Le tre principali menzogne dell’ex-portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari

Un collage delle immagini dell'ex portavoce dell'IDF Hagari. Composizione di Palestine Chronicle
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Romana Rubeo  

9 marzo 2025 – Palestine Chronicle

Romana Rubeo esamina il ruolo dell’ex-portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari nella diffusione di false informazioni e propaganda nella guerra in corso contro Gaza.

I media israeliani hanno informato che domenica l’esercito israeliano ha annunciato che il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha nominato Avi Dovrin come portavoce ufficiale.

Ciò è avvenuto dopo che venerdì Zamir ha deciso di licenziare il portavoce dell’esercito Daniel Hagari. Come megafono di uno degli eserciti più immorali al mondo il lascito di Hagari è stato segnato da costanti menzogne e propaganda intese a mascherare o giustificare i crimini di Israele.

Ciò è iniziato persino prima dell’inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza il 7 ottobre 2023. Nel maggio 2022, per esempio, Hagari affermò falsamente che la giornalista palestinese Shireen Abu Akleh era stata uccisa da combattenti palestinesi a Jenin. Le sue affermazioni, fatte nonostante prove schiaccianti indicassero cecchini israeliani come responsabili, intendevano sviare la responsabilità per la tragica uccisione della stimata giornalista palestinese.

Abu Akleh, nota per anni di coraggiosi reportage dalla Palestina occupata, venne uccisa mentre informava su un’operazione militare israeliana nel campo profughi di Jenin. La sua morte suscitò una condanna unanime e sollevò preoccupazioni riguardo al fatto che le forze di occupazione israeliane prendevano di mira i giornalisti.

Durante il genocidio in corso le ripetute mistificazioni, illazioni e la diffusione di false informazioni sono state sistematicamente smentite, persino dai principali media occidentali.

Questo modello di disinformazione ha contribuito al crescente isolamento di Israele e alla perdita di fiducia nei suoi confronti sul piano internazionale.

Qui di seguito ci sono alcuni significativi esempi di affermazioni false diffuse da Hagari.

L’ospedale pediatrico Rantisi

Il 13 novembre 2023 Hagari ha sostenuto che l’esercito israeliano aveva scoperto un centro di comando “con un arsenale di armi che includeva granate, giubbotti esplosivi e altri ordigni conservati da combattenti di Hamas nel seminterrato dell’ospedale Rantisi, un nosocomio pediatrico specializzato nel trattamento di pazienti oncologici”, ha informato l’agenzia di notizie Reuter.

Questa affermazione intendeva giustificare gli attacchi contro gli ospedali e il sistema sanitario di Gaza iniziati molto presto nella guerra genocida.

In un aggiornamento televisivo Hagari ha detto che avevano “trovato anche indizi che indicano che Hamas vi ha tenuto degli ostaggi” e che la questione era “oggetto di indagine.”

La dichiarazione era stata fatta anche a un gruppo di giornalisti che accompagnavano l’esercito israeliano e avevano visitato l’ospedale. Nonostante le illazioni fossero state immediatamente smentite dalle autorità sanitarie del posto e da commentatori arabi, ci è voluto quasi un anno perché venissero smascherate dai principali media occidentali.

L’ottobre scorso, parlando al [programma] Posto di Ascolto di Al Jazeera un giornalista della CNN di nome ‘Adam’ ha descritto l’episodio come “un momento imbarazzante” per la CNN.

‘Adam’ ha raccontato che, quando il redattore per la politica internazionale della CNN Nic Robertson è stato accompagnato dall’esercito israeliano a visitare l’ospedale pediatrico Rantisi bombardato a Gaza, Hagari gli ha mostrato su un muro un documento scritto in arabo, sostenendo che fosse una lista dei turni di membri di Hamas che controllavano gli ostaggi.

Tuttavia è risultato che il documento era un calendario, “e in arabo erano scritti i giorni della settimana. Ma nel reportage diffuso Nic Robertson ha incluso le affermazioni israeliane,” ha affermato Adam.

L’ospedale Al-Shifa

Il 15 novembre 2023 l’esercito israeliano ha preso d’assalto per la prima volta l’ospedale Al-Shifa, la più grande struttura ospedaliera di Gaza.

L’attacco ha tenuto intrappolati all’interno del complesso migliaia di pazienti e sfollati, mentre centinaia di palestinesi sono stati uccisi e feriti dai soldati israeliani.

