Prem Thakker
13 agosto 2025 – Zeteo
Molti lavoratori sanitari “soffrono fame, capogiri e svenimenti durante le operazioni o mentre soccorrono i pazienti” si legge in una lettera aperta firmata da professionisti della sanità.
Più di 100 medici e professionisti della salute internazionali che negli ultimi 22 mesi hanno prestato servizio a Gaza hanno firmato una lettera aperta in cui chiedono l’attenzione internazionale riguardo al devastante attacco israeliano contro i lavoratori sanitari palestinesi e sollecitano un’immediata azione internazionale per proteggerli e ricostruire il sistema sanitario decimato di Gaza.
“Rifiutiamo di rimanere in silenzio mentre i nostri colleghi muoiono di fame e vengono colpiti da Israele,” si legge nella lettera, diffusa in anteprima da Zeteo [media indipendente di controinformazione, ndt.]. “Tutti i nostri colleghi palestinesi, medici, infermieri e paramedici, stanno rapidamente dimagrendo a causa della mancanza di cibo imposta dal governo israeliano. Molti soffrono fame, capogiri e svenimenti durante le operazioni o mentre soccorrono i pazienti.”
Tra i firmatari ci sono i dottori Thaer Ahmad, Yasser Khan, Tanya Haj-Hassan, Ambereen Sleemi e Nick Maynard.
A Gaza negli ultimi 22 mesi le condizioni hanno raggiunto il punto più basso. Le morti per fame sono aumentate a una velocità allarmante. Gli ospedali rimasti ancora in funzione sono arrivati a “un crollo quasi totale” in quanto devono affrontare una media di otto “stragi di massa” giornaliere. Centinaia di migliaia di persone sono sempre più assetate in quanto l’accesso all’acqua potabile si riduce e le malattie si diffondono.
A peggiorare le cose, le condizioni di vita stanno colpendo quelli che hanno l’incarico di contribuire ad alleviare le sofferenze. A maggio 2025, afferma la lettera, le forze israeliane avevano ucciso più di 1.500 operatori sanitari palestinesi. Molti di più, osserva sempre il comunicato, sono stati rapiti, detenuti illegalmente e torturati nelle carceri israeliane.
Nel contempo a Gaza, aggiunge la lettera, l’esercito israeliano ha gravemente limitato il lavoro della solidarietà internazionale e delle organizzazioni mediche e ha bloccato “l’ingresso di rifornimenti essenziali: medicinali, strumenti chirurgici, cibo e persino latte per neonati.” I professionisti della salute palestinesi, anche loro cacciati dalle proprie case, e che spesso vivono in tende o rifugi di fortuna, hanno continuato a prestare le cure a migliaia dei loro vicini che si trovano in situazioni simili.
Nella lettera i medici espongono nel dettaglio perché le condizioni a Gaza sono terribili.
“I pazienti non possono guarire senza cibo sufficiente e accesso a servizi sanitari completi. Se qualcuno sopravvive dopo essere stato colpito da un soldato israeliano o ferito da un’esplosione determinata da un aereo israeliano deve comunque guarire dalle ferite. La malnutrizione è un gravissimo impedimento a un pieno recupero, rendendo le persone soggette a infezioni per le quali ora a Gaza ci sono pochissime possibilità di cura,” si legge nella lettera.
“In poche parole: il corpo non può guarire quando non si è mangiato adeguatamente da giorni o a volte da settimane, come attualmente è molto frequente a Gaza. La stessa cosa è vera per medici e lavoratori sanitari, che lottano per fornire cure affrontando le stesse condizioni di deprivazione estrema.” Agli oltre 100 operatori sanitari si sono aggiunti più di 150 lavoratori della salute solidali che hanno anche loro firmato la lettera.
“Firmiamo questa lettera in solidarietà e con indignazione. Rifiutiamo la violenza del silenzio e la presunta neutralità mentre i nostri colleghi vengono affamati e colpiti da Israele.”
