Non distogliete lo sguardo: i minorenni di Gaza stanno ricostruendo ciò che le bombe americane hanno distrutto.

Un ricovero di fortuna a Gaza Foto: Shaimaa Eid, The Palestine Chronicle

Kathy Kelly

19 settembre 2026 – Palestine Chronicle

L’ultima vendita di armi statunitensi a Israele conferma ulteriormente la complicità degli Stati Uniti con i crimini di guerra genocidi commessi da Israele contro i palestinesi.

Dopo aver speso milioni di dollari per ridecorare la Casa Bianca e trasformare i monumenti di Washington, il 15 settembre 2026 il presidente Trump ha approvato un’ulteriore vendita di bombe pesanti a Israele per un valore di 2,8 miliardi di dollari, tra cui 40.000 bombe da una tonnellata, 20.000 bombe da 2.000 libbre [circa 900 kg, ndt.] e 20.000 testate perforanti per bunker. Israele ha utilizzato queste bombe per distruggere case, famiglie e infrastrutture cruciali a Gaza, in Cisgiordania e in Libano.

Quest’ultimo pacchetto di armi statunitensi rifornirà l’arsenale israeliano di bombe che le organizzazioni per i diritti umani hanno condannato dopo aver documentato il loro utilizzo negli ultimi due anni e mezzo per uccidere, mutilare, devastare e sfollare con la forza i palestinesi. I sopravvissuti, le cui case sono state ridotte in macerie, vivono ora in rifugi di fortuna, tra cui fragili tende, mentre Israele continua a limitare le consegne di rifornimenti che potrebbero proteggere gli abitanti di Gaza dalle intemperie, dalle malattie, dalle infestazioni di roditori e insetti e da altre sofferenze legate allo sfollamento.

Nel giugno del 2026 il Consiglio norvegese per i rifugiati ha stimato che 170.000 famiglie a Gaza, pari a quasi un milione di persone, vivevano in tende. “Altre 5.000 famiglie dormono all’aperto”, hanno riferito, “mentre 52.000 famiglie vivono in rifugi sovraffollati”.

Mentre gli abitanti di Gaza si apprestano ad affrontare i mesi invernali, caratterizzati da piogge intense e temperature rigide, continuano a scarseggiare di materiali di emergenza per la costruzione di rifugi. Hanno bisogno di teloni di plastica, compensato e corde. La guerra genocida e l’assedio alimentano la crisi che stanno vivendo, mentre gli israeliani continuano a distruggere case e rifugi di Gaza e a imporre restrizioni che impediscono l’arrivo degli aiuti di cui hanno disperatamente bisogno.

Negli ultimi due anni, i membri della coalizione Global Solidarity for Peace in Palestine hanno tenuto incontri online settimanali con palestinesi residenti in Cisgiordania. Essi aggiornano il nostro comitato di coordinamento sulle loro esperienze nel contesto del genocidio israeliano contro i palestinesi, perpetrato dagli Stati Uniti.

Parlano con angoscia delle persecuzioni, delle restrizioni alla libertà di movimento, della fame, dell’assistenza medica inadeguata, dell’espropriazione delle terre, dell’inquinamento e del preoccupante aumento di attacchi in stile pogrom da parte di coloni illegali, spesso con l’aiuto delle forze militari e di polizia israeliane, che affliggono la Cisgiordania e Gaza.

I membri della nostra coalizione palestinese che vivono in Cisgiordania desiderano ardentemente offrire il loro aiuto alle persone intrappolate a Gaza. Di recente hanno sollevato la difficile situazione dei minori di Gaza, che hanno già perso anni di istruzione. Molti vivono in miseri campi di tende, non hanno cibo e medicine a sufficienza e soffrono di traumi psicosociali per aver perso i propri cari.

Un’ONG palestinese, PYALARA (Associazione giovanile palestinese per la leadership e i diritti), ha suggerito che la nostra coalizione potrebbe fornire assistenza concreta ai minori di Gaza desiderosi di imparare ma privi del materiale scolastico di base. I minori non hanno carta, matite, penne, libri, banchi e zaini.

Recentemente un’intervistatore di UN News ha parlato con Julia Dicon, direttrice per l’educazione dell’UNRWA (United Nations Relief and Works Agency) [l’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi, ndt.]. Dicon ha descritto quello che l’educazione significa per i minori palestinesi rifugiati e perché è fondamentale un sostegno costante. Ha espresso un profondo rispetto per i molti modi con cui i palestinesi conservano la capacità di educare i propri figli persino in questi tempi terribili. L’intervistatore le ha chiesto di raccontare una storia riguardo ai giovani palestinesi che rappresentano il coraggio di fronte alle inenarrabili avversità mentre continuano nei tentativi di imparare e insegnare.

Dicon ha parlato di due sorelle di Gaza, Tala Mousa, di 17 anni, e Farah Mousa, di 15, recentemente insignite del premio Terra per il Medio Oriente 2026. Le due ragazze vedevano regolarmente le macerie che circondavano la loro casa, bombardata da Israele. A differenza del presidente Trump, impegnato in costose e inutili ristrutturazioni, loro desideravano ardentemente ricostruire le case distrutte dagli israeliani con bombe di fabbricazione statunitense.Tala e Farah si sono interrogate su come loro e i loro vicini avrebbero potuto iniziare a produrre l’indispensabile materiale per ricostruire le case: i mattoni. Insieme, sfruttando le loro conoscenze scientifiche, hanno sviluppato un metodo pratico per trasformare le macerie in blocchi riutilizzabili per aiuole, Tala e Farah rappresentano il potenziale dei giovani di Gaza di fare una differenza significativa nella vita e nel futuro della loro comunità. Il loro approccio energico, pragmatico e appassionato merita il nostro rispetto e il nostro sostegno, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare modi creativi per resistere ai mercanti di morte che traggono profitto dall’acquisto di armi letali da parte dell’amministrazione Trump.Boeing, Lockheed Martin, RTX, General Dynamics e Northrop Grumman sono tra le aziende statunitensi i cui profitti continueranno a crescere vertiginosamente mentre gli Stati Uniti commercializzano le loro armi, “mettendole in mostra” nelle zone di guerra di tutto il mondo.

Viviamo in tempi duri e bui.

L’ultima vendita di armi statunitensi a Israele conferma ulteriormente la complicità degli Stati Uniti con i crimini di guerra genocidi commessi da Israele contro i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Dobbiamo dare ascolto all’appello urgente lanciato da coloro che sono maggiormente colpiti da questi crimini di guerra: “Non distogliete lo sguardo”.

Kathy Kelly, attivista per la pace e autrice, è co-coordinatrice del Tribunale per i crimini di guerra “Mercanti di morte” e presidente del consiglio di amministrazione di World Beyond War.  Ha contribuito con questo articolo a The Palestine Chronicle.

Le opinioni espresse nell’articolo non riflettono necessariamente la linea editoriale di The Palestine Chronicle.

(traduzione dall’inglese di Giuseppe Ponsetti)