Settimane prima dell’attacco Hagari aveva iniziato a costruire un caso pubblico.

Il 17 ottobre 2023, durante una conferenza stampa, Hagari ha sostenuto che l’esercito aveva “prove concrete” che vari edifici ospedalieri a Gaza erano direttamente coinvolti nelle attività di Hamas.

Oltretutto, secondo il portavoce dell’esercito israeliano, gli edifici erano stati costruiti su una rete di tunnel sotterranei che sarebbero stati accessibili dall’interno degli ospedali.

Il 22 novembre 2023, una settimana dopo l’attacco, Hagari ha affermato in una dichiarazione filmata che “i terroristi sono venuti qui per dirigere le loro operazioni.”

Questa volta è stato il Washington Post a smentire le dichiarazioni israeliane, affermando in un articolo del 21 dicembre 2023 che “le prove presentate dal governo israeliano sono insufficienti per dimostrare che Hamas abbia utilizzato l’ospedale come centro di comando e di controllo.”

L’articolo era basato su un’analisi del Washington Post di riprese open-source, immagini satellitari e tutti i materiali resi pubblici dall’IDF [l’esercito israeliano, ndt.].”

L’analisi del Post ha concluso che “le stanze collegate alla rete di tunnel scoperte dai soldati dell’IDF non mostrano alcuna chiara prova dell’uso militare da parte di Hamas.” Oltretutto “nessuno dei cinque edifici ospedalieri identificati da Hagari sembra essere collegato alla rete di tunnel,” e non c’erano “prove che i tunnel potessero essere accessibili dai reparti ospedalieri.”

Notizie false sugli arresti

L’esercito israeliano ha preso d’assalto l’ospedale Al-Shifa una seconda volta il 18 marzo 2024. Dopo un assedio di due settimane terminato il primo di aprile l’ospedale è stato quasi totalmente distrutto e centinaia di palestinesi morti sono stati trovati nelle fosse comuni dentro e attorno all’ospedale.

Nel tentativo di giustificare l’ennesimo crimine di guerra, il 22 marzo Hagari ha sostenuto che durante l’irruzione nell’ospedale Al-Shifa l’esercito ha arrestato importanti ufficiali di Hamas.

L’esercito israeliano ha reso pubblico un collage di foto che mostravano che il capo delle Brigate Al-Qassam [il braccio armato di Hamas, ndt.] Raed Saad era tra gli arrestati.

Secondo il Times of Israel [giornale israeliano in lingua inglese, ndt.] in una conferenza stampa il portavoce dell’esercito israeliano ha vantato l’arresto di comandanti di Hamas “molto importanti”.

Tuttavia poche ore dopo in un’intervista ad Al Jazeera un ufficiale della sicurezza di Hamas ha detto che “la lista delle foto di arrestati all’ospedale Al-Shifa rilasciata dal portavoce dell’esercito di occupazione è imprecisa.”

“Alcune delle foto sulla lista sono di persone che attualmente si trovano fuori da Gaza e altre sono di martiri [palestinesi uccisi dagli israeliani, ndt.]” ha continuato l’ufficiale, notando che “tre delle foto sulla lista sono di medici rilasciati in precedenza dall’occupazione.”

Più tardi lo stesso giorno l’esercito israeliano e lo Shin Bet [il servizio di intelligence interna di Israele, ndt.] hanno ammesso la pubblicazione di rapporti ingannevoli, attribuendola a un “errore umano”.

Hagari non è l’unico militare israeliano il cui nome sarà macchiato per sempre dal fatto di aver fornito false giustificazioni al genocidio di Israele contro i palestinesi. Egli è solo uno dei sintomi di un problema molto più profondo.

La sua improvvisa scomparsa dalla scena in seguito al fallimento israeliano nel raggiungere i suoi obiettivi militari a Gaza evidenza i fallimenti più complessivi di Israele su tutti i fronti, compresa l’hasbara, la sua macchina propagandistica ufficialmente riconosciuta e fondata sulle menzogne.

Romana Rubeo è una giornalista italiana ed è caporedattrice di The Palestine Chronicle. I suoi articoli sono apparsi su molti giornali online e riviste accademiche. Ha conseguito un Master in Lingue e Letterature Straniere ed è specializzata in traduzione audiovisiva e giornalistica.

(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)