Mohammad Mansour
16 agosto 2026 – Al Jazeera
Il passaggio di competenze sull’ordine pubblico rivela i piani per cancellare la Linea Verde, imporre l’apartheid e rafforzare i gruppi armati di coloni.
Politici e analisti palestinesi hanno messo in guardia contro quello che descrivono come un piano israeliano per annettere illegalmente la Cisgiordania occupata attraverso una serie di decisioni e azioni con diversi pretesti.
Venerdì scorso il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ordinato alle forze armate di elaborare un piano per il trasferimento dei poteri di ordine pubblico nella Cisgiordania occupata alla polizia israeliana.
Secondo il quotidiano israeliano Haaretz la decisione fa seguito alle critiche mosse all’esercito per la gestione dell’assedio di un’abitazione palestinese nel villaggio di Qusra da parte dei coloni israeliani.
Katz ha giustificato il passaggio di consegne affermando: “Il ruolo dell’esercito è combattere il terrorismo palestinese… e non dare la caccia ai giovani delle colline [individui appartenenti all’ala più radicale della destra israeliana noti per azioni violente e per l’occupazione di terreni palestinesi, spesso con il supporto dell’esercito, ndt.]
Il Ministero della Difesa ha specificato che la polizia dovrebbe istituire un’unità specifica per la gestione di tali questioni civili.
Tuttavia funzionari palestinesi e un’ampia gamma di esperti politici avvertono che questo cambiamento strutturale rappresenta una pericolosa accelerazione dell’annessione illegale, dell’apartheid e della pulizia etnica.
Mustafa Barghouti, segretario generale dell’Iniziativa Nazionale Palestinese [partito politico palestinese socialdemocratico, ndt.], ha dichiarato ad Al Jazeera che i coloni sono la “punta di diamante del processo di annessione e ebraizzazione”.
Ha tracciato parallelismi storici diretti con la deportazione di massa dei palestinesi, affermando: “Ripetono ciò che fecero le bande terroristiche sioniste nel 1948, come l’Haganah e la Banda Stern”.
Barghouti ha avvertito che affidare la sicurezza al Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e gli insediamenti israeliani illegali al Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich equivale a “consegnare la Cisgiordania ai coloni”.
Ha sottolineato che si tratta di una guerra aperta contro la popolazione, aggiungendo: “Chi governa di fatto la Cisgiordania è il noto terrorista fascista Smotrich”.
Annessione di fatto
Gli analisti sostengono che la sostituzione della legge di occupazione militare con il diritto civile modifichi radicalmente la realtà giuridica del territorio. Mohanad Mustafa, accademico e ricercatore in studi israeliani, ha dichiarato ad Al Jazeera che la decisione cancella giuridicamente i confini.
“Il governo non sta trattando la Cisgiordania come un territorio occupato”, ha affermato Mustafa, spiegando che nel trasferire il potere a una forza di polizia civile, “il governo ha annesso la Cisgiordania”.
Ha osservato che questa mossa esonera i militari dai loro obblighi ai sensi del diritto internazionale affidando l’applicazione della legge a Ben-Gvir.
Mustafa ha avvertito che Ben-Gvir, che in precedenza aveva supervisionato la demolizione di migliaia di case arabe in Israele, ora ordinerà alla polizia di “sostenere sempre di più i coloni e spingerli sempre più ad intensificare la repressione e il terrorismo contro i palestinesi”.
La leadership palestinese ha condannato fermamente il provvedimento. Hussein al-Sheikh, segretario generale del comitato esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha descritto il provvedimento come una palese violazione degli accordi internazionali e un tentativo di “imporre la legge e la sovranità israeliana sulla Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, e di consolidare l’annessione illegale di terre palestinesi”.
L’organizzazione palestinese Hamas ha fatto eco a questo sentimento rilasciando una dichiarazione in cui definisce il provvedimento un “passo pericoloso sulla strada verso l’imposizione di un’annessione di fatto” che fornisce “copertura e maggiore protezione di fronte all’escalation degli attacchi e dei crimini commessi dai coloni”.
Milizie fasciste
L’Autorità Palestinese ha accusato il governo israeliano e il suo esercito di sponsorizzare la violenza dei coloni. Persino alcuni membri del parlamento israeliano hanno accusato l’esercito di complicità.
Gli analisti sottolineano che sollevare l’esercito dai propri compiti equivale in sostanza a delegare la violenza ai coloni, trasformandoli in un braccio armato dello Stato.
Nihad Abu Ghosh, esperto in affari israeliani, ha dichiarato ad Al Jazeera che non c’è contraddizione tra l’esercito e i coloni. Ha osservato che i coloni si sono trasformati in “formazioni di milizia fascista” che svolgono il lavoro sporco per conto dello Stato.
“Si tratta di formazioni di milizia fascista, e ci sono precedenti simili in molti Paesi già governati dal fascismo, come la Spagna, l’Italia, la Germania o persino il Cile”, ha affermato Abu Ghosh, aggiungendo che queste milizie svolgono ruoli che “richiedono l’elusione di qualsiasi disciplina, regola o legge” per realizzare un’annessione “strisciante e graduale”.
Apartheid e deportazione
Il doppio quadro giuridico derivante da questo cambiamento ha suscitato forti critiche a livello internazionale e locale. Shadi al-Shurafa, ricercatore esperto di affari israeliani, ha dichiarato ad Al Jazeera che la situazione rappresenta uno stato di segregazione da manuale.
“Ci troviamo di fronte all’applicazione di un palese sistema di apartheid razzista in Cisgiordania”, ha affermato al-Shurafa, sottolineando come un unico regime operi attraverso due leggi completamente differenti sulla base dell’etnia.
Ha aggiunto che l’obiettivo finale dell’attuale governo è quello di attuare una pulizia etnica completa e di intrappolare i palestinesi in “cantoni e bantustan isolati”.
Altri esperti sostengono che questa mossa alteri completamente lo status giuridico internazionale del territorio, spingendo la crisi verso una nuova fase, più pericolosa.
“La questione è passata dall’annessione a una fase post-annessione, creando una realtà in cui il palestinese si trova costretto a pensare alla migrazione”, ha dichiarato Adel Shadid, esperto di affari israeliani.
Complicità internazionale
Gli analisti hanno anche evidenziato il ruolo della comunità internazionale, in particolare degli Stati Uniti, nel favorire questo cambiamento sistemico.
Shadid ha liquidato le recenti condanne statunitensi della violenza dei coloni come mera messa in scena per “ingannare l’opinione pubblica mondiale”.
Ha sostenuto che il progetto di fondo gode del pieno appoggio degli Stati Uniti, osservando che “tutto ciò che sta accadendo ora è un piano americano-israeliano e che c’è armonia tra le due amministrazioni di destra, quella di Washington e quella israeliana”.
Andrew Whitley, ex funzionario delle Nazioni Unite e presidente del consiglio di amministrazione del Britain Palestine Project [ONG che sostiene i diritti dei Palestinesi, ndt.], ha sottolineato che il trasferimento di consegne previsto è “del tutto illegale” e ha sollecitato un immediato intervento internazionale.
Ha dichiarato ad Al Jazeera che “lo Stato palestinese sta scomparendo sotto i nostri occhi”, chiedendo alla comunità internazionale di andare oltre la retorica.
“Dobbiamo fare molto di più che limitarci a torcerci le mani e lamentarci del fatto che i governi non facciano nulla al riguardo”, ha affermato Whitley, chiedendo sanzioni concrete per fermare la rapida cancellazione della presenza palestinese.
(traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)


