essere accettate nelle nostre società.”

Durante l’estate le questioni relative all’assimilazione tra antisemitismo e antisionismo hanno diviso il partito Laburista nel Regno Unito. Un ‘organizzatore della conferenza ha detto che le linee rosse “potrebbero creare difficoltà ai compagni del partito Laburista nelle elezioni europee che sostengono Jeremy Corbyn come il salvatore della socialdemocrazia.”

Ed ha aggiunto: “Dobbiamo stilare queste linee e fare in modo che le persone le firmino prima di queste elezioni, in modo che in seguito noi possiamo chiedergliene conto.”

Un altro segnale che una nuova battaglia su questa questione potrebbe essere in preparazione, è il fatto che l’ambasciatore israeliano presso l’Unione Europea, Aharon Leshno-Yaar, ha accusato la vice-capo del gruppo socialista nel Parlamento Europeo, Elena Valenciano, di avere “una strana ossessione nei confronti dello Stato ebraico”, dopo che lei aveva criticato le politiche israeliane.

Sono preoccupato per il crescente numero di episodi antisemiti in Europa negli ultimi tempi”, ha detto Yaar, citando rapporti sullo spionaggio iraniano in centri ebraici. “Il vostro silenzio su questi argomenti è assordante. State adottando una narrazione che ha un unico scopo – denigrare lo Stato democratico del popolo ebreo.”

Quest’anno le accuse del ministero di Erdan secondo cui l’Unione Europea ha finanziato Ong che supportavano il BDS e il terrorismo gli si sono ritorte contro, quando il capo della politica estera dell’Unione, Federica Mogherini, le ha definite “disinformazione”.

(Traduzione di Cristiana Cavagna)