Amir Tibon
25 febbraio 2025 – Haaretz
Il governo Netanyahu si sta muovendo verso la Russia, allontanandosi dall’Ucraina e avvicinandosi ai partiti di rottura preferiti da Vladimir Putin in Europa. È qualcosa che gli alleati occidentali di Gerusalemme dovranno prendere in considerazione in futuro
Vi è la tentazione di vedere il voto di Israele contro l’Ucraina all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di lunedì come un risultato diretto del nuovo vento che soffia dagli Stati Uniti, dove l’amministrazione Trump ha adottato una linea filo-russa, con grande stupore della maggior parte dei governi mondiali. Questa è una spiegazione facile per i governanti israeliani che sicuramente dovranno affrontare nei prossimi giorni domande sull’abbandono di una democrazia amica che lotta per la propria esistenza contro un’aggressione russa sostenuta da armi iraniane.
Ma il significato del voto dell’ONU, che sulla guerra in Ucraina sposta Israele dal campo neutrale a quello filo-russo, riguarda molto più del semplice rapporto del Primo Ministro Benjamin Netanyahu con Donald Trump e della sua paura dell’ira del Presidente americano. In effetti Trump è solo una comoda scusa. La verità più inquietante e vergognosa è che Israele non ha mai mostrato alcun coraggio morale sulla questione dell’Ucraina e si sta allineando non solo con il nuovo Presidente degli Stati Uniti, ma anche con i partner ideologici della Russia e gli utili idioti in Europa.
Lo stesso giorno in cui Israele ha votato a favore del testo americano alle Nazioni Unite il giornalista Barak Ravid ha riferito che il nuovo ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, aveva dato istruzioni al suo ministero di modificare la politica decennale di non cooperazione con i partiti europei di estrema destra che hanno una storia di negazione dell’Olocausto e di glorificazione dei criminali di guerra che hanno preso parte allo sterminio degli ebrei europei.
La decisione avrà un impatto sui legami di Israele con i partiti di estrema destra in Francia, Spagna e Svezia, ma per ora non includerà il partito tedesco Alternativa per la Germania [AdF] o il Partito della Libertà austriaco. Tuttavia ci sono già forze all’interno della destra israeliana che premono per migliorare i rapporti anche con questi due partiti, e sembra solo questione di tempo prima che Sa’ar approvi una mossa del genere.
Ciò segue un tentativo precedente, rivelato da Haaretz nel 2023, dell’allora ministro degli Esteri Eli Cohen per ripulire l’immagine del partito di estrema destra rumeno Alleanza per l’Unità dei Rumeni. Ciò che tutti questi partiti di estrema destra hanno in comune è il desiderio di rivedere il passato e cancellare i crimini dei loro governi e delle loro società prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Israele, l’unico Stato ebraico al mondo, aveva quindi evitato qualsiasi contatto ufficiale con tali partiti in tutta Europa.
Eppure questi stessi partiti hanno scoperto di recente che sostenendo le colonie israeliane in Cisgiordania possono ottenere legittimità dal governo Netanyahu, spesso contro la posizione dichiarata delle comunità ebraiche locali nei loro stessi Paesi che continuano a vederli con sospetto e preoccupazione date le loro radici antisemite.
Questi partiti hanno anche una chiara tendenza a sostenere la Russia contro l’Ucraina e sono promossi dal Cremlino che li considera fattori interni di instabilità che indeboliscono l’Europa e servono agli obiettivi strategici a lungo termine del presidente Vladimir Putin.
Ed è qui che i due fili si uniscono. Israele sotto il suo attuale governo si sta muovendo verso la Russia, allontanandosi dall’Ucraina e avvicinandosi ai partiti preferiti da Putin all’interno dei diversi Paesi europei.
Questo cambiamento strategico, che ha anche implicazioni morali a lungo termine per lo Stato e il popolo ebraico, si basa su interessi politici a breve termine e non è mai stato discusso in modo appropriato all’interno del governo. Ma ora è la realtà, una realtà con cui gli alleati e i sostenitori tradizionali di Israele dovranno fare i conti.
(traduzione dall’inglese di Giuseppe Ponsetti)