Ecco il testo completo della lettera:
La lettera dei medici – Voci in solidarietà con i colleghi palestinesi di Gaza
Ci rifiutiamo di rimanere in silenzio mentre i nostri colleghi vengono affamati e colpiti da Israele.
Noi, gli operatori sanitari firmatari, dalla fine del 2023 abbiamo lavorato insieme ai nostri colleghi palestinesi a Gaza e abbiamo assistito in prima persona alle dimensioni e alla gravità della loro sofferenza.
Oggi alziamo di nuovo la nostra voce in piena solidarietà con in nostri colleghi a Gaza che continuano tutti quanti a subire una violenza inimmaginabile.
Il genocidio in corso e l’assedio crescente da parte di Israele hanno di fatto distrutto tutto il sistema sanitario di Gaza. I pochi ospedali rimasti parzialmente in funzione sono ancora in piedi grazie alla determinazione e all’impegno dei medici e infermieri palestinesi che continuano a prendersi cura dei pazienti nonostante il pericolo costante di essere presi di mira, e ora anche di morire di fame.
Tutti i nostri colleghi palestinesi, medici, infermieri e paramedici, stanno rapidamente dimagrendo a causa della mancanza di cibo imposta dal governo israeliano. Molti patiscono fame, capogiri e svenimenti mentre eseguono operazioni o si occupano dei pazienti nel pronto soccorso. La maggioranza di loro è stata sfollata in tende dopo essere stata cacciata dalle proprie case e molti stanno sopravvivendo con meno di un solo piatto di riso al giorno.
Le conseguenze umanitarie della crisi politica a Gaza non sono solo segnate direttamente dalle stragi dell’esercito israeliano contro l’intera popolazione, ma anche dal metodico attacco di Israele contro il sistema sanitario:
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In seguito ai ripetuti e sistematici attacchi israeliani contro il sistema sanitario e i lavoratori della salute gli operatori sanitari palestinesi sono stati uccisi in gran numero. A maggio 2025 risultavano uccisi oltre 1.580 lavoratori.
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L’esercito israeliano ha rapito, arrestato illegalmente, vessato e torturato centinaia di lavoratori sanitari palestinesi, tenendoli in condizioni degradanti nelle prigioni e in campi di detenzione.
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Lo Stato di Israele ha ripetutamente bloccato l’evacuazione di pazienti e le iniziative sanitarie internazionali e chiuso o ostacolato evacuazioni indispensabili e corridoi umanitari.
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Israele continua a bloccare sistematicamente l’ingresso di rifornimenti essenziali: medicinali, strumenti chirurgici, cibo e persino latte per neonati. In seguito a ciò i lavoratori sanitari palestinesi devono cercare di salvare vite in ospedali senza i più basilari materiali che sono rapidamente disponibili a poca distanza da loro.
I pazienti non possono guarire senza alimentazione e accesso adeguato a servizi sanitari completi. Se qualcuno sopravvive dopo essere stato colpito da un soldato israeliano o ferito da un’esplosione determinata da un aereo israeliano deve comunque guarire dalle ferite. La malnutrizione è un gravissimo impedimento a un pieno recupero, rendendo le persone soggette a infezioni per le quali ora a Gaza ci sono pochissime possibilità di cura. In poche parole: il corpo non può guarire quando non si è mangiato adeguatamente da giorni o a volte da settimane, come attualmente è molto frequente a Gaza. La stessa cosa è vera per i medici e gli operatori sanitari, che lottano per fornire cure affrontando le stesse condizioni di deprivazione estrema.
Non ci sono difficoltà logistiche che possano essere risolte semplicemente con un maggiore aiuto medico o più delegazioni sanitarie internazionali. Questa è una crisi interamente creata dall’uomo attraverso una crudeltà senza limiti e nel totale disprezzo per la vita dei palestinesi.
