I ricercatori sostengono che l’esercito israeliano ha modificato il filmato del mortale attacco missilistico a Gaza

il funerale dei due quindicenni Louy Kaheel e Ameer al-Nimra,uccisi da un attacco missilistico il 18 luglio 2018 a Gaza. Photo by Wissam Nassar/Flash90
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Oren Ziv

20 dicembre 2018, +972 Magazine

L’esercito israeliano ha reso pubblici i filmati, fatti dai droni, dell’aviazione che bombarda un edificio apparentemente vuoto a Gaza. Inquirenti indipendenti hanno scoperto che è stata tagliata la parte in cui uno dei missili uccide due adolescenti seduti sul tetto.

Secondo un’inchiesta dell’istituto britannico Forensic Architecture [Architettura forense] e del gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem, pubblicato questa settimana, l’esercito israeliano avrebbe eliminato alcune riprese chiave di un attacco missilistico che all’inizio di quest’anno ha ammazzato due adolescenti palestinesi seduti su un tetto a Gaza.

Nel tardo pomeriggio del 14 giugno 2018, due adolescenti palestinesi, Luai Kahil e Amir al-Nimra, si sono arrampicarti sul tetto dell’edificio al-Katiba a Gaza City. Il selfie scattato quel giorno sul tetto sarebbe stata la loro ultima foto.

L’aviazione israeliana ha lanciato quattro “missili di avvertimento” verso l’edificio, che diceva essere una struttura di addestramento di Hamas. Secondo l’esercito i missili d’avvertimento, missili a bassa esplosività che nell’esercito israeliano chiamano “bussare al tetto”, hanno lo scopo di avvertire i civili di lasciare l’edificio nel mirino prima che vengano lanciate bombe più grosse.

Dopo i “missili d’avvertimento”, quattro missili più grossi hanno raso al suolo l’edificio. Kahil e al-Nimra, però, erano stati uccisi dal primo dei missili d’avvertimento. Altri ventitre palestinesi sono stati feriti dai missili più grossi.

Il giorno del raid, l’esercito israeliano ha diffuso su Twitter i filmati dei diversi attacchi, che sembrano mostrare quattro diversi “colpi di avvertimento” prima dei missili più potenti. Secondo l’indagine di B’Tselem e Forensic Architecture, tuttavia, sembra che il video pubblicato non corrisponda a come si sono effettivamente svolti i fatti.

Le riprese del primo attacco, in cui i ragazzi furono ammazzati, sono stati omessi dal montaggio diffuso dall’esercito. Quello che l’esercito presenta come primo attacco (il video dell’ufficio stampa dell’esercito non afferma specificamente che siano sequenziali) è in realtà il terzo missile di avvertimento mostrato da una diversa telecamera e un’altra angolazione.

Secondo B’Tselem e Forensic Architecture, l’omissione delle riprese del primo attacco pone la questione se i militari israeliani sapessero che c’erano due ragazzi seduti sul tetto dell’edificio quando hanno lanciato il primo missile, e se stiano tentando di coprire questo fatto. (Comunicazione: ho partecipato a una precedente indagine di Forensic Architecture.)

“Gli attacchi aerei a Gaza sono venduti al pubblico dall’esercito israeliano come azioni chirurgiche, progettate per proteggere i civili, basate su intelligence di precisione, munizioni regolari, sorveglianza delle circostanze reali e grande attenzione al diritto internazionale,” ha dichiarato in un comunicato stampa Haggai El- Ad, il direttore esecutivo di B’Tselem.

“In realtà, questo è per lo più solo propaganda. La verità, invece, è una quantità devastante di vittime civili, una sorveglianza che non è in grado di distinguere i combattenti dagli adolescenti, un’intelligence inetta e la riduzione dei principi legali intesi a proteggere i civili a una sbrigativa lista di controllo, che viene poi usata per mascherare le violazioni dei diritti umani e stabilire l’impunità “, ha aggiunto.

Forensic Architecture ha utilizzato nelle sue indagini una serie di immagini, tra cui le riprese aeree rilasciate dall’esercito israeliano, i filmati presi da vicine telecamere a circuito chiuso e video pubblicati sui social media in quel momento.

Gli investigatori hanno quindi sincronizzato e messo a confronto i materiali per ricostruire una simulazione dell’evento. Sincronizzando i due video, si può vedere che le esplosioni del terzo attacco e di quello che l’esercito sostiene essere il primo attacco sono identiche.

“Questa indagine mostra come una lettura approfondita delle immagini fornite dall’esercito israeliano, apparentemente intese a legittimare gli “avvertimenti” sull’edificio di al-Katibah, possa essere riletta e rivelare una storia diversa,” ha detto in un comunicato stampa Nicholas Masterton, ricercatore e coordinatore di progetto presso Forensic Architecture.

“In questo caso la ricchezza di immagini e video ci ha permesso di condurre una rigorosa indagine indipendente e di contestare le affermazioni dell’esercito israeliano. Non potremo solo dimostrare che Kahil e a-Nimrah sono stati uccisi da un missile mortale, ma anche mostrare il modo subdolo in cui le forze armate israeliane hanno presentato al pubblico i particolari degli attacchi”, ha aggiunto.

Il portavoce dell’esercito israeliano non ha risposto alle specifiche domande sull’eventualità o il perché il video del primo attacco missilistico fosse stato tagliato, intenzionalmente o meno, dal filmato diffuso dall’esercito.

“L’esercito israeliano ha attaccato un edificio di cinque piani nella Striscia di Gaza, utilizzato dalle brigate di Hamas come struttura per l’addestramento al combattimento nelle aree urbane. Dopo l’attacco, è stato detto che avesse causato la morte di due adolescenti. E’ stata aperta un’inchiesta e, in base alle indagini, si è stabilito che al momento in cui sono iniziati i bombardamenti aerei, nessuna persona è stata identificata sul tetto dell’edificio. I risultati dell’indagine sono attualmente all’esame dell’ufficio dell’avvocato generale militare. Sottolineiamo che prima dell’attacco sono stati presi vari provvedimenti cautelativi per minimizzare il più possibile le vittime civili. Alcuni missili con munizioni ridotte sono stati sparati sul tetto dell’edificio, quel che si dice “bussare al tetto”.


Oren Zin è fotoreporter e membro fondatore del collettivo di fotografi Activestills. Dal 2003 documenta una vasta serie di problemi sociali e politici in Israele e nei territori palestinesi occupati.

(traduzione di Luciana Galliano)