Coloni israeliani attaccano il villaggio di Jalud in un pogrom nella Cisgiordania occupata

Una macchina incendiata dai coloni a al-Mughayyiril 26 settembre 2026 Foto: Mohamad Torokman/Reuters

29 settembre 2026 – Redazione di Al Jazeera e Anadolu

Un gruppo di coloni attacca due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi nel nord della Cisgiordania.

Coloni israeliani hanno attaccato un villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania occupata, incendiando abitazioni e veicoli; si tratta dell’ultimo episodio di una serie di pogrom che stanno investendo l’intero territorio.

Martedì, secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia di stampa turca Anadolu, i coloni hanno dato alle fiamme due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi a Jalud, poche ore dopo che la famiglia aveva tentato di farvi ritorno, in virtù della decisione di un tribunale israeliano, dopo quasi due mesi di sfollamento.

Le stesse fonti hanno aggiunto che gli abitanti del villaggio hanno tentato di affrontare i coloni prima dell’arrivo delle forze israeliane, riferendo all’agenzia Anadolu che gli incendi hanno causato ingenti danni alle due abitazioni, mentre l’attacco ha seminato il panico tra gli abitanti.

Inoltre, secondo le informazioni, le forze israeliane hanno fornito protezione ai coloni, inviato ulteriori rinforzi militari nell’area e costretto i membri della famiglia Tubasi ad abbandonare nuovamente le proprie abitazioni sotto la minaccia delle armi.

In un comunicato l’esercito israeliano ha dichiarato che nella notte oltre 100 coloni hanno dato vita a disordini a Jalud, impedendo alle forze israeliane di agevolare il ritorno di una famiglia palestinese sfollata alla propria abitazione, bloccando le strade, dando fuoco a pneumatici e lanciando pietre contro le forze di sicurezza.

“Soldati e agenti della Polizia di Frontiera israeliana sono intervenuti nell’area di Jalud per disperdere i rivoltosi israeliani e proteggere gli abitanti della zona, dato che il rientro di una famiglia palestinese nella propria abitazione era stato preventivamente concordato”, si legge nel comunicato.

“A causa delle violenze la missione per riportare la famiglia a casa non è stata portata a termine”, ha aggiunto l’esercito.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scritto su X di condannare fermamente le violenze e ha esortato le forze dell’ordine a perseguire i responsabili.

L’esercito israeliano ha reso noto, tramite un messaggio sul proprio canale ufficiale Telegram, che due coloni sono stati arrestati e che è stata avviata un’indagine sull’accaduto.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato ad Al Jazeera English che gli Stati Uniti sono a conoscenza delle notizie riguardanti gli attacchi a Jalud, aggiungendo che l’amministrazione è “in costante contatto con i partner per migliorare la stabilità e la sicurezza in Cisgiordania”.

“Condanniamo la violenza criminale perpetrata da parte di qualsiasi soggetto in Cisgiordania e sosteniamo indagini adeguate, la ricerca della responsabilità giuridica e i procedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili”, ha affermato il funzionario.

Il proprietario Mahmoud Tubasi ha riferito all’agenzia Anadolu che la famiglia era rientrata in seguito a un ordine del tribunale, ma aveva trovato la proprietà devastata dai coloni che l’avevano occupata, impedendo ai legittimi proprietari di accedervi.

I coloni sono tornati durante la notte e hanno dato fuoco alla casa, distruggendola e rendendola inabitabile, ha aggiunto.

La famiglia Tubasi era stata costretta ad abbandonare la propria casa a Jalud nel mese di luglio, a causa delle ripetute molestie e violenze subite per mano dei coloni.

Le violenze israeliane contro i palestinesi in Cisgiordania sono in costante aumento dall’inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza nell’ottobre 2023, ma quest’anno i pogrom si sono intensificati in modo significativo.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha registrato oltre 1.330 attacchi di coloni contro palestinesi in Cisgiordania tra gennaio e la fine di luglio; con una media di sei episodi al giorno, si tratta del ritmo più elevato degli ultimi vent’anni circa.

Gruppi di coloni, spesso sostenuti o protetti dai soldati israeliani, hanno attaccato i palestinesi in vari modi: aprendo il fuoco, assediando le abitazioni e compiendo altre forme di violenza collettiva che gli esperti hanno definito come “pogrom”.

