Il comitato dell’OLP vota la sospensione del riconoscimento dello Stato di Israele

Ottobre 28, 2018. REUTERS/Mohamad Torokman
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MEE staff

Lunedì 29 ottobre 2018, Middel East Eye

Il comitato centrale dell’OLP ha votato per sospendere tutti gli impegni presi con “le autorità occupanti”, fino a che Israele non riconoscerà lo Stato palestinese.

Il comitato centrale dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha annunciato la sospensione del riconoscimento dello Stato di Israele.

Nella sua decisione, resa nota lunedì sera dopo una riunione, l’OLP ha detto che annullerà tutti i suoi impegni verso le “autorità occupanti” fino a che Israele non riconoscerà uno Stato palestinese entro i confini del 1967 con Gerusalemme est come capitale.

Questo comprende la cooperazione per la sicurezza e gli accordi commerciali stabiliti tra Israele e l’Autorità Nazionale Palestinese.

Se le decisioni del comitato centrale non sono vincolanti, rappresentano però una raccomandazione all’ANP sulle future decisioni politiche. Il presidente dell’ANP Mahmoud Abbas era presente alla riunione.

Nel 2015 il comitato centrale aveva già chiesto la fine del coordinamento per la sicurezza con Israele.

Ha incaricato Abbas e il Comitato Esecutivo dell’OLP di dar seguito alle decisioni di lunedì.

Il comitato ha anche esplicitamente disapprovato il processo di pace condotto da Donald Trump ed il suo piano di “accordo del secolo” per porre fine al conflitto.

L’agenzia di notizie ufficiale palestinese Wafa ha riferito che “il comitato ha apprezzato gli sforzi del presidente (Abbas)… per insistere nel rifiuto dell’accordo del secolo e nel contrastarlo con tutti i mezzi disponibili per farlo fallire, come anche nel ritenere l’amministrazione USA partner del governo israeliano di occupazione e parte del problema, non la soluzione”.

Il Consiglio inoltre ha attaccato Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, accusandolo di non aver rispettato il suo impegno e l’accordo di unificazione firmato nell’ottobre dell’anno scorso.

Abbas è sembrato appoggiare le decisioni di lunedì, dicendo che è arrivato il momento di mettere in atto le precedenti misure approvate dal comitato centrale.

Secondo una dichiarazione pubblicata da Wafa, Abbas ha chiamato i palestinesi ad unirsi dietro all’OLP come “unico legittimo rappresentante” del popolo palestinese.

Di fronte alla crescente pressione da parte di Washington per porre fine all’assistenza pubblica dell’Autorità Nazionale Palestinese alle famiglie dei prigionieri e delle persone uccise dalle forze israeliane, Abbas ha detto: “Gli stanziamenti per le famiglie dei martiri e dei feriti costituiscono una linea rossa: non possiamo negoziare riguardo ai loro diritti.”(Traduzione di Cristiana Cavagna)