Germania: attivista del BDS espulso dagli eventi pro-Palestina

Khalid Barakat
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24 giugno 2019 – Middle East Monitor

La Germania ha proibito allo scrittore e giornalista palestinese Khalid Barakat e a sua moglie Charlotte Keats di partecipare agli eventi pro-Palestina a causa del loro supporto al movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele.

Barakat vive a Berlino da 18 mesi e lavora come libero professionista, mentre sua moglie è coordinatrice internazionale per Samidoon, una agenzia di comunicazione palestinese che si occupa di difendere i prigionieri palestinesi. Entrambi sono stati accusati di sostenere il BDS, come riferito da Arab 48 il 23 giugno.

La polizia tedesca ha arrestato Barakat lo scorso sabato mentre si stava recando a un evento sulla Palestina, organizzato da una serie di comunità arabe residenti nella capitale tedesca.

Secondo quanto riportato da Arab 48, la polizia tedesca ha informato Barakat che da quel momento in poi non potrà più prendere parte ad alcun evento politico o culturale e neanche a riunioni familiari composte da più di dieci persone. Infrangere queste restrizioni gli costerà la detenzione per un anno e il pagamento di una multa.

L’ordinanza specifica che tale decisione è basata su informazioni raccolte dai servizi di intelligence tedesca “su un lungo periodo di tempo”. Dichiara anche che Barakat è stato coinvolto in una serie di incontri e attività che “provano” il suo essere “un antisemita e anti-israeliano”.

Idris ha anche dichiarato che la disposizione accusa Barakat di essere una minaccia alla sicurezza interna, di istigare all’odio contro gli ebrei e di essere membro del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (PFLP).

Lo scorso mese il parlamento tedesco ha approvato una legge per definire il BDS un movimento antisemita. La mozione affermava che “gli argomenti, atteggiamenti e metodi del movimento BDS hanno i caratteri dell’antisemitismo”, contestando ad esempio il fatto che gli adesivi “non comprare”, utilizzati dal BDS per identificare l’origine israeliana di un prodotto in modo che il consumatore possa scegliere di non comprarlo, “rievocano una associazione mentale con lo slogan nazista ‘non comprate dagli ebrei’”, cose che “ricordano alcuni dei momenti più terrificanti della storia tedesca”.

L’iniziativa è stata criticata sin da subito: l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) ha criticato duramente la decisione definendola “pericolosa”, mentre le ONG palestinesi obiettano che azioni del genere possono delegittimare le forme di resistenza pacifica.

( Traduzione di Maria Monno)

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