Chiediamo un’immediata azione internazionale per:
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Proteggere i lavoratori sanitari palestinesi e tutti i palestinesi, compresi sforzi coordinati per garantire l’immediato rilascio dei palestinesi e degli operatori sanitari palestinesi illegalmente detenuti.
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Proteggere le strutture sanitarie e bloccare immediatamente gli attacchi contro tutte le strutture sanitarie compresi ospedali, cliniche e ambulanze come previsto dalle leggi internazionali.
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Porre fine al blocco illegale e garantire l’ingresso umanitario senza impedimenti di cibo, acqua potabile, rifornimenti sanitari e distribuzione di carburante e garantire l’accesso illimitato di delegazioni mediche internazionali a Gaza.
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Garantire un cessate il fuoco immediato e permanente e la fine dell’illegale occupazione militare di Gaza.
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Chiamare a rispondere quanti sono responsabili di attacchi, arresti e violenze che colpiscono le attività sanitarie a Gaza.
Firmiamo questa lettera per solidarietà e con indignazione. Rifiutiamo la violenza del silenzio e la presunta neutralità mentre i nostri colleghi vengono affamati e colpiti da Israele.
Firmata da professionisti della salute che hanno lavorato a Gaza:
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Mahmooda Syed, DO, MBA, FACEP
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Brennan Bollman MD, MPH
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Ayesha Khan, MD, MPH
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Zahed Rahman RN, Terapia Intensiva
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Abeerah Muhammad MSN, RN, CENEN
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Owais Nadeem, MD
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Sarah Badran, MD, MACM
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Lana Abugharbieh BSN, RN, CEN
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Nour Sharaf, DO
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Aziz Rahman, MD
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Talal Ali Khan, MD, FACP, FASN, FRCP
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Elidalis Burgos, MSN, APRN, AGACNP-BC
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James Smith, MBBS, MA, MSc, MSc, medico di pronto soccorso britannico
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Mohammad Rizwan Minhas, MD
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Khawaja Ikram, DO
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Noor Amin, MD
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Arham Ali, MD, MS. assistente universitario, terapia intensiva pediatrica
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Yipeng Ge, MD, MPH, CCFP
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Margaret Ogden, MPH, infermiera diplomata
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Qutaiba Mohammad Allawwama, infermiere di pronto soccorso
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Sarah Lalonde, Bsc. MD, CCFP-EM
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Zena Saleh, MD, specializzanda in chirurgia generale
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Tarek Meguid, MD,OB/GYN
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Anas Alkassem, MD
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Ali Khader, MD, MPH
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Nada Al Hadithy, FRCS, MD, FMLM, PgDip
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Mumen Diraneyya, specialista in chirurgia generale
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Hamza AbdulQader, terapia intensiva
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Thaer Ahmad, medico e membro del consiglio di PAMA
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Mir S Ali, MD, pediatra
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Uzer Khan, MD
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Feroze Sidhwa, MD, MPH, FACS, FICS
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Deirdre Nunan, MD, FRCSC (ortopedico)
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Ben Thomson, MD, MPH, MSc, FRCPC
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Ambereen Sleemi, MD, MPH uroginecologo
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Ahmed Hassabelnaby, DO –medicina d’urgenza
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Saira Hussain, MBBS FRCA MA FANZCA
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Bushra Othman, BMBS, FRACS, chirurgia generale
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Mina Naguib, medico di pronto soccorso, BSc, BMBS, DMCC, MPH, FRCRM
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Tom Potokar, Prof, OBE, chirurgo plastico
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Goher Rahbour, BMedSci, MBChB, MRCS, MD Res, FRCS
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Nick Maynard, MD
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Junaid Sultan, specialista in chirurgia vascolare
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Aarianna Read, infermiera diplomata
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Aalisha Mariam Karimi, MB BChir, MRCP, FRCA, DipHTM
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Aqsa Durrani, MD, MPH
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Janet Hall, medico
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Matthew Arnaouti, specializzando in traumatologia e ortopedia
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Kirsty Blacka, Charge Sister – infermiera diplomata
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Adam Hamawy, MD FACS
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Ana Jeelani, specialista in chirurgia pediatrica ortopedica
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Kaji Sritharan, specialista di chirurgia vascolare
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Haleh Sheikholeslami, MD, FAAFP
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Dr Paul Ransom, medico di pronto soccorso britannico
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Yasser Khan, MD, FRCSC
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Einar Lande, t ginecologo
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Lucy Hooton, capo infermiera
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Line Dahlgaard Berntzen, medico
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John Kahler,MD, FAAP
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Chandra Hassan, MD
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Yassar Arain, MD
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Nahreen Ahmed, MD MPH
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Tanya Haj-Hassan, BMBCh
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Mahmoud Sabha, MD
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Khaled Al-hreish, MD
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Nabeel Rana, MD
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Alia Kattan, MD
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Rana Mahmoud, RNBSN
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Mohamad Abdelfattah, MD
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Hina Syed , M.D.