Gli insediamenti israeliani costruiti su territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale.

Le incursioni israeliane proseguono

Secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia Anadolu, in un altro episodio avvenuto martedì dei coloni israeliani hanno aggredito un’anziana donna palestinese dopo aver fatto irruzione nella sua casa a Qaryut, a sud di Nablus.

Un video girato dal medico volontario Bashar al-Qaryuti mostra la donna con contusioni ad una mano e alla testa.

La vittima ha riferito che un gruppo di coloni ha sfondato la porta dell’abitazione e la ha aggredita.

Ad al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah (nella Cisgiordania centrale), dei coloni israeliani hanno attaccato case e proprietà palestinesi mentre le forze dell’esercito israeliano facevano irruzione nel villaggio e arrestavano un giovane.

Alcuni testimoni hanno riferito ad Anadolu che l’attacco ha preso di mira tre abitazioni, mentre gli aggressori hanno dato fuoco a una quarta casa, appartenente a un detenuto palestinese.

Ad agosto l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha definito “terroristi” i coloni israeliani coinvolti in atti di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, ammonendo che tali azioni arrecano gravi danni all’immagine di Israele.

A giugno 14 relatori speciali delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme sul netto aumento del “terrorismo dei coloni”, favorito dal sostegno e dalla complicità dello Stato, nei territori palestinesi occupati, definendolo una minaccia esistenziale per le comunità palestinesi.

(Traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)

29 settembre 2026 – Redazione di Al Jazeera e Anadolu

Un gruppo di coloni attacca due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi nel nord della Cisgiordania.

Coloni israeliani hanno attaccato un villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania occupata, incendiando abitazioni e veicoli; si tratta dell’ultimo episodio di una serie di pogrom che stanno investendo l’intero territorio.

Martedì, secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia di stampa turca Anadolu, i coloni hanno dato alle fiamme due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi a Jalud, poche ore dopo che la famiglia aveva tentato di farvi ritorno, in virtù della decisione di un tribunale israeliano, dopo quasi due mesi di sfollamento.

Le stesse fonti hanno aggiunto che gli abitanti del villaggio hanno tentato di affrontare i coloni prima dell’arrivo delle forze israeliane, riferendo all’agenzia Anadolu che gli incendi hanno causato ingenti danni alle due abitazioni, mentre l’attacco ha seminato il panico tra gli abitanti.

Inoltre, secondo le informazioni, le forze israeliane hanno fornito protezione ai coloni, inviato ulteriori rinforzi militari nell’area e costretto i membri della famiglia Tubasi ad abbandonare nuovamente le proprie abitazioni sotto la minaccia delle armi.

In un comunicato l’esercito israeliano ha dichiarato che nella notte oltre 100 coloni hanno dato vita a disordini a Jalud, impedendo alle forze israeliane di agevolare il ritorno di una famiglia palestinese sfollata alla propria abitazione, bloccando le strade, dando fuoco a pneumatici e lanciando pietre contro le forze di sicurezza.

“Soldati e agenti della Polizia di Frontiera israeliana sono intervenuti nell’area di Jalud per disperdere i rivoltosi israeliani e proteggere gli abitanti della zona, dato che il rientro di una famiglia palestinese nella propria abitazione era stato preventivamente concordato”, si legge nel comunicato.

“A causa delle violenze la missione per riportare la famiglia a casa non è stata portata a termine”, ha aggiunto l’esercito.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scritto su X di condannare fermamente le violenze e ha esortato le forze dell’ordine a perseguire i responsabili.

L’esercito israeliano ha reso noto, tramite un messaggio sul proprio canale ufficiale Telegram, che due coloni sono stati arrestati e che è stata avviata un’indagine sull’accaduto.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato ad Al Jazeera English che gli Stati Uniti sono a conoscenza delle notizie riguardanti gli attacchi a Jalud, aggiungendo che l’amministrazione è “in costante contatto con i partner per migliorare la stabilità e la sicurezza in Cisgiordania”.

“Condanniamo la violenza criminale perpetrata da parte di qualsiasi soggetto in Cisgiordania e sosteniamo indagini adeguate, la ricerca della responsabilità giuridica e i procedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili”, ha affermato il funzionario.

