Il governo israeliano annuncia il boicottaggio del quotidiano Haaretz accusandolo di appoggiare i ‘nemici’

Una seduta della Knesset il 24 luglio 2023. Foto: Noam Moskowitz – Knesset – Handout/Anadolu Agency
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Redazione di MEMO

30 dicembre 2025 – Middle East Monitor

Per la prima volta dalla fondazione dello Stato di Israele, il governo ha annunciato il boicottaggio del quotidiano Haaretz, accusandolo di supportare i “nemici” durante il tempo di guerra.

Secondo Galei Tzahal [la radio dell’esercito israeliano, ndt.], il governo ha deciso di non avere più rapporti con Haaretz relativamente sia agli annunci pubblicitari sia alle questioni editoriali. Ministri, agenzie di pubblicità e società finanziate dallo Stato hanno avuto indicazioni di interrompere ogni rapporto con il quotidiano.

Nel reportage di una radio israeliana si afferma che il boicottaggio è stato implementato con una decisione del governo presa a novembre del 2024 che ha anche previsto l’isolamento del quotidiano dagli account ufficiali degli uffici stampa di alto grado all’interno dell’esercito israeliano.

In una dichiarazione il governo israeliano ha affermato che durante la guerra a Gaza Haaretz ha pubblicato editoriali che “hanno danneggiato la legittimità dello Stato di Israele nel mondo e il suo diritto all’autodifesa.”

Nella dichiarazione si afferma che il governo “non accetterà una situazione in cui l’editore di un quotidiano ufficiale chieda di sanzionarlo e supporti i nemici dello Stato durante una guerra”. Su questa base ha affermato che tutti i rapporti con il quotidiano verranno interrotti e nessuna dichiarazione ufficiale verrà rilasciata attraverso di esso.

Secondo [il quotidiano, ndt.] Yediot Aharonot il passo arriverebbe dopo che la Knesset [il parlamento israeliano, ndt.] ha approvato in prima lettura una legge che impone nuove restrizioni sulla libertà di opinione e di espressione.

Il quotidiano in lingua ebraica ha riferito che la legge, denominata “Riforma del sistema dei media”, è stata proposta dal ministro delle comunicazioni Shlomo Karhi [del partito di maggioranza, il Likud, ndt.] ed ha passato il voto iniziale della Knesset in seduta plenaria.

La legislazione estende i poteri delle corti rabbiniche a spese dell’autorità della procuratrice generale israeliana, Gali Baharav-Miara, che si è opposta alla legge. Essa ha avvertito che la legge “include misure che aggravano i rischi per l’immagine della libertà di stampa in Israele”.

Essa ha detto che “c’è una vera e propria preoccupazione riguardo ad una significativa influenza e interferenza commerciale e politica nel lavoro dei mezzi di comunicazione”.

(traduzione dall’inglese di Gianluca Ramunno)