Redazione di MEMO
29 gennaio 2025 – Middle East Monitor
Un rapporto accusatorio pubblicato ieri dalla ong Human Rights Watch (HRW) rivela il catastrofico impatto dell’offensiva militare israeliana sulle donne incinte e sui neonati a Gaza, documentando gravi carenze di cure mediche, allarmanti incrementi di aborti spontanei e condizioni devastanti per i parti.
Il rapporto di 50 pagine, intitolato “Cinque neonati in una incubatrice: violazioni dei diritti delle donne incinte durante l’assalto israeliano a Gaza”, evidenzia come l’assedio israeliano e gli attacchi alle strutture sanitarie abbiano creato delle condizioni potenzialmente letali per le donne durante la gravidanza e il parto.
“Dall’inizio delle ostilità a Gaza le donne e le ragazze stanno affrontando la gravidanza in mancanza di assistenza sanitaria di base, misure igieniche, acqua e cibo” ha affermato Belkis Wille, il direttore associato per le crisi, i conflitti e le armi di Human Right Watch. “Esse e i loro neonati sono a rischio costante di una morte evitabile.”
Il rapporto dipinge un quadro fosco dell’assistenza sanitaria alla maternità al collasso. Solo 7 sui 18 ospedali parzialmente funzionanti possono adesso fornire cure ostetriche di emergenza, contro le 20 strutture presenti prima del 7 ottobre 2023. In alcuni casi i dottori sono obbligati a mettere fino a cinque neonati prematuri in una sola incubatrice a causa della grave carenza di apparecchiature mediche.
La situazione ha portato ad un drammatico aumento di complicanze durante la gravidanza. Secondo gli esperti di salute delle donne in gravidanza citati nel rapporto dal 7 ottobre 2023 il tasso degli aborti spontanei è cresciuto del 300%. Un sondaggio ONU fra le donne ha evidenziato che il 68% delle donne incinte ha sperimentato complicanze, con il 92% che ha riportato infezioni del tratto urinario e il 76% che ha sofferto di anemia.
Le terribili condizioni hanno obbligato gli ospedali a dimettere le donne poche ore dopo il parto. “Io ero esausta e non potevo camminare,” ha detto una madre ad HRW dopo essere stata dimessa solo quattro ore dopo il parto. “Tenevo in braccio il neonato e con mio marito e altri tre figli abbiamo dovuto cercare qualcuno che ci portasse [in macchina].”
Il rapporto evidenzia anche il devastante impatto della malnutrizione, con oltre 48.000 donne incinte che hanno sperimentato emergenze e una catastrofica mancanza di cibo sino a dicembre 2024. Il Fondo per la Popolazione dell’ONU (UNICEF) ha riportato che da dicembre inoltrato 8 bambini e neonati sono morti per ipotermia a causa della mancanza di un semplice riparo.
HRW ha osservato che a ottobre la Knesset [il parlamento israeliano, ndt.] ha approvato due leggi entrate in vigore nel gennaio 2025 che minacciano di aggravare ulteriormente le condizioni di salute delle mamme e dei neonati. Queste nuove leggi vietano all’Agenzia ONU per il Soccorso e il Lavoro per i Rifugiati Palestinesi nel Medio Oriente [United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA)] di operare in Israele e a Gerusalemme Est occupata e vietano al governo dello Stato occupante di mantenere rapporti con l’UNRWA, cosa che renderebbe impossibile all’agenzia ONU di fornire aiuto nella Cisgiordania occupata o a Gaza o di ottenere permessi o visti per il proprio personale.
Israele ha inoltre ordinato all’UNRWA di lasciare tutte le sedi a Gerusalemme Est occupata e di interrompere le sue attività entro domani. L’UNRWA fornisce acqua, cibo, rifugio e altri servizi vitali a centinaia di migliaia di palestinesi a Gaza, incluse donne incinte, madri che allattano e neonati.
HRW ha chiesto agli alleati di Israele, inclusi gli USA, di effettuare azioni immediate per porre fine a queste violazioni. L’ONG ha sollecitato i governi a interrompere l’assistenza militare e a fare pressione su Israele per garantire che siano soddisfatti i bisogni delle donne incinte, dei neonati e di quanti hanno bisogno di cure mediche.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


