Redazione di PC
5 novembre 2025 – Palestine Chronicle
Il comune di Gaza sta affrontando una catastrofe sanitaria e ambientale senza precedenti per le oltre 260.000 tonnellate di rifiuti che si sono accumulati per strada e in discariche provvisorie.
Il grave accumularsi dei rifiuti a Gaza City ha generato un disastro sanitario e ambientale su larga scala, denunciano le autorità e gli abitanti. Lo scrive in un articolo il giornale Al-Araby Al-Jadeed.
La crisi è provocata dalla guerra genocidaria di Israele, che non solo ha impedito l’accesso alla principale discarica ufficiale, ma ha anche distrutto circa l’85% dei veicoli e dei macchinari comunali, rendendo impossibile lo svolgimento di servizi essenziali.
Il portavoce del municipio, Husni Muhanna, ha detto a Al-Araby Al-Jadeed che la situazione a Gaza City è “estremamente critica,” viste le oltre 260.000 tonnellate di rifiuti ammassate in strada o in discariche estemporanee. Muhanna attribuisce questa crisi alla mancanza di veicoli, alla scarsità di carburante (necessario per rendere operativi i pochi camion rimasti) e alle restrizioni imposte dall’esercito israeliano che impediscono agli operatori ecologici del comune di accedere a Juhor ad-Dik, la discarica ufficiale a sud-est di Gaza City.
Muhanna ha affermato che certe vie della città sono diventate vere e proprie “discariche improvvisate a cielo aperto”, il che costituisce una diretta minaccia alla vita delle persone e accresce la “reale possibilità che scoppi un’epidemia o inizino a diffondersi malattie infettive”.
Conseguenze disastrose per la salute e per l’ambiente
Quali siano gli effetti catastrofici dell’accumulo dei rifiuti è ben specificato nell’articolo:
Questi enormi cumuli di rifiuti creano un ambiente ideale per la proliferazione di insetti, roditori e mosche, e favoriscono il diffondersi di malattie come tifo, colera, epatite virale e affezioni respiratorie.
Il percolato tossico che viene a prodursi nelle discariche penetra nelle falde acquifere, aumentando il rischio di malattie gastrointestinali e di avvelenamento cronico.
A esacerbare la crisi — osserva Muhanna — c’è anche il fatto che, nell’intento di risolvere il problema delle esalazioni, gli abitanti appiccano il fuoco ai rifiuti in maniera incontrollata e questo provoca inquinamento dell’aria e aggrava ancora di più le condizioni delle persone affette da asma.
La dottoressa Sulaf Deeb, medico specializzato in igiene e sanità pubblica, parlando ad Al-Araby Al-Jadeed ha denunciato un significativo incremento dei casi di affezioni respiratorie, dermatiti e problemi gastrointestinali, specie tra i bambini e gli anziani che vivono nei pressi di siti dove vengono accumulati i rifiuti.
Per di più, la fuoriuscita di sostanze tossiche dai rifiuti non adeguatamente gestiti determina un degrado ambientale a lungo termine, come la contaminazione del suolo e delle falde acquifere, l’emissione di gas serra e la distruzione della biodiversità.
Gli abitanti raccontano la loro sofferenza
L’impatto psicologico che pesa quotidianamente sui gazawi è gravissimo. Ahmed Abdel Hadi, 42 anni, che vive nel centro di Gaza City, dice che le condizioni sono diventate insopportabili. Definisce intollerabile l’odore che regna in città, soprattutto nelle ore pomeridiane, spiegando che i suoi figli soffrono tutti di allergie e tossiscono costantemente. Ha anche osservato l’allarmante presenza di ratti, mosche e zanzare al calar della sera, confessando di sentirsi in uno stato di paura continua dovuto all’altissima probabilità di contrarre malattie e alla totale mancanza di sicurezza igienico-sanitaria.
Khalil Dahman, che ha un banco a un mercato nelle vicinanze di una di queste aree di scarico improvvisate, ha subìto un notevole calo delle vendite e sta perdendo i clienti, che non riescono più a tollerare i miasmi o i fumi provenienti dai rifiuti incendiati. È una situazione che si ripercuote negativamente sul sostentamento di tutta la popolazione, e anche l’immagine della città ne risulta deturpata.
L’appello del comune
Malgrado le sue attività siano al collasso, il comune sta lavorando con le risorse rimaste per spostare temporaneamente i rifiuti in siti più interni, come la discarica nel quartiere di Al-Yarmouk. Il portavoce comunale Husni Muhanna lancia comunque un appello urgente agli organismi internazionali affinché intervengano inviando macchinari e attrezzature pesanti necessarie alla raccolta e alla movimentazione dei rifiuti.
Sollecita con urgenza la fornitura di equipaggiamenti protettivi per gli operatori ecologici, nonché il permesso di accedere in sicurezza alla discarica ufficiale.
Il comune ha in programma di ricostruire da cima a fondo il sistema di gestione dei rifiuti solidi, dopo la guerra, concentrandosi su risanamento, differenziazione e riciclaggio, ma — sottolinea Muhanna — perché tutto ciò sia possibile è necessario togliere il blocco navale su Gaza e garantire l’ingresso di risorse essenziali come carburante e attrezzature.
(traduzione dall’inglese di Chiara Guidi)