Il proprietario Mahmoud Tubasi ha riferito all’agenzia Anadolu che la famiglia era rientrata in seguito a un ordine del tribunale, ma aveva trovato la proprietà devastata dai coloni che l’avevano occupata, impedendo ai legittimi proprietari di accedervi.

I coloni sono tornati durante la notte e hanno dato fuoco alla casa, distruggendola e rendendola inabitabile, ha aggiunto.

La famiglia Tubasi era stata costretta ad abbandonare la propria casa a Jalud nel mese di luglio, a causa delle ripetute molestie e violenze subite per mano dei coloni.

Le violenze israeliane contro i palestinesi in Cisgiordania sono in costante aumento dall’inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza nell’ottobre 2023, ma quest’anno i pogrom si sono intensificati in modo significativo.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha registrato oltre 1.330 attacchi di coloni contro palestinesi in Cisgiordania tra gennaio e la fine di luglio; con una media di sei episodi al giorno, si tratta del ritmo più elevato degli ultimi vent’anni circa.

Gruppi di coloni, spesso sostenuti o protetti dai soldati israeliani, hanno attaccato i palestinesi in vari modi: aprendo il fuoco, assediando le abitazioni e compiendo altre forme di violenza collettiva che gli esperti hanno definito come “pogrom”.

Gli insediamenti israeliani costruiti su territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale.

Le incursioni israeliane proseguono

Secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia Anadolu, in un altro episodio avvenuto martedì dei coloni israeliani hanno aggredito un’anziana donna palestinese dopo aver fatto irruzione nella sua casa a Qaryut, a sud di Nablus.

Un video girato dal medico volontario Bashar al-Qaryuti mostra la donna con contusioni ad una mano e alla testa.

La vittima ha riferito che un gruppo di coloni ha sfondato la porta dell’abitazione e la ha aggredita.

Ad al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah (nella Cisgiordania centrale), dei coloni israeliani hanno attaccato case e proprietà palestinesi mentre le forze dell’esercito israeliano facevano irruzione nel villaggio e arrestavano un giovane.

Alcuni testimoni hanno riferito ad Anadolu che l’attacco ha preso di mira tre abitazioni, mentre gli aggressori hanno dato fuoco a una quarta casa, appartenente a un detenuto palestinese.

Ad agosto l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha definito “terroristi” i coloni israeliani coinvolti in atti di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, ammonendo che tali azioni arrecano gravi danni all’immagine di Israele.

A giugno 14 relatori speciali delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme sul netto aumento del “terrorismo dei coloni”, favorito dal sostegno e dalla complicità dello Stato, nei territori palestinesi occupati, definendolo una minaccia esistenziale per le comunità palestinesi.

(Traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)

29 settembre 2026 – Redazione di Al Jazeera e Anadolu

Un gruppo di coloni attacca due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi nel nord della Cisgiordania.

Coloni israeliani hanno attaccato un villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania occupata, incendiando abitazioni e veicoli; si tratta dell’ultimo episodio di una serie di pogrom che stanno investendo l’intero territorio.

Martedì, secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia di stampa turca Anadolu, i coloni hanno dato alle fiamme due abitazioni appartenenti alla famiglia Tubasi a Jalud, poche ore dopo che la famiglia aveva tentato di farvi ritorno, in virtù della decisione di un tribunale israeliano, dopo quasi due mesi di sfollamento.

Le stesse fonti hanno aggiunto che gli abitanti del villaggio hanno tentato di affrontare i coloni prima dell’arrivo delle forze israeliane, riferendo all’agenzia Anadolu che gli incendi hanno causato ingenti danni alle due abitazioni, mentre l’attacco ha seminato il panico tra gli abitanti.

Inoltre, secondo le informazioni, le forze israeliane hanno fornito protezione ai coloni, inviato ulteriori rinforzi militari nell’area e costretto i membri della famiglia Tubasi ad abbandonare nuovamente le proprie abitazioni sotto la minaccia delle armi.

In un comunicato l’esercito israeliano ha dichiarato che nella notte oltre 100 coloni hanno dato vita a disordini a Jalud, impedendo alle forze israeliane di agevolare il ritorno di una famiglia palestinese sfollata alla propria abitazione, bloccando le strade, dando fuoco a pneumatici e lanciando pietre contro le forze di sicurezza.

