A tre anni dall’inizio della guerra genocida di Israele le immagini satellitari mostrano Gaza in rovina

Le immagini satellitari recenti del prima e del dopo la distruzione di Gaza

 

AJLabs

29 settembre 2026 AlJazeera

Le recenti immagini di Google Maps mostrano l’entità della distruzione di Gaza da parte di Israele, con più di 74.000 palestinesi uccisi

Le immagini satellitari di Google Maps, recentemente aggiornate, mostrano l’entità della distruzione nella Striscia di Gaza assediata, a quasi tre anni dall’inizio della guerra genocida israeliana.

Con un quartiere accanto all’altro ridotto in macerie di cui poco rimane se non i deboli contorni delle strade principali, è ormai quasi impossibile distinguere una parte di Gaza dall’altra. I terreni agricoli sono stati carbonizzati e luoghi di culto secolari sono stati danneggiati o spazzati via dal paesaggio.

Una recente valutazione del Centro Satellitare delle Nazioni Unite (UNOSAT) ha rilevato che il numero di strutture distrutte a Gaza è aumentato del 9% da quando è entrato in vigore il “cessate il fuoco” quasi un anno fa. Complessivamente circa l’82% delle strutture a Gaza, ovvero circa 200.000 edifici, sono stati danneggiati e circa due terzi di questi sono stati distrutti secondo l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi UNRWA.

Utilizzando immagini satellitari recentemente pubblicate su Google Maps, Al Jazeera ha confrontato Gaza prima della guerra con la situazione attuale, da Rafah a sud fino a Gaza Nord. Le immagini di Rafah sono state scattate quest’anno, mentre quelle di Gaza Nord risalgono al 2025 e al 2024.

Tal as-Sultan, Rafah

Rafah, la città più meridionale di Gaza, era diventata un importante rifugio per i palestinesi sfollati da tutta Gaza, ma circa un milione di persone sono state costrette ad abbandonare la zona dopo l’inizio delle operazioni militari israeliane nel maggio 2024. La maggior parte era già stata sfollata più volte ed è stata costretta a spostarsi verso Khan Younis, una città a nord di Rafah, e Deir el-Balah, nella Gaza centrale, man mano che i centri di accoglienza dell’UNRWA a Rafah venivano evacuati.

Nella parte occidentale di Rafah il quartiere di Tal as-Sultan, un tempo densamente popolato, è stato quasi completamente raso al suolo. Le immagini satellitari mostrano poco più che sabbia dove un tempo sorgevano le case.

Al-Mawasi, Rafah

Al-Mawasi, la striscia costiera di sabbia e terreni agricoli che si estendeva lungo la costa dei governatorati di Rafah e Khan Younis, un tempo scarsamente popolata, era stata dichiarata “zona umanitaria” da Israele all’inizio della guerra. Israele invitò i palestinesi sfollati a cercarvi rifugio. Nel maggio 2024, mentre Israele si preparava a invadere la città di Rafah, l’allora presidente degli Stati Uniti Joe Biden avvertì: “Se entrano a Rafah … non fornirò più armi”. Israele procedette comunque con l’operazione, spingendo centinaia di migliaia di persone ad Al-Mawasi, che da allora è stata ripetutamente bombardata.

Le ultime immagini satellitari mostrano l’area, un tempo in gran parte disabitata, ora ricoperta di tende e gremita di famiglie che non hanno altro posto dove andare.

Moschea indonesiana Istiqlal, Khan Younis

Nella valutazione dell’UNOSAT di ottobre 2025 Khan Younis ha registrato il maggior numero di edifici danneggiati rispetto a qualsiasi altro governatorato, con 51.885 strutture colpite. Il governatorato era anche uno dei principali centri agricoli di Gaza; Khan Younis ha registrato la più vasta area totale di terreni agricoli danneggiati nella Striscia di Gaza. La moschea indonesiana Istiqlal, nella zona di Ma’an a Khan Younis, è stata distrutta durante la guerra dopo essere stata riaperta meno di due anni prima.

Porto di Gaza, Gaza City

Il governatorato di Gaza ha registrato il secondo numero più alto di strutture danneggiate nella valutazione UNOSAT dell’ottobre 2025, con 51.530 edifici colpiti, di cui 41.663 nella sola città di Gaza.

Tra i siti più colpiti c’è il porto di Gaza City, il cuore di un’industria della pesca che un tempo sosteneva circa 110.000 persone. L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha dichiarato che il porto è stato gravemente danneggiato e la maggior parte dei suoi pescherecci distrutti.

Campo profughi di Jabalia, Gaza nord

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, il governatorato di Gaza Nord ha registrato la più alta percentuale di terreni agricoli danneggiati nella Striscia, con il 94% di superficie coltivata compromessa già a luglio 2025. Durante la guerra Beit Lahiya, Jabalia e altre comunità del nord sono state soggette a ripetute operazioni militari israeliane, sfollamenti forzati e severe restrizioni agli aiuti umanitari. Il campo profughi di Jabalia, il più grande degli otto campi di Gaza, è stato distrutto, come mostrano le immagini satellitari che ritraggono interi isolati ridotti in macerie.

Dall’inizio della guerra di Israele contro Gaza, il 7 ottobre 2023, oltre 74.000 palestinesi sono stati uccisi e più di 175.000 feriti. Il bilancio reale è probabilmente più alto, poiché molte persone risultano ancora disperse sotto le macerie. Dal “cessate il fuoco” dell’ottobre dello scorso anno, oltre 1.400 persone sono state uccise e quasi 5.000 ferite.

(traduzione dall’inglese di Luciana Galliano)