Redazione di MEMO
3 giugno 2025 – Middle East Monitor
L’agenzia Anadolu ha riferito che ieri esperti ONU hanno chiesto la protezione della nave della Freedom Flotilla Coalition che è partita domenica dall’Italia trasportando cibo, forniture mediche e per bambini destinati a Gaza.
“Gli aiuti sono disperatamente necessari per il popolo di Gaza per scongiurare l’annichilimento e questa iniziativa è un simbolico e potente sforzo per consegnarli,” affermano gli esperti in una dichiarazione congiunta. “Israele dovrebbe ricordare che il mondo sta guardando attentamente e evitare ogni atto di ostilità contro la Freedom Flotilla Coalition e i suoi passeggeri.”
Essi sottolineano che è un diritto legale dei palestinesi ricevere aiuti attraverso le loro acque territoriali e del vascello di navigare liberamente in acque internazionali.
“Israele non deve interferire con la sua libertà di navigazione a lungo riconosciuta secondo il diritto internazionale,” affermano.
Gli esperti manifestano preoccupazione per la sicurezza dei passeggeri facendo riferimento alla precedente nave della Freedom Flotilla, che all’inizio di maggio è stata bombardata da un drone al largo delle coste di Malta.
Affermano che Israele ha imposto un blocco totale su Gaza per 17 anni, intensificandolo dal 2 marzo, con gli aiuti completamente interrotti da oltre 80 giorni.
“Mentre la nave della Freedom Flotilla Coalition si avvicina alle acque territoriali palestinesi al largo di Gaza, Israele deve rispettare il diritto internazionale e ottemperare agli ordini della Corte Internazionale di Giustizia per garantire un accesso degli aiuti umanitari privo di impedimenti,” dicono gli esperti.
Essi condannano l’uso degli aiuti come arma di guerra e accusano la Gaza Humanitarian Foundation – sostenuta da Israele e USA – di violare i principi di neutralità ed umanità.
Definendo l’attuale situazione come “la più terrificante” fase della crisi di Gaza, gli esperti chiedono all’assemblea generale delle Nazioni Unite di autorizzare forze di pace in base al meccanismo Unione per la Pace.
“Gli Stati membri [dell’ONU, ndt.] hanno l’obbligo legale e l’imperativo morale di fermare la carestia e il genocidio a Gaza,” essi affermano.
Rifiutando le richieste internazionali per un cessate il fuoco, Israele ha perseguito una devastante offensiva a Gaza da ottobre 2023, uccidendo oltre 54.500 palestinesi, molti dei quali donne e minori. Le organizzazioni per gli aiuti hanno ammonito riguardo al rischio di carestia tra la popolazione dell’enclave di più di due milioni di persone.
(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)