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Jennifer Arriaga, BSN, RN, CCRN
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Morgan McMonagle, MB BCh FRCSI FACS MD
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Christos Georgalas, docente di chirurgia della testa e del collo
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Tammy Abughnaim, MD, medicina d’emergenza
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Abdullah Salameh, chirurgia generale
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Mohammed Akuji, anestesista specializzato
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Amy Neilson, MBBS BSc MPH&TM FACRRM FACTM FEWM
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Jason O’Connor, infermiere diplomato, PANZMA
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Osama H. M. Hamed, chirurgo
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Dr. Farah Abdul Aziz, MBBS FRACS
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Montaha Khan, specialista in terapia intensiva
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Salih El Saddy, MD, PANZMA
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Jacklyne Scarbolo, dirigente medico
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Jamal Merei, chirurgo generale
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Patrick Ennis, NHS infermiere specializzato
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Husam Basheer, esparto in ortopedia
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Mohammed Alkandari, MD
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Ghassan Alami, MD-CM, FRCS(C)
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Travis Melin, D.O
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Jeremy Hickey, anestesista specializzato
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Asma Lina fazlanie, MbChB, FRCA, MRCP
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Mohammed Mustafa, MD
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Sakib Rokadiya
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Hanadi Katerji, RN
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Victoria Rose, chirurga plastica specializzata
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Martina Marchiò, PMR
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Wilhelmi Massay, Terapia intensiva
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Tas Qureshi, chirurgo
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Heba Al-Nashef, Ostetrica specializzata
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Mark Brauner, DO, FACEP
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Azeem Elahi, MD
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Wajid Jawaid, chirurgo pediatrico specializzato
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Michail Liontiris, MD, MScIH –medicina d’urgenza
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Haseeb Khawaja MD
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Mohamed S A Elfar, MD, MSc, FACS, FCCM
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Greg Shay, MD
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Elen O’Donnell, MBBS, FACRRM, DipPH
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Mohamed Kuziez , MD, FAAP
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Adil Husain, M.D.
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Mohammed Sbeih, MD, FACS
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Chandra Hassan, MD, FACS
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Raul Incertis Jarillo, anestesista
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Shehzad Batliwala, DO
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Anas Ahmed, MD
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Mark Perlmutter MD
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Joelle Tischhauser
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Dr Chris Holden
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Amanda Prezioso, infermiera
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Yacine Haffaf, Surgeon chirurgo
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Arham Ali, MD, MS. assistente universitario, terapia intensiva pediatrica
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Hamza AbdulQader, terapia intensiva
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Rana Mahmoud, RNBSN
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Riad Abdelkarim, MD, MHCM, FACP; direttore sanitario
La lettera è stata firmata anche da 159 professionisti della salute solidali.
(traduzione dall’inglese di Amedeo Rossi)


