Cento prigionieri palestinesi feriti durante attacchi israeliani

l'attacco dei soldati israeliani contro i prigionieri nel carcere di Ofer
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Tamara Nassar

22 gennaio 2019, Electronic Intifada

Da domenica durante una serie di incursioni forze israeliane hanno ferito più di 100 prigionieri palestinesi nella prigione israeliana di Ofer, nei pressi della città di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha informato che da allora alcune unità dell’esercito israeliano hanno fatto irruzione in altre due prigioni, in quella di Nafha nella regione del Naqab [Negev in arabo, ndtr.], nella parte meridionale di Israele, e nella prigione di Gilboa, nel nord, dopo che avrebbero ricevuto una segnalazione dall’intelligence secondo cui membri della Jihad Islamica, un’organizzazione politica della resistenza palestinese, avevano dei telefonini.

Secondo la rete di notizie “Qud News” i soldati hanno utilizzato pallottole di acciaio rivestite di gomma, candelotti lacrimogeni, cani dell’esercito e bombe assordanti contro i prigionieri palestinesi. Anche tre celle sono state totalmente bruciate.

Secondo l’Associazione dei prigionieri palestinesi la maggior parte delle ferite sono state provocate dai proiettili di acciaio rivestiti di gomma e molti prigionieri sono stati trasferiti in ospedale. Circa 20 sono ancora ricoverati.

Si è trattato dell’attacco più grave contro i prigionieri palestinesi da più di un decennio, secondo l’associazione, che aggiunge che ciò rappresenta “un grave pericolo per la vita e la sorte dei prigionieri.”

Punizione collettiva

Secondo il “Times of Israel” [giornale in rete che si definisce “indipendente”, ndtr.] il ministro della Sicurezza pubblica Gilad Erdan ha affermato che il Servizio Penitenziario Israeliano “continuerà ad agire con tutta la forza” e “userà ogni mezzo a sua disposizione” per controllare quelle che ha definito “rivolte”.

Erdan ha confermato le sue intenzioni, annunciate all’inizio del mese, di peggiorare le condizioni dei palestinesi nelle prigioni israeliane e di ridurre il loro livello di vita “al minimo indispensabile”.

Erdan ha annunciato il blocco dei fondi sociali per i detenuti dell’Autorità Nazionale Palestinese, riducendo l’autonomia dei prigionieri e l’erogazione di acqua.

Secondo Haaretz, ha sostenuto che il “consumo di acqua” dei prigionieri è “folle” e un modo per loro di “sovvertire lo Stato”,

Il giornale non ha specificato quanta acqua avrebbero utilizzato i prigionieri palestinesi.

L’associazione dei prigionieri ha chiesto alle organizzazioni per i diritti umani, soprattutto al Comitato Internazionale della Croce Rossa, di intervenire per porre fine alla brutale aggressione contro i prigionieri di Ofer, che ospita circa 1.200 detenuti.

Dopo aver parlato con Louai al-Mansi, un rappresentante dei minori imprigionati a Ofer, l’associazione dei prigionieri ha inoltre sostenuto che le forze di occupazione israeliane hanno anche fatto un’incursione nella sezione che ospita i minori palestinesi detenuti a Ofer, obbligandoli a stare contro un muro e minacciandoli con fucili e con cani della polizia militare.

L’associazione dei prigionieri ha detto che i minori di Ofer sono in uno stato di panico e terrore, aggiungendo che un ragazzino di 15 anni è rimasto traumatizzato e non ha potuto parlare fino a martedì mattina.

Resistenza

I prigionieri di Ofer hanno annunciato una campagna di resistenza contro l’aggressione israeliana, definendola la “Battaglia per l’Unità e la Dignità”.

“Stiamo affrontando una nuova fase della repressione che minaccia le nostre vite di prigionieri,” hanno detto i detenuti in un comunicato.

Hanno ammonito i partiti politici e i dirigenti israeliani di non cercare di utilizzarli per fini politici nel contesto delle imminenti elezioni israeliane, imponendo loro misure più pesanti.

I prigionieri della Jihad Islamica hanno condannato l’aggressione israeliana ed hanno promesso una risposta.

“Non consentiremo che le prigioni siano una piattaforma di propaganda elettorale e affermiamo di aver preso la decisione di opporci e difendere noi e la nostra dignità,” ha detto l’organizzazione dei prigionieri del gruppo politico e della resistenza in una dichiarazione.

I prigionieri della Jihad islamica hanno riaffermato che bruceranno ogni cella attaccata dall’”Unità terrorista Metzada”, un riferimento alle forze speciali israeliane.

(traduzione di Amedeo Rossi)

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