Redazione di Palestine Chronicle
26 luglio 2025 – Palestine Chronicle
L’esercito israeliano ammette di aver distrutto vaste scorte di cibo e medicine destinate a Gaza mentre i morti per fame aumentano e cresce l’indignazione globale.
In un netto inasprimento della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza sotto assedio, l’emittente israeliana KAN ha confermato che l’esercito israeliano ha distrutto decine di migliaia di pacchi di aiuti, tra cui grandi quantità di cibo e medicine, destinati alla popolazione affamata del territorio.
Citando fonti dell’esercito israeliano, il servizio ha rivelato che il carico di più di 1.000 camion di aiuti umanitari è stato deliberatamente distrutto.
Le stesse fonti hanno dichiarato: “Ci sono migliaia di pacchi lasciati sotto al sole e se non saranno trasportati a Gaza saremo costretti a distruggerli”. Nonostante la crescente pressione internazionale affinché gli aiuti siano consegnati, le autorità israeliane hanno sostenuto che la distruzione [degli aiuti] fosse dovuta a presunte carenze “nel meccanismo di distribuzione”.
Compiuto al culmine di ciò che gli esperti umanitari e le organizzazioni internazionali definiscono una carestia senza precedenti, tale atto ha suscitato un’ondata di condanne. L’intera popolazione della Striscia di Gaza, oltre 2,3 milioni di persone, è stata spinta al limite della sopravvivenza da più di 21 mesi di guerra, assedio e politiche di sistematica privazione del cibo.
I resoconti provenienti da Gaza descrivono una realtà sempre più tetra: persone che sopravvivono nutrendosi di cibo per animali, erba, o addirittura nulla. Le famiglie sfollate ormai si cibano di bucce di patate, erbacce e farina ricavata da foglie di mais essiccate poiché l’accesso ai generi alimentari di base è diventato pressoché impossibile. Negli ospedali e nei rifugi i medici riferiscono un aumento nei decessi per malnutrizione, in particolar modo tra i bambini, gli anziani e i pazienti affetti da patologie croniche.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza 122 persone, per lo più bambini, hanno già perso la vita per cause legate alla fame. I dati più recenti rivelano che l’11,5% dei minori soffre di malnutrizione acuta grave, una percentuale classificata come catastrofica dagli standard sanitari globali. Le organizzazioni umanitarie avvertono che queste cifre sottostimano probabilmente la reale portata della tragedia, dato il collasso del sistema sanitario e dei meccanismi di monitoraggio nella maggior parte del territorio.
La distruzione degli aiuti umanitari non è un episodio isolato ma rientra in un più ampio schema di ostruzionismo. Israele mantiene un blocco ferreo sulla Striscia di Gaza da quasi vent’anni, ma le condizioni sono peggiorate drasticamente dall’inizio della guerra.
Le ONG internazionali e le agenzie dell’ONU hanno ripetutamente accusato il governo israeliano di bloccare o ritardare le spedizioni di aiuti, a volte per settimane, mentre decine di migliaia di tonnellate di generi alimentari, acqua e attrezzature mediche marciscono ai valichi di frontiera.
Le richieste di assunzione di responsabilità si fanno sempre più insistenti. In un’intervista concessa ad Al Jazeera questa settimana, Michael Fakhri, Relatore Speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione, ha condannato senza mezzi termini le azioni di Israele.
“Servono sanzioni, subito”, ha dichiarato. “Le condanne non bastano più. Israele sta ostacolando l’ingresso degli aiuti, che si accumulano ai confini sotto gli occhi del mondo intero.”
Fakhri ha sottolineato che le organizzazioni umanitarie non possono operare liberamente e che la fame inflitta alla popolazione di Gaza deve essere riconosciuta come una forma di punizione collettiva e potenzialmente uno strumento di genocidio. Ha aggiunto che una pressione continua da parte araba e internazionale è essenziale per spezzare l’assedio e garantire aiuti immediati.
Nel frattempo, l’indignazione pubblica esplode in tutto il mondo. Negli ultimi giorni enormi manifestazioni hanno riempito le piazze di grandi città, da Londra, New York e Parigi a Istanbul e Johannesburg, con i dimostranti che chiedono un cessate il fuoco immediato, la fine del blocco e l’accesso umanitario completo e senza restrizioni a Gaza.
Questi sviluppi arrivano in un momento di crescente attenzione per il governo israeliano, che si trova sempre più isolato a livello diplomatico. Diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno accusato Israele di usare la fame come arma di guerra.
Un numero crescente di giuristi e funzionari ONU sostiene che le azioni israeliane possano costituire una violazione della Convenzione sul Genocidio e del diritto internazionale umanitario.
Nonostante ciò, le autorità israeliane continuano a negare ogni responsabilità. I portavoce del governo sostengono che la mancata distribuzione degli aiuti dipenda dal collasso delle infrastrutture civili a Gaza, omettendo però il fatto che gran parte di tali infrastrutture è stata deliberatamente colpita e distrutta dai bombardamenti israeliani.
(traduzione dall’inglese di Giacomo Coggiola)