“Soldati e agenti della Polizia di Frontiera israeliana sono intervenuti nell’area di Jalud per disperdere i rivoltosi israeliani e proteggere gli abitanti della zona, dato che il rientro di una famiglia palestinese nella propria abitazione era stato preventivamente concordato”, si legge nel comunicato.

“A causa delle violenze la missione per riportare la famiglia a casa non è stata portata a termine”, ha aggiunto l’esercito.

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scritto su X di condannare fermamente le violenze e ha esortato le forze dell’ordine a perseguire i responsabili.

L’esercito israeliano ha reso noto, tramite un messaggio sul proprio canale ufficiale Telegram, che due coloni sono stati arrestati e che è stata avviata un’indagine sull’accaduto.

Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato ad Al Jazeera English che gli Stati Uniti sono a conoscenza delle notizie riguardanti gli attacchi a Jalud, aggiungendo che l’amministrazione è “in costante contatto con i partner per migliorare la stabilità e la sicurezza in Cisgiordania”.

“Condanniamo la violenza criminale perpetrata da parte di qualsiasi soggetto in Cisgiordania e sosteniamo indagini adeguate, la ricerca della responsabilità giuridica e i procedimenti giudiziari nei confronti dei responsabili”, ha affermato il funzionario.

Il proprietario Mahmoud Tubasi ha riferito all’agenzia Anadolu che la famiglia era rientrata in seguito a un ordine del tribunale, ma aveva trovato la proprietà devastata dai coloni che l’avevano occupata, impedendo ai legittimi proprietari di accedervi.

I coloni sono tornati durante la notte e hanno dato fuoco alla casa, distruggendola e rendendola inabitabile, ha aggiunto.

La famiglia Tubasi era stata costretta ad abbandonare la propria casa a Jalud nel mese di luglio, a causa delle ripetute molestie e violenze subite per mano dei coloni.

Le violenze israeliane contro i palestinesi in Cisgiordania sono in costante aumento dall’inizio della guerra genocida di Israele contro Gaza nell’ottobre 2023, ma quest’anno i pogrom si sono intensificati in modo significativo.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha registrato oltre 1.330 attacchi di coloni contro palestinesi in Cisgiordania tra gennaio e la fine di luglio; con una media di sei episodi al giorno, si tratta del ritmo più elevato degli ultimi vent’anni circa.

Gruppi di coloni, spesso sostenuti o protetti dai soldati israeliani, hanno attaccato i palestinesi in vari modi: aprendo il fuoco, assediando le abitazioni e compiendo altre forme di violenza collettiva che gli esperti hanno definito come “pogrom”.

Gli insediamenti israeliani costruiti su territori palestinesi occupati sono illegali secondo il diritto internazionale.

Le incursioni israeliane proseguono

Secondo quanto riferito da fonti locali all’agenzia Anadolu, in un altro episodio avvenuto martedì dei coloni israeliani hanno aggredito un’anziana donna palestinese dopo aver fatto irruzione nella sua casa a Qaryut, a sud di Nablus.

Un video girato dal medico volontario Bashar al-Qaryuti mostra la donna con contusioni ad una mano e alla testa.

La vittima ha riferito che un gruppo di coloni ha sfondato la porta dell’abitazione e la ha aggredita.

Ad al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah (nella Cisgiordania centrale), dei coloni israeliani hanno attaccato case e proprietà palestinesi mentre le forze dell’esercito israeliano facevano irruzione nel villaggio e arrestavano un giovane.

Alcuni testimoni hanno riferito ad Anadolu che l’attacco ha preso di mira tre abitazioni, mentre gli aggressori hanno dato fuoco a una quarta casa, appartenente a un detenuto palestinese.

Ad agosto l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha definito “terroristi” i coloni israeliani coinvolti in atti di violenza contro i palestinesi nella Cisgiordania occupata, ammonendo che tali azioni arrecano gravi danni all’immagine di Israele.

A giugno 14 relatori speciali delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme sul netto aumento del “terrorismo dei coloni”, favorito dal sostegno e dalla complicità dello Stato, nei territori palestinesi occupati, definendolo una minaccia esistenziale per le comunità palestinesi.

(Traduzione dall’inglese di Aldo Lotta)