Redazione di Al Jazeera
28 gennaio 2025- Al Jazeera
Human Rights Watch denuncia che Israele viola i diritti delle ragazze e delle donne incinte, senza che si intraveda la fine di questi crimini.
In un nuovo rapporto pubblicato martedì Human Rights Watch (HRW) afferma che i 15 mesi di guerra di Israele contro Gaza, così come le severe restrizioni imposte al flusso di aiuti umanitari, gli attacchi delle forze israeliane alle strutture sanitarie e gli attacchi contro gli operatori sanitari hanno portato a un “pericolo mortale” per le donne incinte e i neonati. Nonostante il cessate il fuoco in corso, è improbabile che le condizioni precarie in cui le donne a Gaza partoriscono migliorino, poiché si prevede che la legislazione israeliana che entrerà in vigore questa settimana e che prende di mira l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (UNRWA) limiterà gravemente la consegna di aiuti umanitari al territorio devastato.
L’organizzazione denuncia che le donne di Gaza sono state portate via in tutta fretta dagli ospedali sovraffollati, a volte a poche ore dal parto, per fare spazio alle vittime di guerra. Anche l’assistenza neonatale è stata gravemente colpita: un medico della clinica ostetrica al-Helal al-Emirati di Rafah afferma che la struttura ha così poche incubatrici e così tanti neonati prematuri che i dottori sono stati costretti a mettere “quattro o cinque neonati in un’unica incubatrice”.
“La maggior parte di loro non sopravvive”, ha aggiunto il medico. Diversi neonati sono morti per la mancanza di riparo a causa delle temperature gelide.
Nel rapporto di 56 pagine HRW conclude che Israele, in quanto potenza occupante a Gaza, ha violato i diritti delle ragazze e delle donne incinte, tra cui il diritto a cure dignitose durante la gravidanza, il parto e il periodo post-parto, nonché il diritto all’assistenza neonatale.
L’organizzazione ha anche sottolineato che due leggi approvate dalla Knesset israeliana l’anno scorso e in vigore da martedì minacciano di “aggravare ulteriormente il danno alla salute materna e neonatale”. Le leggi, che vietano all’UNRWA di operare in Israele e nella Gerusalemme Est occupata e al governo israeliano di avere rapporti con l’agenzia, rendono di fatto impossibile all’UNRWA ottenere permessi per il suo personale e consegnare gli aiuti tanto necessari a Gaza.
Belkis Wille, direttore associato di HRW per le crisi, i conflitti e l’uso delle armi, ha detto ad Al Jazeera che “anche se il cessate il fuoco potrebbe fornire un’opportunità per iniziare a ripristinare il sistema sanitario di Gaza, a causa delle leggi che vietano le operazioni dell’UNRWA appena entrate in vigore la realtà è che le prossime settimane potrebbero portare le donne incinte e i neonati a soffrire ancora di più di quanto sia già avvenuto.” Wille ha aggiunto: “Le disposizioni del cessate il fuoco non affrontano realmente nessuna delle necessità significative delineate nel rapporto.”
Secondo il rapporto a partire da questo mese l’assistenza ostetrica e neonatale di emergenza è disponibile solo in sette dei 18 ospedali parzialmente funzionanti di Gaza, in quattro degli 11 ospedali da campo e in un centro sanitario di comunità. Tutte le strutture mediche che operano a Gaza affrontano “condizioni antigieniche e sovraffollate” e gravi carenze di forniture sanitarie essenziali, tra cui medicinali e vaccini. Gli operatori sanitari, “affamati, oberati di lavoro e talvolta sotto attacco militare”, si stanno prodigando allo stremo per prendersi cura delle vittime degli attacchi e affrontano allo stesso tempo innumerevoli casi di malattie dovute all’acqua e infettive, aggiunge il rapporto.
HRW ha condotto a Gaza durante la guerra interviste con donne incinte, operatori sanitari gazawi e personale medico internazionale che lavora con organizzazioni umanitarie internazionali e agenzie che gestiscono equipe mediche a Gaza. Le interviste dipingono un quadro orribile dell’impatto della guerra sull’accesso alle cure di base durante la gravidanza e il parto.
Sono disponibili poche informazioni sul tasso di sopravvivenza dei neonati o sul numero di donne che hanno avuto gravi complicanze o sono morte durante la gravidanza, il parto o il post-parto, nota HRW. Ma l’organizzazione fa riferimento alla testimonianza di esperti di salute riproduttiva che hanno riferito che il tasso di aborto spontaneo a Gaza è aumentato fino al 300% dall’inizio della guerra il 7 ottobre 2023. Ha anche fatto riferimento ai rapporti delle Nazioni Unite secondo cui almeno otto neonati e bambini sono morti per ipotermia a causa della mancanza di un riparo sufficiente.
La guerra di Israele ha portato a uno sfollamento senza precedenti di circa il 90% degli abitanti di Gaza, molti dei quali sono stati costretti a fuggire più volte. Ciò ha reso impossibile per le donne incinte accedere in sicurezza ai servizi sanitari, ha rilevato il rapporto, notando che madri e neonati non hanno avuto quasi nessun accesso alle cure postnatali. Verso la fine dell’anno scorso Human Rights Watch ha concluso in un altro rapporto che Israele stava commettendo “atti di genocidio” negando acqua pulita ai palestinesi di Gaza. Ha anche denunciato che l’uso da parte di Israele della “fame come metodo di guerra” ha portato a una grave insicurezza alimentare.
Le donne incinte sono state particolarmente colpite dalla mancanza di accesso a cibo e acqua, con conseguenze critiche per la loro salute e per lo sviluppo fetale. Molte donne incinte hanno segnalato disidratazione o impossibilità di lavarsi, afferma il rapporto. “Le palesi e ripetute violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani da parte delle autorità israeliane a Gaza hanno avuto un impatto particolarmente acuto sulle ragazze e donne incinte e sui neonati”, afferma Wille. “Il cessate il fuoco da solo non porrà fine a queste condizioni orribili. I governi dovrebbero fare pressione su Israele affinché garantisca urgentemente che le esigenze delle ragazze e delle donne incinte, dei neonati e di altri che necessitano di assistenza sanitaria siano soddisfatte”.
(traduzione dall’Inglese di Giuseppe Ponsetti)


